Bufera sul Comune di Siderno, lunedì le dimissioni del sindaco Ritorto

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Inchiesta “Falsa politica”

Bufera sul Comune di Siderno, lunedì le dimissioni del sindaco Ritorto

Il primo cittadino ha annunciato la decisione di lasciare dopo l’operazione che ha coinvolto politici ed esponenti della ‘ndrangheta e per la quale ha ricevuto un avviso di garanzia. Oltre alle indagini ha inciso sulla scelta anche un problema di salute personale

di PINO ALBANESE

Il sindaco Riccardo Ritorto

SIDERNO – Siderno sta per rimanere senza sindaco. Riccardo Ritorto si dimetterà lunedì. Lo ha detto ieri ai suoi fedelissimi radunati nel suo ufficio collocato al primo piano del palazzo “rosato” che si affaccia sulla centralissima piazza Vittorio Veneto. Una decisione, quella di lasciare la poltrona di primo cittadino di Siderno, presa da giorni, anche se non ancora resa di pubblico dominio, su cui “pesa” il suo stato di salute. Dopo aver parlato con i suoi più vicini collaboratori il sindaco della città ha avuto uno scambio di idee con i vertici della coalizione che ha sostenuto la sua candidatura. Malgrado i ripetuti tentativi di farlo rinunciare all’idea dimissionaria, il sindaco è stato irremovibile comunicando a tutti i presenti la volontà di lasciare lo scranno più alto della sala delle adunanze consiliari. L’affaticamento permanente a cui è subordinato, con il passare dei giorni, è sempre più duro da sopportare e, per questo che lunedì andrà dal segretario del comune Mario Ientile per firmare il congedo dal palazzo municipale. 

Alla vicenda personale si è aggiunta, inaspettata, la bufera giudiziaria relativa l’inchiesta “Falsa Politica” della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria che ha raggiunto l’apice lo scorso lunedì con il blitz della Polizia di Stato e gli arresti di un consigliere comunale della maggioranza ritortiana, Domenico Commisso e poi dell’ex consigliere regionale Cosimo Cherubino, dell’ex assessore provinciale, Rocco Agrippo, dell’ex assessore comunale Antonio Commisso e dell’ex consigliere comunale, Giuseppe Tavernese, tutti accusati di avere intrattenuto rapporti con la ‘ndrangheta, e concluso con la notifica al sindaco Riccardo Ritorto di una informazione di garanzia attraverso il quale il magistrato della Dda reggina, ha portato a conoscenza il sindaco che si stanno svolgendo indagini nei suoi confronti. Investigazioni che potrebbero anche non trovare reati penali e l’attività indagatrice chiusa senza alcun provvedimento nei confronti di Riccardo Ritorto, ma nel frattempo il primo cittadino è sotto indagine e lo stress aumenta. Se fosse solo per l’ordinanza della Direzione distrettuale antimafia è sicuro che il primo cittadino del centro jonico sarebbe rimasto al suo posto. Anche ieri ha ripetuto ai suoi di avere la coscienza a posto e di non fatto niente di irregolare e continua a sostenere la sua estraneità ai fatti contestati nell’inchiesta e, soprattutto la correttezza della sua attività di pubblico amministratore. Con lui, a questo punto abbandoneranno gli scranni anche i consiglieri della maggioranza, un raggruppamento solido che è andato avanti senza lotte intestine grazie all’azione di Riccardo Ritorto, capo indiscusso del centrodestra cittadino e del comprensorio, il quale in questi ha rafforzato una coalizione da sempre governata da “correnti” politiche. 

02 giugno 2012 16:29