‘NDRANGHETA Calabria, collabora con la giustizia per il delitto “d’onore” di suo padre

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‘NDRANGHETA

Calabria, collabora con la giustizia
per il delitto “d’onore” di suo padre

Si è presentata al Procuratore di Palmi per denunciare la propria famiglia dopo che padre e fratello hanno ucciso l’uomo che amava. La storia di una 24enne mamma di un bambino piccolo, che ora vive sotto protezione

Fabrizio Pioli il ragazzo ucciso

di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA – C’è un’altra donna che ha iniziato a collaborare con la giustizia. Due giorni fa Simona Napoli ha deciso di dire basta alla violenza mafiosa della propria famiglia d’origine. Si è presentata alle forze dell’ordine e ha chiesto di parlare con il Procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo.

Simona, 24 anni, madre di un bambino di 4, da alcune ore si trova in una località protetta, dove avrebbe iniziato a raccontare tutto ai magistrati, iniziando dalla sua storia personale. Una vicenda che la scorsa settimana è sfociata in un omicidio commesso in ossequio alle regole della ‘ndrangheta. La donna di Melicucco (nella Piana di Gioia Tauro), sposata con un uomo che lavora da anni al nord Italia, aveva una relazione extraconiugale con Fabrizio Pioli, un bravo ragazzo di Gioia Tauro, cittadina attaccata a Melicucco. Un’amicizia nata casualmente su internet e divenuta presto una storia d’amore. Prima i messaggi, poi qualche telefonata, infine gli incontri. Al punto che i due avevano iniziato a fare qualche progetto per il futuro, immaginando il divorzio e una nuova vita per entrambi. Simona però non è una ragazza qualsiasi, proviene da un contesto familiare in cui le regole sono quelle antiche dei clan. Regole di ‘ndrangheta, per le quali l’onore si lava nel sangue. Così avviene quando il padre di lei, Antonio Napoli, e il figlio Domenico scoprono la relazione. Fabrizio viene ucciso e il suo corpo fatto sparire. I carabinieri, grazie alle intercettazioni, risalgono agli assassini e arriva la conferma che ad agire sono stati il fratello, arrestato immediatamente, e il padre, tutt’ora latitante.

Simona ora vuole raccontare tutto. Vuole raccontare della sua vita di donna che sa  bene cosa vuol dire la violenza mafiosa. In una famiglia in cui un padre, legato alla ‘ndrangheta della zona, detta i ritmi della “famiglia”, stabilendo cosa si può e cosa non si può fare. Un padre che secondo la Procura della Republica di Palmi, ha materialmente inseguito e ucciso Fabrizio, facendogli pagare con la morte l’onta del tradimento. L’inchiesta ora sarà consolidata anche con le dichiarazioni della ragazza che avrebbe già spiegato ai pm di Palmi il ruolo di padre e fratello nell’assassinio di Fabrizio. (02 marzo 2012)