Nuova politica e morale, una boccata d’etica

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Nuova politica e morale, una boccata d’etica

La speranza è che, oltre che di Governo “tecnico”, si tratti finalmente di Governo “etico”.

Se è vero, infatti, che il superamento della crisi economica richiede competenze di alto livello, è anche vero che essa è figlia di un vuoto morale, un vuoto di legalità.

Recuperare i miliardi sottratti dall’illegalità diffusa non cambierebbe solo i nostri bilanci, ma la salute stessa della democrazia.

 

L’auspicio, allora, è che la nuova stagione politica riprenda con maggiore vigore la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, inserisca nel Codice penale i reati contro l’ambiente, sciolga alcuni nodi del contrasto alle organizzazioni mafiose, a partire da quello relativo ai troppi beni confiscati non ancora destinati perchè soggetti a ipoteca bancaria.

Ma il problema della legalità rimanda a un più generale problema di uguaglianza.

La salute economica non può prescindere dalla dignità delle persone, dalla lotta alla disoccupazione e al precariato, dalla diffusione dei diritti civili, a partire da quelli degli immigrati che – come ha ricordato il presidente Napolitano – contribuiscono in modo rilevante alla vita sociale ed economica del Paese.

Senza dimenticare che il primo e più grande investimento è quello educativo e culturale. Non saremmo arrivati a questo punto senza la prolungata mortificazione della cultura e la sistematica anestesia delle coscienze.

Non ci può essere rinascita economica senza la valorizzazione della scuola, della ricerca, della conoscenza.

Senza un’assunzione di responsabilità che chiami in causa ciascuno di noi e allontani per sempre la tentazione della delega.

“La democrazia” – ha scritto Norberto Bobbio, “non sa che farsene di cittadini passivi, apatici, indifferenti. Vive e prospera solo se i suoi cittadini hanno a cuore le sorti della propria città come quelle della propria casa”.

Don Luigi Ciotti