Droga, sventato un maxiagguato della ‘ndrangheta

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La ‘ndrangheta voleva la cocaina sequestrata
Il piu’ grande quantitativo di cocaina sequestrato al mondo negli ultimi due anni. Era conservata dalla finanza in un luogo segreto. Ora e’ stata distrutta.

PISA – La ‘ndrangheta calabrese si voleva riprendere quel carico da una tonnellata di cocaina che la Guardia di finanza della Spezia aveva sequestrato in porto il 17 luglio scorso.


Ma qualcuno ha parlato: così i baschi verdi, dopo aver prelevato l’enorme quantitativo di droga da un’area di stoccaggio segreta, hanno organizzato una maxiscorta per trasferire la cocaina all’inceneritore di Pisa, dove due giorni fa è stata bruciata. La notizia di un possibile agguato della cosca che aveva “curato” il trasferimento della cocaina in Italia, coca acquistata dal cartello colombiano di Norte del Valle, è arrivata appena in tempo, tanto che per il trasferimento dello stupefacente sono stati necessari alcuni accorgimenti specifici: sei macchine con personale armato, un furgone blindato con scorta interna armata, una “staffetta” di polizia stradale per la bonifica dell’itinerario e il presidio dell’inceneritore di Pisa dove la coca è letteralmente andata in fumo.

IL ROGO. Panetto dopo panetto, sono stati ridotti in cenere trecento milioni di euro in cocaina pura. Un danno enorme per la cosca calabrese che secondo le informazioni arrivate alla finanza stava organizzando, assieme ai colombiani, un agguato al furgone nel tentativo estremo di recuperare la droga. L’inchiesta scaturita dal rinvenimento della tonnellata di cocaina, il sequestro più importante avvenuto in tutta Europa nell’arco degli ultimi due anni, sta portando la Guardia di finanza della Spezia e il Gico di Genova a sollevare il velo sulla speciale joint venture che da tempo la ‘ndrangheta calabrese, attraverso i “locali” europei e nord americani, ha realizzato con i colombiani vincenti del cartello Norte del Valle.

L’INDAGINE. Dietro ai narcos potrebbe esserci la ‘ndrina della Piana guidata da Mimmo Oppedisano, il boss che il passaparola dice essere stato nominato capo dei capi della ‘ndrangheta nel summit criminale avvenuto nel santuario di Madonna di Polsi (Reggio Calabria) nel 2010. La cosca comandata da Oppedisano, fra l’altro, ha grandi interessi in Germania che condivide con i Vottari e i Pelle di San luca, e in Canada. Il nome di Oppedisano, fra l’altro, è emerso anche in un’altra grande inchiesta dei ros di Genova come il boss che “guida” i “locali” ‘ndranghetisti in Liguria.