Il metano era un affare di famiglia. Blitz a San Luca, sette arresti

Print Friendly

Il metano era un affare di famiglia. Blitz a San Luca, sette arresti

E’ in corso da stamani l’operazione “Metano a San Luca”, durante la quale i carabinieri di Reggio Calabria hanno effettuato sette fermi di indiziato di delitto, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di altrettante persone ritenute affiliate alla cosca della ‘ndrangheta dei Mammoliti, alias fischiante, di San Luca.

L’operazione è la conseguenza di una attività investigativa iniziata dopo l’incendio, il 3 maggio dell’anno scorso, di un autocarro della Metangas, società che gestiste la conduzione del gas metano a San Luca. Nel corso delle indagini si è accertato che quell’atto intimidatorio preludeva all’ingerenza della cosca nella gestione dell’opera. In particolare i militari appurarono che le assunzioni della manodopera erano composte da soggetti ritenuti, a vario titolo, contigui alle consorterie di ndrangheta; che era stato stipulato un elevato numero di contratti cosiddetti di “nolo a freddo” che, da verifiche effettuate, invece, erano veri e propri “noli a caldo” al fine di nascondere l’illecito subappalto ad imprese prive di certificazione; l’impresa appaltante, inoltre, svolgeva di fatto un controllo meramente formale, dato che non è mai intervenuta su anomalie relative alle fatturazioni dei subappalti”.

Questo meccanismo, in un appalto del valore complessivo di 1.150.000 euro, aveva consentito alla cosca dei Mammoliti la gestione diretta per oltre il 23% dell’opera, quantificato in circa 260 mila euro. I reati di cui gli arrestati dovranno rispondere a vario titolo sono di associazione di tipo mafioso e intestazione fittizia di beni, illecita concorrenza in appalti, estorsione e rapina aggravati.

Maggiori particolari sull’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa alle ore 11 di oggi, che si svolgerà presso il Comando Provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria alla presenza de Procuratore Capo della Repubblica Giuseppe Pignatone.

Aggiornamento h 10:00

Nel corso dell’attività è stata riscontrata la diretta ingerenza della cosca Mammoliti, alias “fischiante” di San Luca, nella gestione di lavori edili di rifacimento e restauro di parte dell’abitato del noto santuario di Polsi, svolti tramite ditte fittiziamente intestate a terzi. È stata, inoltre perquisita l’impresa METANGAS con sede in Rende (CS) e notificata informazione di garanzia nei confronti di Edmondo Rinaldo Venneri, titolare dell’impresa, in ordine al reato di cui all’art. 21 Legge 646/1982 (subappalto non autorizzato) ed eseguiti sequestri preventivi di alcuni camion e mezzi d’opera, per un valore totale di 800.000 euro circa.

Gli arrestati: Antonio Cosmo, 64 anni; Francesco Cosmo, 52 anni; Giuseppe Cosmo, 34 anni; Giuseppe Cosmo, 24 anni; Domenico Mammoliti, 49 anni; Francesco Mammoliti, 62 anni.