Grazie ai ragazzi di “Estate libera” ripulito il monumento di Congiusta

Print Friendly

Grazie ai ragazzi di “Estate libera” ripulito il monumento di Congiusta
Rigitano: «Diffondiamo una cultura fondata su legalità e senso civico»


Aristide Bava
SIDERNO
Significativa iniziativa dei ragazzi di “Estate liberi”, i 54 giovani che partecipano al campo scuola di “Libera” che si sta svolgendo a Gioiosa Jonica. I volontari ieri mattina armati di scope e rastrelli hanno titalmente riassettato la vasta zona di Siderno su cui sorge il monumento in memoria di Gianluca Congiusta e delle altre vittime delle mafie. I 54 ragazzi (provenienti da varie regioni d’ Italia) hanno fatto un ottimo lavoro, per puro spirito di volontariato, al pari di quello che fanno lavorando sui terreni confiscati e nei luoghi simbolo della presenza mafiosa. Tra l’altro nell’area bonificata i ragazzi hanno anche conosciuto Mario e Donatella Congiusta, genitori di Gianluca. Ad assistere ai lavori dei giovani c’era anche l’assessore all’ambiente Angelo Alvaro, al quale poco dopo si è aggiunto l’imprenditore Marcello Attisano uno dei cinque responsabili dei gruppi di lavoro del Corsecom.
Al termine delle operazioni di pulizia delle strade adiacenti e quando anche i fiori alla base della colonna issata a ricordo delle vittime di mafia, erano stati potati e l’erbaccia strappata anche dai bordi della strada tutto intorno, i ragazzi si sono presi per mano ed hanno osservato insieme un minuto di silenzio. In particolare, per Gianluca Congiusta, il giovane che proprio in quel luogo ha trovato la morte. È seguito un applauso, lungo e ritmato. L’improvvisata cerimonia è stata seguita anche da un buon gruppo di cittadini sidernesi. La giornata della delegazione di” Estate liberi” è continuata con un lungo giro per le vie della città prima di concludersi con un momento di dialogo all’aperto che si è svolto nei pressi del municipio.
Il campo scuola di “Libera”, che ha per sede Gioiosa Jonica, dura di norma otto giorni (i 54 giovani partiranno subito dopo ferragosto). Oltre al duro lavoro della manutenzione dei terreni confiscati (come è avvenuto venerdì a Gioiosa Jonica) il campo prevede attività di formazione e di confronto anche con personaggi autorevoli come magistrati, esponenti della politica e delle forze di Polizia, familiari delle vittime di ‘ndrangheta. La partecipazione operativa, proprio nei territori in cui la legalità fa più fatica ad emergere, diventa ancora più proficua perchè aiuta a capire meglio la mentalità esistente. Molti di questi ragazzi – è stato confermato da qualcuno di loro – sentono l’esigenza di parlare con la gente di questi luoghi per riflettere meglio sui temi della criminalità anche se essi stessi affermano che il bisogno di una maggiore educazione contro la criminalità, non esiste solo a livello meridionale ma è piuttosto una necessità di tutto il Paese.
Particolarmente soddisfatto, a conclusione della giornata Mario Congiusta, che ha seguito i ragazzi sin dal loro arrivo a Siderno, accompagnati dal responsabile della Locride di “Libera”, Francesco Rigitano. «È stata una bella giornata sociale – ha detto il padre di Gianluca – ed è stato piacevole vedere l’impegno di questi giovani che in maniera del tutto spontanea prestano la loro opera di volontariato. È segno che, ancora, nel nostro Paese c’è spazio per un futuro positivo».
Soddisfatto pure Francesco Rigitano: «Anche a Gioiosa – ha detto – questi hanno fatto un grande lavoro in alcuni terreni confiscati alla mafia; hanno avuto, nei giorni scorsi anche un incontro con don Luigi Ciotti che hanno seguito con grande interesse. Sono iniziative molto importanti che non ci stancheremo di ripetere».
Questo secondo campo di volontariato e di studio sui beni confiscati è stato organizzato dall’associazione “Don Milani” di Gioiosa insieme alla rete antimafia “Libera – coordinamento della Locride”. Fa seguito a una precedente esperienza che si è già sviluppata dal 18 al 27 luglio. I campi dell’associazione Don Milani si inseriscono in un panorama nazionale più ampio dei campi “Estate Liberi” organizzati in tutta Italia, da nord a sud, dalla rete antimafia Libera e che vedono coinvolti oltre quattromila ragazzi. «L’obiettivo principale dei campi – dice Francesco Rigitano – è diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio, e del ricatto».