Don Luigi Ciotti incontra i vilontari dei campi antimafia di Libera-Don Milani

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Don Luigi Ciotti ha incontrato i volontari dei campi antimafia di Libera

“Pronti al cambiamento”

Particolare attenzione è stata rivolta ai familiari delle vittime


di Maurizio Zavaglia

GIOIOSA IONICA – “Voi, per oggi, dimenticatevi la parola mafia. Ci porta fuori strada. Delle organizzazioni criminali che inquinano l’Italia non è che una parte.”

 

E’ uno dei passaggi che Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha rivolto ieri agli oltre cinquanta volontari che sono arrivati a Gioiosa Ionica per partecipare ad un campo di lavoro sui beni confiscati. Queste esperienze di
volontariato vengono definite dal sacerdote veneto trapiantato a Torino “un segno importante che è possibile sottrarre i patrimoni alle organizzazioni criminali e mafiose”, anche se si auspica che “sia possibile arrivare anche
alla sottrazione ed all’uso sociale dei beni dei corrotti.

La convenzione di Strasburgo contro la corruzione pubblica in Italia non viene applicata ”. Ciotti è un fiume in piena ed i volontari lo seguono con grande attenzione. “La gente di questi territori deve sentire che quello che gli è stato tolto con la violenza e spesso anche con il sangue gli viene restituito”, ma batte il tasto sulle difficoltà che si incontrano per il concreto utilizzo dei beni confiscati, a causa di “ipoteche bancarie, occupazioni che persistono, ostacoli burocratici vari”.

Particolare attenzione la rivolge, poi, ai familiari delle vittime, i quali “stanno scrivendo una pagina stupenda, fondamentale nella storia di questo Paese. Una pagina di grido di bisogno di verità e giustizia.
Persone che non si trasformano in vittime ma mettono in gioco la loro vita per moltiplicare questo bisogno di tutti noi, pronti al cambiamento”.

Il fondatore di Libera batte molto il tasto dell’importanza “di leggi giuste, la vera lotta alla mafia occorre farla a Roma”. Riporta anche la “sconcertante relazione del vicepresidente della Banca di Italia, sulle enormi dimensioni del riciclaggio di denaro sporco”. E si chiede quale destinazione venga data alle ingenti somme di denaro liquido sequestrato. “Chiediamo che venga usato prima di tutto per risarcire i familiari delle vittime – afferma sempre Ciotti – per i testimoni di giustizia e per far decollare i beni confiscati”. Più in generale, per ridare fiducia ai cittadini, “occorre trovare dei punti di riferimento coerenti, credibili, veri. Bisogna unire ciò che le mafie dividono, bisogna
fare in modo che le parole diventino fatti, realtà”. Di conseguenza, per Ciotti, “vi è una quota di responsabilità e impegno che ci appartiene. La prima dimensione etica che chiediamo agli altri dobbiamo chiederla a noi stessi”.
Molto partecipato il momento successivo, quando i volontari che partecipano al campo hanno posto domande e fatto considerazioni. Insieme gridano “vogliamo sporcarci le mani”. Il ventenne Giulio Asta, che arriva da Imola, cita Bob Dylan ed afferma “quante volte può un uomo girare la propria testa facendo finta di non vedere?”. Più in generale si raccoglie, tra questi giovani provenienti da tutta Italia, grande entusiasmo e voglia di partecipazione. Il
programma del campo intanto prosegue, fino alla conclusione prevista per la vigilia di ferragosto.