Diario dai campi di Libera-Don Milani- Secondo campo 1° giorno

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Diario dai campi di:

 

 

 

 

 

Una giornata pulita


09 agosto

 

“ na nuci ‘nto saccu no scrusci ”

(Una noce da sola nel sacco non fa rumore.)

Il Filosofo del campo così descrive la prima giornata al campo di LiberaTerra di Gioiosa Jonica, in collaborazione con l’associazione Don Milani:

“Mi sento pulito, abbiamo pulito, è una giornata pulita.”


 

“Osservate, non giudicate, ma tentate di capire”.

Dicendo cosi ci hanno accolto Francesco e Giuseppe (gli organizzatori del campo)  in un grande cerchio che comprendeva persone diverse: per provenienza, per esperienea di volontariato, retroterra associativi come gli scout, da tutte le regioni d’Italia. Un eterogeneo gruppo unito dalla voglia di riflettere sulla Legalità e toccare con mano questa terra.

Nel corso della mattinata prende corpo l’idea che il nostro gesto diventa simbolicamente importante per far capire che Libera non è sola, ma ci sono persone pronte a capirla, viverla e testimoniarla.
Della presentazione dell’associazione Don Milani colpisce la passione di Francesco, nel dare importanza agli scambi culturali, poiché permettono di evidenziare le differenze e le ricchezze della terra di Locri. Evidenti sia a chi ci vive, sia a chi vi passa. Particolarmente toccante è stato vedere la reazione dei bambini della Locride, in viaggio in Trentino, di fronte alla pulizia e alla bellezza dei posti, riportandosi indietro anche la speranza che le cose possono essere cambiate, con piccole attenzioni.

Ci raggiunge poi Donatella, è questo il nome di una madre che ha perso un figlio, ma non ha paura di spendersi sempre un poco per svelare il suo mondo. Il cui motore non è l’odio ma l’amore e la fiducia verso coloro che non hanno colpa.

L’amaro della testimonianza si stempera con la dolce pasta di mandorla gentilmente offerta da Donatella dandoci un segno della capacità di accogliere della terra calabra.

Pomeriggio più di azione sul campo, dove le energie positive di tutti i volontari si sono potute liberare in fatica e sudore. Sudore che bagna le terre confiscate alla ‘Ndrangheta, nutrendole con la speranza del cambiamento.

La sera ci accompagna con una dolce brezza nella quale si stemperano i dolori dell’anima e del corpo.

“Essere Cittadini responsabili e coerenti avendo come obiettivo l’altro sempre e comunque.”

Un bene confiscato