IO PROTEGGO I BAMBINI

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La Campagna “IO Proteggo i Bambini” di Terre des Hommes vuole diffondere la cultura della PREVENZIONE di TUTTE le forme di violenza ed abuso sui bambini, in Italia e nel mondo. La violenza infatti è un segno che rimane indelebile nell’anima dei bambini, minando il loro corretto sviluppo e pregiudicando la loro vita futura. I numeri sono enormi: in Italia nel solo 2009 sono stati commessi e denunciati 4.187 delitti di abuso e violenza sui minori (dati Polizia di Stato), mentre nel mondo le Nazioni Unite stimano che da 500 milioni a 1 miliardo e mezzo di minori siano sottoposti a qualche forma di violenza o abuso. Impegnarsi nel prevenire il verificarsi di queste violenze significa quindi contribuire ad assicurare un futuro migliore all’umanità.


Promossa a livello internazionale dal 2000 dalla World Women Summit Foundation (WWSF) di Ginevra, la Campagna “ IO Proteggo i Bambini” di Terre des Hommes accoglie e rilancia a livello nazionale il messaggio della “Global Campaign for Prevention of Child Abuse”, che nel 2009 aveva riunito più di 700 organizzazioni in 125 nazioni nel mondo.

Simbolo della campagna è un Fiocco Giallo, da indossare in occasione del 19 novembre, dichiarata dall’ONU la Giornata Mondiale per la Prevenzione dell’Abuso sull’infanzia. Per tutto il mese di novembre 2010 Terre des Hommes mette in campo una serie di eventi e azioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressioni su istituzioni e governi perché si impegnino sempre di più a rafforzare tutte le misure per la protezione dei minori.


Non si tratta di azioni astratte, ma di atti che ciascuno di noi può fare: Terre des Hommes ha tradotto un estratto di “Prevention is Key”, manuale per cittadini e operatori per la prevenzione degli Abusi e della violenza sui bambini approntato dal WWSF, contenente una serie di indicazioni stilate per la campagna internazionale da esperti psicologi ed educatori, dirette ai bambini, genitori ed adulti in generale, senza dimenticare i media. Per quest’ultimi ha anche preparato una serie di materiali video, storie e dati, per dedicare servizi al problema della violenza e dell’abuso sui bambini, al di là della mera cronaca.


Alla Campagna “IO Proteggo i Bambini” sarà abbinata dall’8 al 21 novembre 2010 una raccolta fondi con l’sms solidale 45509 da 2 euro da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3 e COOP Voce e da rete fissa Telecom. I proventi andranno a finanziarie le attività di protezione dell’infanzia in Colombia (per bambini vittime di tortura), Mauritania (minori in conflitto con la legge) e Perù (bambini lavoratori) di Terre des Hommes.


Storie di bambini che hanno vissuto la violenza

Colombia

Angie, 12 anni, frequenta il centro La Golosa di Terre des Hommes nella baraccopoli di Usme (periferia Sud di Bogotà) da sette anni. Il padre è una guardia giurata, la madre fa la domestica. È la maggiore di tre fratelli.
“Sono nata qui ad Usme. Il mio quartiere mi piace. Anche se c’è parecchia violenza. Ci sono molti drogati, molte persone che litigano. A volte con violenza. Si sentono spari. Spesso, la mattina, ci sono dei cadaveri per la strada.
Una volta, ho visto un uomo estrarre la pistola e sparare a un’altra persona. Non so perché. Ho avuto paura e sono scappata.
Anche le “limpiezas” (pulizie in italiano n.d.r.) mi fanno paura. Vengono signori armati e incappucciati per ammazzare i drogati, gli spacciatori, le prostitute. Prima inviano una lettera. In cui fissano un coprifuoco: dopo le 18 non si può uscire di casa. Bisogna rispettarlo. Altrimenti sparano.
Quando ci sono le limpiezas, i miei genitori non mi fanno uscire la sera, a giocare coi miei amici. Torno da scuola e resto a casa. Gli incappucciati uccidono un sacco di persone. Loro dicono che fanno pulizia di quelli che fanno del male nel quartiere. Ma spesso assassinano anche tanti innocenti.
L’ultima limpieza c’è stata l’anno scorso, ad agosto. In genere, la limpieza dura una settimana o due al massimo. Dopo, gli incappucciati vanno via. Scompaiono. Non so chi sono. Qualcuno dice che sono guerriglieri, altri paramilitari. Per me sono solo uomini cattivi. Io non sono d’accordo con le limpiezas. Se potessi, direi agli incappucciati di smettere. Tutti hanno diritto di vivere. Le persone che uccidono sono esseri umani. Come loro.
La Golosa mi ha aiutato a superare la paura. Ci sono gli psicologi che ci parlano, ci spiegano. Lavoriamo molto coi disegni. Così, possiamo esprimere quello che sentiamo. Dopo, mi sento meglio. Fa bene. E, poi, è anche divertente. Ho imparato a dipingere, a colorare, a condividere con gli altri le mie paure. Diventano più sopportabili.
Che cosa vorrei fare da grande? Il dottore. Vorrei trasferirmi altrove, all’estero, dove possa studiare e poi curare la gente che sta male.

Brian, 10 anni, è nato a La Dorada, nel Putumayo. Desplazado dal 2001. Ora vive a Suacha, periferia di Bogotá. Paziente de La Casona, il centro di assistenza psicosociale per vittime di tortura di Terre des Hommes a Bogotá
“Mi chiamo Brian e ho dieci anni. Sono nato a La Dorada in Putumayo. Abito a Bogotá da tre anni, ma mi manca tanto il mio villaggio. Era piccolo, tutti si conoscevano. Non era grande come Bogotà. Qui le strade sono così lunghe, non sai mai dove portino. A La Dorada, poi, faceva sempre caldo. Non c’era questo freddo che mi fa starnutire di continuo. E il paesaggio era bellissimo: c’erano i fiumi, gli alberi. Qui è pieno di macchine. A volte mi sento soffocare.
Non ricordo mia madre. Quando i paramilitari l’hanno portata via avevo sette mesi. Ci hanno minacciato tutti. Se non fossimo andati via ci avrebbero uccisi. E’ stata mia nonna Blanca Nieves a portarmi in salvo. Prima in Nariño e poi qui, a Bogotá.
E’ stata sempre la nonna a portarmi alla Casona. Qui sto bene, mi diverto. I dottori sono gentili, ho conosciuto dei nuovi amici. Parlo, disegno. Tutti mi capiscono. Da quando vengo alla Casona, ho smesso di avere gli incubi. Sognavo sempre che mia nonna scompariva, all’improvviso. Il mio più grande desiderio? Rivedere mia madre”.

Antonio, 11 anni, nato a Usme, baraccopoli di Bogotà. Il padre fa il vigilante, la madre fa la domestica. Ha tre fratelli.
“Nel mio quartiere c’è molta violenza. A volte, viene la polizia e comincia ad arrestare le persone. Quando accade io mi chiudo in casa. Mi fanno paura gli inseguimenti, gli spari. La cosa peggiore, comunque, sono le limpiezas. Uomini armati vengono a fare pulizia nel quartiere e ammazzano tutti quelli che sono sulla loro lista.
Prima inviano una lettera o un’e mail, per dire che dall’indomani c’è il coprifuoco. Vuol dire che dalle 18 non si può più uscire. Quando accade, io resto molto preoccupato. I miei fratelli finiscono la scuola alle 18.15 e ho sempre paura che non riescano a rientrare in tempo. Che gli uomini armati facciano loro del male perché li vedono fuori.
Non so chi sono questi uomini. Sono armati come militari. L’ultima limpieza è stata quattro mesi fa. La mattina c’erano molti cadaveri sull’asfalto. Ho sempre paura che accada qualcosa ai miei genitori. Ci sono tanti scontri. Ho il terrore che restino feriti.
Sogno spesso che alcuni uomini incappucciati sequestrino mio fratello. Io cerco di fermarli ma loro mi sparano. E’ un incubo terribile. Sembra così reale… Venire a La Golosa mi fa bene. Parlo con gli psicologi, partecipo ai laboratori. Mi aiutano ad avere meno paura.

Diffondi le regole d’oro per prevenire ogni giorno la violenza e l’abuso sull’infanzia

Tutti noi possiamo fare la nostra parte per evitare che i bambini siano vittime d’abuso e violenza. Terre des Hommes ha estratto e adattato al contesto italiano consigli e suggerimenti stilati dagli esperti della Global Campaign for Prevention of Child Abuse contenuti nel manuale “Prevention is Key”. Ciascuno può cercare di applicarle nella vita di ogni giorno e farle circolare tra amici e conoscenti.

10 piccoli suggerimenti per  genitori  consapevoli

1.     Crea un ambiente sicuro e protettivo per i tuoi bambini;

2.     Promuovi un ambiente in cui sia facile comunicare con i tuoi figli;

3.     Il modo migliore per non perdere la pazienza con i tuoi bambini è comunicare con loro;

4.     Parlagli con franchezza e non nascondergli che esistono abusi e violenze, più informati saranno più sapranno difendersi;

5.     Anche tu puoi aiutare altri genitori come te ad accettare i loro figli per quello che sono e ad ascoltare e a comprenderne i problemi. Tutti possiamo farcela!

6.     Sei sicuro che le spiegazioni e i messaggi che dai ai tuoi figli sugli abusi e sulle violenze siano adeguati alla loro età e al loro sviluppo? Ricordati che in questi casi  la chiarezza e il rispetto della loro età sono fondamentali.

7.     Non è mai troppo tardi per educare i tuoi bambini a individuare e/o prevenire/fermare gli abusi. Possono cambiare le forme, ma c’è sempre un modo per aiutarli a crescere più sicuri.

8.     Ne sai abbastanza su come funziona lo sviluppo dei tuoi figli e sulle dinamiche familiari? C’è sempre qualcosa da imparare e questo può aiutare tutta la famiglia a vivere in maniera più serena e consapevole, anche nella gestione della disciplina attraverso metodi non violenti;

9.     La prevenzione inizia a casa, ma continua nelle nostre comunità: impegnati in campagne di sensibilizzazione che rendano inaccettabili gli abusi e le violenze sui bambini tra le mura domestiche;

10.   Gli enti locali e i governi possono svolgere un ruolo fondamentale nel disegnare politiche di sostegno alla genitorialità consapevole e ai bambini: facciamo  pressione sui nostri governanti affinché facciano tutto ciò che è in loro potere per creare un mondo senza violenza sui bambini

12 alternative a tua disposizione per evitare di usare la violenza sui tuoi figli

  • Quando sei arrabbiato con tuo figlio fai un respiro profondo… e poi un altro. E ricordati che sei tu l’adulto
  • Chiudi gli occhi e immagina che sia tu a sentire sulla tua pelle ciò che tuo figlio sta per provare
  • Stringi le labbra e conta fino a 10… o, meglio, fino a 20
  • Come punizione fai sedere tuo figlio su una sedia e fagli fare una “pausa di riflessione” (ricorda questa regola immaginando una partita di pallacanestro: un minuto di time-out per ogni anno di età)
  • Mettiti tu sulla sedia per una “pausa di riflessione” come se fosse il time-out di una partita di pallacanestro. Rifletti sul perché sei arrabbiato: è per colpa di tuo figlio, o tuo figlio è semplicemente un capro espiatorio per la tua rabbia?
  • Telefona a un amico. Vai a fare una passeggiata lasciando i tuoi figli a qualcuno che possa prendersene cura per qualche ora
  • Fai un bagno caldo o lavati il viso con acqua fredda. Metti su un po’ di musica che ti rilassa
  • Prendi una matita e scrivi il maggior numero di parole che ti vengono in mente per rassenerarti
  • Chiama un numero di assistenza telefonica per questo tipo di problemi.

10 suggerimenti per bambini e adolescenti

  1. Impara quali sono i tuoi diritti e le tue responsabilità: chiedi ai tuoi genitori o ai tuoi insegnanti, di solito sono le persone più indicate
  2. “Aiutati che il ciel ti aiuta”, dice un adagio: parlane con i tuoi amichetti, fai ricerche e, con l’aiuto dei tuoi insegnanti, prova a fare un giornalino scolastico in cui tu e la tua classe scrivete cosa significa per voi la violenza sui bambini
  3. Anche se sei piccolo la tua voce conta e gli adulti lo sanno. Perciò se vedi qualche tipo di abuso o violenza, alza la voce e denuncialo
  4. Ricordati che hai diritto a saperne di più su violenza e abusi e sui modi di come è possibile prevenirle: chiedi alla tua scuola di organizzare un bel corso di prevenzione contro gli abusi
  5. Non aver paura di parlare di abusi o violenze. Se proprio non riesci a parlarne, scrivilo
  6. Di sicuro vicino a te c’è qualche organizzazione o ente che offre linee telefoniche di ascolto o servizi per i bambini maltrattati o vittime di abuso: scopri dov’è e memorizza l’indirizzo e il numero di telefono. Un giorno potrebbe esserti d’aiuto oppure potresti usarli per denunciare la violenza subita da qualche tuo amichetto
  7. Con la tua scuola e il sostegno delle organizzazioni di volontariato fai sentire la tua voce anche sui mezzi di comunicazione locale (giornali, tv, radio, siti internet): la voce dei bambini quando si parla di punizioni corporali o abusi sessuali può fare molto rumore!
  8. Anche tu puoi organizzare o partecipare a momenti in cui si parla di questi temi, un’assemblea  a scuola, l’incontro con un esperto, una manifestazione
  9. Durante la “Settimana della Prevenzione” (13-19 novembre)  e la campagna “IO Proteggo i Bambini” di Terre des Hommes cogli l’occasione di realizzare attività di sensibilizzazione: se ci mobilitiamo tutti insieme abbiamo ancora più possibilità di essere ascoltati
  10. Metti un adesivo giallo sulla tua porta, computer o frigorifero, oppure indossa un Fiocco Giallo come segno tangibile della tua richiesta agli adulti che si occupino di più della prevenzione degli abusi sui bambini.

Dieci regole per i bambini e gli adolescenti per dire no alla pedofilia

  1. Ricordati che hai il pieno diritto all’integrità e al controllo sul tuo corpo
  2. Usa il tuo diritto di dire NO a chiunque cerchi di toccarti in un modo che ti fa sentire a disagio o ti spaventa
  3. Non prendere dolci, soldi o regali da nessuno senza dirlo ai tuoi genitori o chi si prende cura di te
  4. Impara i nomi delle differenti parti del tuo corpo o la differenza tra un contatto fisico ammesso e uno non ammesso. Ricordati che nessuno dovrebbe toccarti in modi o posti che ti fanno sentire a disagio
  5. Scappa se un estraneo o qualcuno che conosci cerca di farti del male. Chiedi aiuto e corri verso luoghi dove ci siano altre persone
  6. Se qualcuno cerca di farti del male cerca anche di gridare
  7. Informa il preside o l’autorità scolastica se vieni a sapere che uno studente/amico che sta avendo una relazione sessuale con un insegnante. Informa la polizia se il ragazzo/la ragazza ha meno di 16 anni
  8. Chiama una linea telefonica di aiuto o rivolgiti a enti e organizzazioni con cui puoi parlare e dove ottenere aiuto
  9. Impara a riconoscere subito che strategie adottano di solito coloro che hanno cattive intenzioni nei tuoi confronti (isolarti, trattarti da amico, farti sentire dipendente, ecc.)
  10. Rifletti sulle conseguenze di una relazione di abuso o potenzialmente pericolosa

Violenza sui media

Ecco cosa possiamo fare per prevenire la violenza sui media

  • Parliamo ai nostri bambini della violenza nei media e incoraggiamoli a rivolgersi a noi se vedono o hanno accesso a scene o contenuti in grado di turbarli. Spieghiamo loro la differenza tra violenza reale e violenza nei programmi di intrattenimento
  • Sensibilizziamo/educhiamo insegnanti, genitori, tutori e ogni persona chi si prende cura dei bambini, ma anche giornalisti e produttori televisivi sui bisogni dei nostri ragazzi e sui loro diritti
  • Stabiliamo regole chiare e teniamo gli occhi aperti sull’uso dei media da parte dei nostri bambini, in particolare rispetto a Internet,  ai videogiochi e ai programmi televisivi e ai film che guardano
  • Spieghiamo ai bambini i rischi associati all’uso di Internet
  • Limitiamo l’accesso ai siti che non sono adeguati alla loro età
  • Verifichiamo  che i programmi televisivi, i film e i video alla loro portata siano appropriati alla loro età
  • Chiediamo ai bambini di dirci se hanno ricevuto o stanno ricevendo sms o e-mail a carattere sessuale o allusivo
  • Teniamo il computer dei nostri bambini in un luogo visibile per sorvegliarne l’uso
  • Guardiamo i programmi TV in compagnia dei nostri bambini e usiamo questa occasione per condividere con loro insegnamenti, impressioni, informazioni e valori
  • Prendiamo accordi con gli altri adulti in modo che le regole che abbiamo dato ai nostri figli siano rispettate anche in presenza di altre persone o durante le visite a casa degli amichetti
  • Prendiamo il massimo di precauzioni nella scelta delle persone che si prenderanno cura dei nostri bambini
  • Educhiamo la nostra famiglia e i nostri conoscenti a proteggere e istruire i nostri bambini contro i pericoli nei media: prepariamoli a comprendere il linguaggio dei media e la cultura che esprimono, e a sorvegliare il consumo dei media da parte di bambini e adolescenti
  • Ricordiamo ai professionisti della comunicazione le loro responsabilità etiche e il rispetto delle norme deontologiche
  • Chiediamo ai governi di riesaminare il loro ruolo nella regolamentazione dei media
  • Se siamo insegnanti facciamo educazione ai media in classe, in modo che i nostri bambini siano in grado di decifrare il linguaggio dei media e sappiano darne una lettura critica
  • Sosteniamo le iniziative dei media mirate a fornire un migliore accesso ai bambini, ai loro bisogni e ai loro diritti, senza compromettere l’indipendenza degli operatori dei media
  • Sosteniamo la creazione di spazi e opportunità in cui i bambini imparino a utilizzare i mezzi di comunicazione di massa (stampa, radio, televisione) condividendo il loro punto di vista
  • Coinvolgiamo attivamente i bambini nel dibattito sui media in modo da garantire la produzione di contenuti pertinenti e appropriati
  • Incontriamo gli editori dei media locali per discutere in che modo possano contribuire a promuovere comportamenti non violenti nei confronto dei bambini

Violenza su Internet

Ecco cosa noi genitori possiamo fare per prevenire gli abusi via Internet…

  • Proteggiamo i nostri bambini dai contenuti che incitano all’odio su Internet e aiutiamoli a identificare simboli come svastiche, ecc., e riferimenti sprezzanti alle razze, rappresentazioni caricaturali di alcuni gruppi etnici, ecc.
  • Informiamoci il più possibile su Internet e su tutto ciò che i nostri bambini stanno facendo online
  • Restiamo  aperti al dialogo in modo che i nostri bambini si sentano a loro agio nel venirci a chiedere aiuto se si imbattono in qualcosa che li disturba online
  • Sorvegliamo e regoliamo l’uso di Internet dei nostri bambini
  • Mettiamo in guardia i nostri bambini, fin dalla più tenera età, contro la violenza sui media e cerchiamo di far sviluppare in loro un senso critico in rapporto a quanto vedono. I minori hanno bisogno di imparare a rispettare gli altri e a rispondere in maniera adeguata alla violenza sui media
  • Parliamo con i nostri bambini di quello che vedono, della violenza e delle sue conseguenze e dissuadiamoli dal vedere programmi tv via internet con immagini violente o omicidi
  • Installiamo dei filtri nei loro computer
  • Contattiamo i provider e/o la Polizia Postale e chiediamo il loro aiuto nel localizzare i siti che ospitano contenuti scioccanti
  • Diamo regole chiare sulla navigazione online ai nostri bambini indicando ciò che possono visitare, cosa possono fare, quando e per quanto tempo possono usare il computer
  • Posizioniamo il computer in un luogo dal quale sia sempre possibile controllare l’uso che ne stanno facendo i nostri figli
  • Facciamo una lista dei siti web che i bambini possono visitare e insegniamo loro a non dare mai informazioni personali o a mandare loro fotografie
  • Cerchiamo documenti e risorse pedagogiche on line per insegnanti, bambini e genitori per informarci meglio

Bambini: le dieci regole d’oro per navigare online sicuri

1)       Navigare è divertente, ma fai attenzione agli squali!

2)       Fai attenzione – non sai chi c’è dietro lo schermo!

3)       Non dare mai a nessuno la tua password, il tuo nome e la tua età

4)       Fai molta attenzione quando chatti

5)       Non dare mai a nessuno l’indirizzo di casa!

6)       Non mandare la tua foto a nessuno! E neanche quella di qualcun altro

7)       Non accettare mai incontri con gli sconosciuti senza dirlo ai tuoi genitori!

8)       Non credere  a tutto ciò che la gente ti dice!

9)       Non rispondere mai alle e-mail che ti turbano!

10)    Se un’immagine ti turba, chiudi il sito e parlane con i tuoi genitori!




●      13 novembre: Minimaratona benefica dei “Podisti da Marte” in giallo a Milano e attività di Flash Mob



●      19 novembre, il Fiocco Giallo al Convegno Internazionale “Science for Peace”, Milano


19 novembre, il Fiocco Giallo sarà indossato dal Maestro Ennio Morricone nel concerto per i suoi 82 anni al Mediolanum Forum di Assago Milano. Assieme a lui, indosseranno il Fiocco Giallo anche tutti gli elementi della grande orchestra Roma Sinfonietta, il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano insieme al coro Claudio Casini dell’Università di Roma Tor Vergata con il soprano Susanna Rigacci.

Oltre a queste ci saranno tante iniziative organizzate in varie città dai nostri gruppi di volontari!