Contromafie- Per un dovere di informazione

Print Friendly

ContromafiePer un dovere di informazione

Dalla mafia invisibile al silenzio sulle mafie:l’informazione tra servizio pubblico e nuovi media nell’era di internet

Foto di Teresa Batista Stanca-Lorenzo Frigerio ,Roberto Morrione e Mario Congiusta

Il seminario sull’informazione, gestito da Roberto Morrione, ha fatto richieste precise ed  obiettivi da sviluppare.

Stabilire nuovi rapporti con le istituzioni amministrative nei territori e in tutta Italia: regioni, comuni, province, in assenza di un organico e credibile impegno del governo e sulla scia di quanto Libera Informazione sta facendo.
Realizzare progressivamente reti regionali di collegamento fra siti, blog, radio e web-radio, giornali informatici e stampati, chiedendo a Libera di assumere questo impegno come centrale e creando agenzie periferiche sul modello di Libera Informazione che facciano capo a iniziative delle sedi e dei presidi dell’associazione. Questi collegamenti devono coinvolgere riviste specializzate quali Narcomafie e Antimafia 2000. La formazione di data-base, archivi di materiali e documenti informatici e stampati, da immettere in circuito facendone un patrimonio diffuso in tutti i territori, anche d’intesa con Teche Rai.
La richiesta di una particolare ‘cultura del contrattacco’ in materia di assistenza legale contro le richieste di indennizzo civile, insieme con forme di equiparazione legislativa fra i diritti di chi querela e i diritti di chi è attaccato anche sotto il profilo dell’eventuale indennizzo nei confronti del giornalista querelato.
Per quanto riguarda la situazione del servizio pubblico radiotelevisivo, considerato il pericoloso progetto del governo di rivedere il contratto di servizio facendone in sostanza uno strumento di interferenza con l’autonomia di reti e telegiornali, la richiesta ai vertici della RAI e alla presidenza della Commissione di Vigilanza di un incontro per chiedere garanzie di precisi spazi nei palinsesti per i grandi  problemi sociali del Paese, a partire dalla lotta alle mafie. Analoga richiesta era venuta un anno fa da parte delle associazioni facenti capo alla Tavola della Pace.
L’appoggio all’Osservatorio per la tutela dei giornalisti a rischio promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti per diffondere a  livello nazionale un motivato appello a evitare ogni forma di autocensura, vero nemico della buona informazione. La richiesta, anch’essa da indirizzare insieme con la FNSI all’Ordine dei Giornalisti, affinché siano sanzionati metodi e contenuti di campagne di intimidazione e mortificazione dei diritti personali nei confronti di giornalisti, magistrati e quanti si oppongono ai disegni che colpiscono l’articolo 21, quali quelle messe ripetutamente in atto da Il Giornale.
Il manifesto sara’ consegnato al presidente della Repubblica , ai presidenti di Camera e Senato e alle Istituzioni Europee.
“Oggi – ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera – sono avvelenati i ‘pozzi’ della politica. Bisogna cambiare falda trovare acqua pulita, acqua nuova. Una politica che sia veramente per il ‘bene comune’.” “Si sente un gran parlare in questi giorni – ha proseguito Don Luigi Ciotti – di un papello che sarebbe la prova documentata di una trattativa tra mafia e Stato. Non vogliamo sottovalutare la gravita’ dei fatti su cui sono in corso le indagini, ma non esiste forse oggi un papello che e’ sotto gli occhi di tutti ed e’ fatto di scelte incoerenti come i provvedimento che riducono l`efficacia dell`azioni di contrasto vedi l`uso delle intercettazioni, o quando assistiamo a comuni che non vengono sciolti utilizzando scorciatoie che creano pericolosi precedenti come nel caso del comune di Fondi, o il provvedimento dello scudo fiscale e il tentativo gravissimo di limitare l`autonomia della magistratura”.
“Queste sono scelte incoerenti che fanno esultare le mafie. Non possiamo lottare contro le mafie – ha concluso Luigi Ciotti- senza politiche sociali a tutela delle persone, dei piu deboli, senza interventi economici mirati e tutela e diffusione dell`area dei diritti”.