Appalti e assunzioni in Campania, coinvolti Mastella e la moglie.

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Appalti e assunzioni in Campania, coinvolti Mastella e la moglie. Per Sandra Lonardo divieto di dimora

Sandra Lonardo insieme al marito CLemente Mastella (Ansa)

L’Arpac, l’agenzia dell’ambiente campano, sotto la mannaia della magistratura: sessantatrè indagati, 25 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 18 divieti di dimora e sei misure interdittive. Sono i primi dettagli di una vasta operazione della Guardia di Finanza di Napoli e dei carabinieri di Caserta che coinvolge politici, dirigenti della Pubblica amministrazione, professionisti ed imprenditori campani. In tutto sarebbero 63 le persone indagate.

 

Divieto di dimora per Sandra Lonardo – Nell’inchiesta risulta indagato anche il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, destinataria di un provvedimento di divieto di dimora in tutta la Campania. Ma non solo: per lady Mastella saranno interdette anche le province limitrofe tra cui Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza. Analogo provvedimento, secondo quanto si è appreso, riguarda altri otto indagati: Carlo Camilleri, Ruggero Cataldi, Bruno De Stefano, Fernando Errico, Antonio Fantini, Arnaldo Falato, Nicola Ferraro e Mario Scarinzi. Il divieto di dimora nelle sole province di Benevento e Napoli riguarda invece l’indagato Giustino Tranfa.

Mastella indagato nell’altro filone – L’indagine è coordinata dalla sezione reati contro la Pubblica amministrazione della Procura di Napoli e rappresenterebbe uno stralcio della inchiesta principale avviata negli anni scorsi dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), e poi trasmesso a Napoli per competenza territoriale, in cui è coinvolto l’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella e marito della Lonardo.

Gli indagati – L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato ad Andrea Abbamonte, ex assessore regionale Udeur; Antonio Nunzio Babino, direttore dell’azienda ospedaliera di Polla (Salerno); Antonio Bottillo, dirigente affari generali Asl Benevento 1; Amedeo Di Maio, libero professionista, Cristiana Fevola, imprenditrice; Manlio Ingrosso, libero professionista; Lucio Luciano, responsabile del dipartimento di Salute mentale Asl Benevento 1; Vincenzo Lucariello, ex segretario generale del tar Campania e difensore civico della Regione Campania; Luigi Nocera, ex assessore regionale della Campania; Bruno Rolando, dell’ospedale Santobono di Napoli; Massimo Vetrone, direttore dell’ufficio Controllo interno Asl Benevento 1 e Tommazo Zerella, direttore sanitario della stessa Asl. A Lucariello è stato anche notificato un decreto di sequestro preventivo di beni mobili per un valore complessivo 20 mila euro.

Indagine sull’Arpac – Il filone dell’indagine riguarda l’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Gli uomini dei carabinieri e della Guardia di finanza avrebbero accertato, tra l’altro, l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe, falsi, abusi di ufficio, turbative d’asta e concussioni commessi nell’ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all’assunzione di personale ed affidamento di incarichi professionali nella pubblica amministrazione. L’inchiesta è coordinata dalla sezione reati Pubblica Amministrazione della procura della Repubblica di Napoli che ha chiesto al gip le misure restrittive ed interdittive.

I nomi in un file nel pc – In un file del pc sequestrato nella sede dell’Arpac, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, c’erano i nomi delle assunzioni o delle consulenze segnalate in base a segnalazioni di uomini politici. E’ quanto emerge dall’inchiesta che riguarda, secondo quanto si apprende, anche la realizzazione di una nuova sede della sede della stessa Arpac.

Cosa viene contestato – “Non è la raccomandazione in se ma il fatto che, per far coincidere la vasta schiera dei segnalati con quelle dei beneficiari di consulenze, incarichi ed assunzioni venivano reiteratamente e sistematicamente violate le procedure amministrative, venivano ignorati i regolamenti interni e le leggi, venivano fraudolentemente posti in evidenza requisiti o circostanze di fatto inesistenti”. Insomma, la condotta illecita era esclusivamente finalizzata ad assecondare le richieste dei diversi referenti politici “con riferimento a centinaia di casi di incarichi illecitamente attribuiti e allo stato accertati”.

Stesso scenario anche per incarichi temporanei – Alla luce è venuto un sistema in cui perfino le richieste di comandi e trasferimenti erano annotate in un apposito file: anche in questo caso – rileva la Procura – vicino al nome del dipendente c’era “immancabilmente” lo sponsor politico amministrativo. Le indagini hanno ricevuto rilevante impulso dalle intercettazioni telefoniche. Emerge che diversi referenti dell’Udeur “quasi facevano a gara fra loro per riuscire a ‘piazzare’ i propri raccomandati nell’Arpac in modo da acquisire sempre maggiori benemerenze nel sodalizio”.

Parcella di oltre un milione di euro – Sarebbe stata liquidata ad uno degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’Arpac in Canmpania. E’ quanto emerge dal lavoro investigativo: uno dei coinvolti è stato beneficiato dall’Asl di Benevento di una consulenza su un argomento che la stessa Procura di Napoli definisce “non chiaro”. Si tratta della ricompensa ricevuta “dopo aver dispiegato per il partito (l’Udeur, ndr) la sua presunta intermediazione con gli organi di giustizia amministrativa in una controversia elettorale relativa alle elezioni comunali di Morcone (Benevento). Agli atti dell’Asl nessuna documentazione di tale consulenza ma solo il pagamento delle parcelle. Il beneficiario della frode, “un congiunto di un esponente di vertice del sodalizio” ha ottenuto la super parcella con quella che la Procura definisce una truffa ai danni del consorzio di bonifica Aurunco di Sessa Aurunca (Caserta) e della Regione Campania. L’importo é stato liquidato in relazione a presunti lavori di ristrutturazione della rete di adduzione dell’impianto irriguo di Cellole, sempre nel Casertano.

21 ottobre 2009