Una stele di Magli per ricordare le vittime di mafia

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Una stele di Magli per ricordare le vittime di mafia

di TONINO SICOLI

ACQUAFORMOSA ricorda le vittime innocenti della mafia.

Oggi alle ore 18 verrà inaugurata nel piccolo centro italo-albanese in provincia di Cosenza, la piazza dedicata a Gianluca Congiusta, il giovane calabrese ucciso dalla mafia nel 2005 perché si opponeva al pizzo.

Per ricordare Gianluca Congiusta e tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata sarà scoperta nella piazzetta un’opera scultorea del maestro Luigi Magli, che ha interpretato in chiave artistica il grave disagio legato al dilagare di tali eventi delittuosi.

 

All’inaugurazione presenzieranno il sindaco di Acquaformosa Giovanni Manoccio, che ha fortemente voluto l’iniziativa, l’assessore alla cultura e minoranze etniche della Provincia di Cosenza Maria Francesca Corigliano, e il vice-presidente della Regione Calabria Mimmo Cersosimo.

Interverranno anche Mario Congiusta, padre di Gianluca, e l’autore del monumento, Luigi Magli.

“La nostra arma non sarà la spada ma solo la cultura”: così è scritto perentoriamente sul sito internet dedicato a Gianluca Congiusta.

Con queste parole il padre stigmatizza il senso di questa proposta, che vuole essere una reazione all’assassinio rimasto ancora impunito.

E’ la risposta della cultura e delle istituzioni alla violenza della mafia.

E’ l’affermazione della memoria che si oppone all’oblio:non ricordare coloro che sono caduti per affermare il principio di legalità, equivale ad essere in qualche modo partecipi di quella colpevolezza.

La stele commemorativa ideata e realizzata da Magli racchiude egregiamente questo concetto e visualizza in un’opera bi frontale l’arcaicità della scelta etica dell’uomo, quotidianamente posto di fronte al bene o al male, alla vita o alla morte, alla civiltà o alla barbarie.

E’ un monito per ognuno di noi a scegliere sempre da che parte stare, anche nella vita di tutti i giorni.

Su una lamiera sagomata, si ripete su entrambi i lati, una figura in piedi recante i simboli della vita e della morte, con leggeri rilievi, che emergono da una materia pittorica densa e solare insieme, quasi ad evocare la luce del bene che illumina e guida le nostre coscienze.

Magli, figura intellettuale di spicco nel panorama artistico contemporaneo, è personaggio di riferimento anche per le giovani generazioni di artisti, di cui ha curato nel corso degli anni la formazione come docente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

Negli anni Settanta si è interessato ad esperienze pittoriche in cui prevaleva una certa gestualità e una ricerca informale.

Attratto dalla parte espressionista delle avanguardie, tra la fine degli anni ’70 e gli anni ‘80, ha sviluppato una ricerca nella direzione di un “personale espressionismo” (E. Crispolti), che “è anche rivisitazione delle radici dell’arte moderna” (F. Menna).

Oggi è approdato ad una pittura- scultura sostanzialmente monocromatica, che cela sottopelle forme geometriche e grumi di materia, creando suggestive spazialità.

Dal quotidiano della calabria de 30 agosto 2009