“I profumi, i colori e i suoni si rispondono” (Charles Baudelaire)

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“i colori della memoria”: 20 artisti al lavoro da stamattina

il centro storico del comune reggino ospita, da ieri pomeriggio, il gruppo di lavoro che sta realizzando i murales dedicati alle vittime innocenti di tutte le mafie

Emiliano Cirillo, Karen di Costanzo, Italo Esposito sono arrivati da Diamante. Federico Cano Correa, Luca Cavaglia, Chiara Elia, Enrico Ciuti, Mauro Gerbaudo, Gabriele Imperiale, Chiara Maritato, Giuliano Nota, Filippo Olivero, Alessia e Benedetta Pagotto, Francesco Siccardi, Matteo Signore, Simone Terrazzini e Nino Vitale, da Carmagnola, alle porte di Torino. Da Cerninara, in provincia di Avellino, è arrivata Giusi Marruzzo.

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Questi i venti artisti giunti ieri pomeriggio a Riace con Francesco Cirillo, che si occuperà del coordinamento artistico per la creazione dei sei murales dedicati a Rocco Gatto, Peppino Impastato, Giuseppe Valarioti, Totò Speranza, Gianluca Congiusta, Franco Fortugno. L’obiettivo di «dare colore alla memoria», come ha commentato il Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, che li ha accolti nel centro storico con gli assessori del Comune, è partito quasi subito: dopo aver preso confidenza con il borgo antico, il gruppo di artisti, cui si è aggiunto Mario Congiusta, ha effettuato il primo sopralluogo per individuare le pareti degli edifici i cui intonaci, da questa mattina, inizieranno ad assorbire “I COLORI DELLA MEMORIA”. Proprio come a Diamante, dove Francesco Cirillo aveva coordinato un medesimo intervento artistico, i sei murales segneranno un vero e proprio percorso tra le bellezze architettoniche del centro storico di Riace superiore.

 

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«Un percorso della memoria» ha dichiarato Mario Congiusta «che rimarrà indelebile in questo borgo già noto a livello nazionale come “paese dell’accoglienza”. Ma anche una settimana intensa in cui le vernici e l’arte si intrecceranno e saranno un tutt’uno con la musica, i dibattiti e le tante iniziative che da venerdì prossimo, e fino a domenica 26 luglio, rappresenteranno il nostro modo per ringraziare questi venti giovani che hanno dimostrato di conoscere molto bene il problema della mafia e della ‘ndrangheta e hanno deciso di “lasciare un segno” proprio a Riace».

Il gruppo di lavoro più numeroso, proveniente da Carmagnola, sta preparando un blog che avrà lo stesso nome dell’evento, “i colori della memoria”, nel quale saranno inseriti, al termine di ogni giornata, le foto della manifestazione, i video, i commenti, le impressioni e quanto sarà utile per condividere al massimo gli otto giorni sulla costa jonica.

Il centro storico di Riace, da questa mattina e fino a giovedì sera, diventerà uno studio artistico a cielo aperto, e sarà possibile ammirare i murales mentre prenderanno forma grazie alla creatività dei venti artisti, che ieri hanno scelto le location per ogni singolo lavoro in relazione agli spazi necessari per ospitare l’espansione sulle pareti dei disegni preparatori già visionati e approvati dagli organizzatori.

Venerdì prossimo, 24 luglio, in attesa degli ultimi ritocchi ai sei murales, i venti artisti e il loro coordinatore, Francesco Cirillo, si uniranno alle autorità, ai migranti e ai visitatori per realizzare il settimo murales, “contro la mafia sporchiamoci le mani”, sotto la direzione dell’artista Nik Spatari. Un murales “aggiunto” per rendere immortale il più semplice ed emblematico dei gesti: le impronte multicolore delle mani di tutti i presenti che vorranno “lasciare un segno”, «perché la vernice» spiega Mario Congiusta «è l’unica sostanza con cui vogliamo sporcarci le mani per arrestare il sangue versato da troppe vittime innocenti per le criminose scelte di tante mafie che stringono in una morsa la nostra Calabria e il nostro Paese».