Reggio: confiscati beni per 60 milioni di euro a Pasquale Condello

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Reggio: confiscati beni per 60 milioni di euro a Pasquale Condello

 

La notizia giunge dalle colonne de “Il Quotidiano” della Calabria. Erano intestati ad un imprenditore, Alfredo Ionetti, ma in realtà erano nella disponibilità di Pasquale Condello, il Supremo, il boss dei boss arrestato dal ROS dei Carabinieri il 18 febbraio del 2008 a Pellaro.

Il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione misure di prevenzione ha così accolto le tesi dell’accusa, rappresentata dai pubblici ministeri Galletta e Lombardo, confiscando beni per 60 milioni di euro.E’ una sentenza di primo grado, che quindi può essere appellata ed eventualmente ribaltata, ma è tuttavia già esecutiva: l’imprenditore Alfredo Ionetti, arrestato nell’ambito dell’operazione “Vertice”, è stato assolto e contro tale decisione l’accusa ha già presentato appello.Assai importanti nell’economia di una sentenza assai efficace nella lotta alla ‘ndrangheta, sono le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Paolo Iannò, ex killer della cosca Condello, che, nel 2002, parlò, per la prima volta, della figura di Ionetti, considerato, a dire di Iannò, molto vicino a Pasquale Condello.Appartamenti, fabbricati, automobili e mezzi pesanti: c’è di tutto tra i 60 milioni di euro confiscati a Pasquale Condello. Ci sono anche delle società: la “Sor-Nova”, la “Alpa” e la “Sornova 2006”. Secondo i giudici della Corte, stando alle dichiarazioni dei redditi di Ionetti, assai esigue, è assai ragionevole che beni così ingenti siano da rincondurre ad un’altra persona. Una persona che si chiama Pasquale Condello.