Processo Congiusta Discordanze tra Ferreri e Mazz? Chiesto il confronto

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 Siderno. Show di “Carbonella” al processo Congiusta

Discordanze tra Ferreri e Mazzà-Chiesto il confronto tra i due 

Locri – la “teoria alternativa”, questa pareva di poter ascoltare ieri, in udienza, sulla triste vicenda dell’omicidio di Gianluca Congiusta.

In una carrellata di testimoni chiamati a vario titolo davanti alla Corte d’Assise, si è fatta notare una testimonianza. Un po’ per la differente visione della vicenda legata all’omicidio, un po’ per la caratteristica assolutamente peculiare del soggetto al banco dei testimoni, ieri è stato dato un punto di vista differente da quelli esposti finora. Davanti al giudice Bruno  Muscolo, al suo collega a latere Frabotta e ai giudici di pace è stato chiamato a testimoniare Antonio Ferreri, conosciuto, per sua stessa ammissione, nella cittadina di Siderno come Carbonella. L’uomo, già carabiniere, ha seguito la storia dell’agguato ai danni di Congiusta e, con l’aiuto delle sue conoscenze della pregressa occupazione, ha studiato il luogo del delitto fino ad ipotizzare la presenza di un’auto sul luogo dell’omicidio, un’auto che avrebbe impedito il normale corso dell’auto di Congiusta e che l’ha costretta a non seguire perfettamente la carreggiata tanto da farla spostare dal suo percorso. Non soddisfatto, l’uomo ha dichiarato in udienza di aver controllato l’area per circa un mese fino a risalire a chi parcheggiava d’abitudine l’auto sul quel lato della strada. Ne seguì, racconta Ferreri, la richiesta al proprietario dell’auto, un dipendente degli uffici del giudice di pace davanti alla cui struttura avvenne l’omicidio di delucidazioni e la confessione di aver sentito degli spari quella sera. Nel corso della prossima udienza, su richiesta dell’avvocato difensore, avverrà il confronto tra i due testimoni, Ferreri e Mazzà, quest’ultimo infatti nega di aver raccontato a Ferreri, il quale invece lo ha affermato sotto giuramento,  di aver sentito un colpo di arma da fuoco quella sera e afferma di aver sì lavorato negli uffici del giudice di pace, come da orario di rientro pomeridiano, ma di averlo fatto fino alle otto di sera, ad oltre due ore dall’omicidio. A colorare ancora l’udienza l’acceso confronto tra l’avvocato Maria Tripodi e il testimone, dai modi pittoreschi e talmente espressivi da far scaturire l’iralità in una sala in cui, comunque, i presenti non hanno dimenticato del terribile caso di cui si dibatte e sul quale, anche con l’aiuto di un po’ di colore, si cerca di fare chiarezza. Altro testimone che ha contribuito a fare chiarezza anche sulle precedenti udienze, è stato un commerciante di Siderno, chiamato in causa dai testimoni della difesa, ascoltati la scorsa udienza, nel corso della quale avevano raccontato di aver assistito ad un litigio tra Congiusta e il ristoratore, senza poter riferire dei motivi del litigio. Proprio per comprendere tali ragioni la Corte aveva fatto chiamare a testimoniare il commerciante. Questo ha confermato la storia, raccontando della fine dell’amicizia tra i due per motivi di gelosia. Entrambi usavano scherzare prendendosi  in giro quando si incrociavano, ha riferito il  testimone, ma dopo aver ricevuto la richiesta di desistere dall’abitudine Congiusta lo aveva fatto di nuovo e da qui ne era nato il litigio, erano intervenute delle persone a staccarli e da questo alterco, ricorda il ristoratore, non era scaturito nessun altro contatto con Congiusta. Romeo, il testimone, pur non ricordando esattamente il periodo dell’evento, lo colloca intorno al settembre, ottobre del 2004. 

Raffaella Rinaldis per il Quotidiano