NUOVE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE NEI CONFRONTI DI COSTA E CURCIARELLO

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NUOVE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE NEI CONFRONTI DI COSTA E CURCIARELLO


Scritto da Redazione Giornalistica tele jonio web tv    
Giovedì 05 Febbraio 2009 19:46

 


costa tommaso

Soverato – I militari della Compagnia Carabinieri di Soverato, guidati dal Ten. Emanuele Leuzzi hanno notificato due ulteriori Ordinanze di Custodia Cautelare in carcere emessa dalla Corte di Assise di Locri, nei confronti di Costa Tommaso di Siderno e Curciarello Giuseppe di Siderno, scaturita dalla medesima attività investigativa sfociata nell'operazione di P.G. messa in atto dai carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro il giorno della vigilia di Natale 2008.

curciarello giuseppe

   

 

 

In quell'occasione, i militari dell'Arma di Soverato avevano fatto scattare le manette ai polsi di Bayan Khaled, 46 anni, cittadino libanese già in carcere a L'Aquila perché ritenuto responsabile di altri reati commessi nell'area foggiana, Francesco Costa, 29 anni, e Cosimo Salvatore Panaia, 39 anni, entrambi della Locride. Agli arresti domiciliari erano finiti, invece, Valentino Di Santo, 33 anni, e Michele Di Corso, 45 anni, entrambi del foggiano, mentre a Zucco Antonio e Zucco Roberto (legati da vincoli di parentela),  originari della Locride ma residenti uno in provincia di Verona e l'altro ad Imola, era stato notificato l'obbligo di presentazione alla P.G.

I predetti erano ritenuti facenti parte di un'organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti e che operava sull'asse tra la Calabria e la Puglia, con ramificazioni in diverse regioni d'Italia. In particolare, l'indagine, condotta dai militari del Nucleo Operativo di Soverato, agli ordini del Ten. Giancarlo Russo, e scaturita da un filone dell'operazione "Mythos", risalente al 2004, aveva messo in luce forti collegamenti tra la cosca dei Costa di Siderno e la criminalità del foggiano. Per questi motivi, il GIP Distrettuale di Reggio Calabria, in accoglimento della richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, aveva emesso i citati provvedimenti cautelari nei giorni immediatamente prima di Natale.

Oggi, a seguito delle determinazioni della Corte di Assise di Locri, competente ad esprimersi sulla loro posizione in quanto in atto sottoposti a giudizio per i reati di omicidio ed associazione mafiosa, i carabinieri di Soverato hanno quindi dato esecuzione alla citata Ordinanza di Custodia Cautelare nei confronti di Tommaso Costa, 50 anni, capocosca di Siderno e Giuseppe Curciarello, 41 anni di Locri, entrambi accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; il provvedimento è stato notificato ai predetti soggetti all'interno della Case Circondariali de L'Aquila e Palmi ove rispettivamente si trovavano reclusi per effetto di pregressi titoli custodiali emessi da altre Autorità Giudiziarie.L'indagine posta a fondamento del provvedimento notificato, ha fatto emergere che il Costa, mentre si trovava recluso presso il carcere di Palmi, venisse costantemente informato, per mezzo di missive spedite dal fidato sodale Bayan Khaled e visite di congiunti (in particolare del citato nipote Costa Francesco), delle iniziative volte al reperimento della sostanza stupefacente sulla piazza della Locride ed impartisse direttive allo stesso Bayan sull'individuazione dei "canali" più idonei per l'organizzazione del traffico in modo da "spuntare" prezzi più convenienti sull'acquisito dello stupefacente  tali da assicurare il maggiore margine di guadagno per effetto della successiva attività di spaccio; analogo il ruolo del Curciarello, al quale Costa Tommaso delegava l'individuazione delle vie più idonee per reperire stupefacenti a prezzi vantaggiosi, affinchè potesse concretizzarsi l'azione del Bayan e dei suoi accoliti.