Omicidio Fortugno: giuria in hotel per la sentenza

Print Friendly
Omicidio Fortugno: giuria in hotel per la sentenza

 

Martedì 27 Gennaio 2009 16:38

 La Corte d'assise di Locri e' da 24 ore in camera di consiglio, in un albergo in provincia di Reggio Calabria, e potrebbe restarci fino a sabato. Il processo per l'omicidio, nel 2005, del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, e' di quelli dove non manca nulla: affari, politica, criminalita' organizzata, killer, testimoni d'eccezione. E pentiti. I giudici presieduti da Olga Tarzia hanno interrogato, ascoltato, raccolto verbali e ricapitolato le prove a carico fornite dai pm e quelle a discarico elencate dalla difesa. Complessivamente, 110 udienze e centinaia di testimonianze.


 


Francesco Fortugno fu ucciso a Locri il 16 ottobre 2005. All'interno del seggio che era stato allestito per le primarie dell'Unione. La direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha lavorato per quasi due anni e il 30 maggio 2007 si e' celebrata la prima udienza del processo.

Secondo l'accusa il movente del delitto e' collegato a un intreccio tra interessi politici e mafiosi che gli investigatori, per loro stessa ammissione, sono riusciti solo in parte a svelare.

Gli imputati sono otto, ma soltanto quattro rispondono dell'omicidio di Francesco Fortugno. Sono Salvatore Ritorto, che secondo l'accusa sarebbe l'esecutore materiale dell'omicidio, Alessandro e Giuseppe Marciano', padre e figlio, accusati come mandanti, e Domenico Audino, che rubo' l'auto con il quale Ritorto si reco' al seggio elettorale per eseguire il delitto. Gli altri quattro imputati, Vincenzo Cordi', ritenuto capo dell'omonima cosca di Locri della 'ndrangheta, Antonio e Carmelo Dessi' ed Alessio Scali, sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso. Per i quattro imputati dell'omicidio il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, che era personalmente in aula per le conclusioni dell'accusa, ha chiesto la condanna all'ergastolo.

Diverse le pene richieste per gli altri quattro imputati: 16 per Vincenzo Cordi', 12 per Carmelo Dessi', 8 per Antonio Dessi' e 3 anni e 7 mesi per Alessio Scali. Gli investigatori ritengono che Alessandro e Giuseppe Marciano' avrebbero voluto la morte di Fortugno per consentire l'ingresso in Consiglio regionale del primo dei non eletti della lista della Margherita, Domenico Crea, gia' consigliere e assessore regionale nella precedente legislatura, e del quale Giuseppe Marciano' era stretto collaboratore. Del progetto pero' Crea non avrebbe saputo nulla. L'ex consigliere e' stato invece rinviato oggi a giudizio, nell'ambito di una diversa inchiesta sugli interessi della criminalita' nel settore della sanita', con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Due i pentiti sulle cui dichiarazioni si basa l'accusa, Bruno Piccolo, suicidatosi il 16 ottobre del 2007 in Abruzzo, nella localita' in cui viveva sotto protezione, e Domenico Novella, ex esponente della cosca Cordi'. I giurati, con il presidente e il giudice a latere, sono all'hotel "President" di Siderno (la carenza di strutture adeguate nel palazzo di giustizia costringe i giudici a "emigrare"), dove resteranno fino al momento della lettura della sentenza.