LETTERA APERTA AL PRESIDENTE PARTITO SOCIALISTA EUROPEO

Print Friendly

Lettera aperta al Presidente del Pse

Domenica 02 Novembre 2008 20:54

Lettera aperta a Poul Nyrup Rasmussen

Presidente del Partito Socialista Europeo

Bruxelles – Belgio

 Caro Presidente

La distanza fisica tra la sede belga del PSE e le coste della Calabria è causa, io suppongo, della mancanza della visibilità di una politica che riporti sulla scena europea i valori e le rivendicazioni dei diritti e delle tutele che hanno fatto la storia del Socialismo europeo.
Questa distanza non è peraltro solo un vuoto, che sicuramente apparirà molto più evidente alle prossime elezioni per il Parlamento europeo, ma è anche il terreno fertile per lasciare che chiunque possa usare il titolo “socialista” senza doverne dare conto e magari sfigurando la stessa storia del socialismo europeo.La richiesta che ti giunge da un “socialista sans papier” è di mettere in atto un iniziativa parlamentare per l’approvazione di una Direttiva europea che stabilisca l’uso del termine, della definizione.
Un po’ quello che è stato fatto per la tutela dei diritti d’autore.
Una Direttiva naturalmente non ad usum definii, ma estesa anche ad altre definizioni, come cristiano, comunista, massone, laico, ecc…
Questa direttiva è indispensabile, ed è auspicabile anche l’applicazione di severe sanzioni in caso di mancata applicazione, perché è ora di porre un freno all’uso improprio di “aggettivi” che non possono essere “qualificativi”.
Qui ognuno si definisce come vuole senza onere della prova, ed anche quando le prove sostanziali lo smentiscono nessuno può contestarne l’uso!
Capita così che tale Consigliere Regionale dal nome Cherubino, con l’apporto sostanziale di un assessore Regionale, i quali entrambi si definiscono “socialisti” diano concreta attuazione ad un finanziamento milionario a vantaggio dell’edilizia religiosa mentre, solo per fare qualche esempio, stanno per chiudere le scuole pubbliche di moltissimi paesi calabresi, non c’è traccia dell’intervento regionale a vantaggio dell’occupazione giovanile, o dello sviluppo di impresa collegata alla ricerca dell’università pubblica che pure in Calabria si fa ed è di grande qualità.
E’ mai possibile che non ci sia un marchio “doc”, una sorta di certificazione di origine controllata, affinché, senza comprimere la libertà di ognuno di fare ciò che vuole, gli si impedisca però di usare aggettivi che non rappresentano i pensieri e soprattutto le azioni?
Nell’attesa delle prossime elezioni europee,ti giungano i più cordiali saluti.

Pino Rotta, direttore di Helios Magazine

 

 

"E esiliò (il Signore Dio) l'uomo e pose a oriente del giardino Eden il cherubino e la fiamma della spada folgorante per custodire la via dell'albero della vita."