Processo Congiusta il Pubblico Ministero chiede la revoca del gratuito patrocinio per Costa

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“Niente gratuito patrocinio per Costa”

Secondo la nuova legge il “Gratuito patrocinio” non è previsto per i reati di mafia e droga

 Il sostituto Procuratore della direzione distrettuale di Reggo Calabria,Antonio De Bernardo,ha chiesto alla Corte d’Assise di Locri la revoca del beneficio del “gratuito patrocinio” goduto dall’imputato Tommaso Costa.Questa la sostanziale “novità” che,alla ripresa dopo la pausa estiva, in Corte d’Assise di Locri,presieduta dal giudice Bruno Muscolo con a latere il togato Frabotta,ha avviato la ripresa,dopo la pausa estiva,del procedimento penale relativo la barbara uccisione del giovane imprenditore sidernese del settore della telefonia mobile,Gianluca Congiusta,e che vede alla sbarra Tommaso Costa,accusato di aver organizzato la barbara uccisione e di ave promosso,diretto ed organizzato l’omonimo clan,ed il suo fidato “braccio destro” Giuseppe Curciarello,accusato solo di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Come si ricorderà la sera del 25 maggio 2005 il giovane  Congiusta,  veniva barbaramente “fulminato all’istante” da un devastante colpo di fucile caricato a pallettoni e sparatogli da distanza ravvicinata,(tra i 50 centimetri ed un metro) da un sicario che si trovava seduto su un mezzo,(moto od auto,difficile stabilirlo),che aveva affiancato la BMW  a bordo della quale viaggiava il giovane Congiusta stava rincasando.

La  richiesta del PM De Bernardo,la prima del genere effettuata nei tribunali della provincia reggina dopo l’approvazione della legge inerente la sicurezza,(L.125 emanata lo scorso 24 luglio),è giunta subito dopo le comunicazioni effettuate dal presidente Muscolo con le quali ha informato le parti che il perito Minetola,aveva finito di incaricato di trascrivere  e “tradurre” le lettere inviate e ricevute da Costa durante la sua detenzione nel carcere di Palmi,e depositato in cancelleria il suo lavoro. Il sostituto De Bernardo evidenziava  alla Corte che finalmente veniva eliminato “il paradosso” che vedeva lo Stato pagare le parcelle agli avvocati  dei mafiosi che combatte. L’approvazione della L125/2008,-affermava sostanzialmente il PM-,determina profonde modifiche legislative in materia di “gratuito patrocinio”.E questo soprattutto nella parte in cui viene affermato che gli imputati già condannati,(condanna ormai definitiva),per reati di mafia ,(416 bis) e per reati inerenti il traffico di droga,vengono esclusi dal beneficio del “gratuito patrocinio a prescindere dai limiti di reddito .”.

Alla richiesta del Pm si opponeva la difesa di Costa.,avvocatessa Tripodi,che pur riservandosi di interloquire sul fatto,evidenziava che nel momento in cui a Costa veniva riconosciuto questo beneficio la norma non esisteva.La Corte,affermava il presidente di Muscolo,si riservava la decisione che verrà,molto verosimilmente,assunta durante la prossima udienza.

Poi l’udienza veniva interamente assorbita dalla testimonianza del luogotenente dei carabinieri della compagnia di Soverato,Giacomo Mazzolini,che, illustrava alla Corte come le intercettazioni telefoniche ed ambientali e “poi il controllo della corrispondenza in entrata ed in uscita” che Costa  teneva dalle carceri di Palmi,abbiano fatto scoprire non solo l’esistenza del gruppo associato guidato dal boss sidernese ma anche i diversi “affari”,ad iniziare da quello del traffico di droga,cui il gruppo era interessato.

E’ stato durante il controllo e la “duplicazione” di quella “ricca” corrispondenza che il 20 dicembre 2003,i  carabinieri entrarono in possesso della  lettera estorsiva nei confronti dell’imprenditore sidernese Antonio Scarfò,poi finita nelle mani di Gianluca Congiusta che sarebbe stato ucciso dal momento che si stava dando da fare per impedire che l’estorsione tentata ai danni del suo futuro suocero potesse concretizzarsi.===

Locri 1 ottobre 2008

pino lombardo per il Quotidiano