A 3 I SINDACATI CHIEDONO L’ESERCITO NEI CANTIERI

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A3: i sindacati chiedono l'Esercito nei cantieri

Mercoledì 17 Settembre 2008 12:08

 Impiegare l'esercito a garanzia della sicurezza dei lavoratori impegnati nei cantieri dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, minacciati dal racket. E' la richiesta di Paolo Morganti e Mina Papasidero, rispettivamente segretari provinciali di Filca-Cisl e Fillea Cgil della provincia di Reggio Calabria. "Come un cancro restio a morire, cosi' – affermano – la 'ndrangheta si ripresenta nei cantiere della Salerno – Reggio Calabria nel tratto che va da Gioia Tauro a Scilla.

Ancora atti intimidatori nei confronti delle ditte affidatarie aventi parte nelle lavorazioni di ammodernamento del tratto autostradale, ancora mezzi in fiamme e operai sconvolti da gesti cruenti che ormai sono parte integrante dei lavori. Dopo un breve periodo di calma apparente, – aggiungono – l'incubo della 'ndrangheta si ripresenta piu' reale e violento che mai, questa volta e' toccato ad un operaio dell'impresa Pivato, un'impresa affidataria che lavora gia' da tempo al servizio del Contraente Generale, il Consorzio Scilla.
L'operaio in questione – denunciano – dopo essere stato costretto a fermarsi mentre era a bordo del proprio camion da due individui dal volto coperto, mentre veniva minacciato ,ha dovuto assistere all'ormai consueto spettacolo che ci si e' abituati a sentire, il mezzo veniva dato alle fiamme.
Ma questo – aggiungono – non e' stato l'unico gesto di incivilta' di questi ultimi giorni, difatti, anche un escavatore di grosse dimensioni di proprieta' della ditta "Consorzio Erea" e' stato dato alle fiamme nel cantiere in localita' Liropo". Per Paolo Morganti e Mina Papasidero, "il popolo del Sud e' stanco di essere abbandonato a se stesso.
Le nuove norme adottate dal governo Berlusconi – dicono Morganti e Papasidero riferendosi ai militari adoperati per il mantenimento dell'ordine nelle grandi citta' – non fanno altro che offendere noi cittadini meridionali che da tempo abbiamo chiesto questa forma di prevenzione nei cantieri edili qui in Calabria.
Non riusciamo a spiegarci, ribadiscono i sindacalisti, come si puo' mettere dei militari a Piazza di Spagna e non metterli nei cantieri della Salerno – Reggio, dove la malavita organizzata e' di casa, e dove al posto dello scippo che magari si puo' assistere in questi luoghi gia' super controllati (cosa al quanto rara tra l'altro) si assistono a cose ben piu' gravi, e che mettono in pericolo la vita stessa di chi lavora.
Le organizzazioni sindacali tuonano ancora una volta, denunciando le istituzioni che invece di salvaguardare l'interesse del Mezzogiorno, e' come se giocassero alla roulette russa lasciando che questa Calabria vada sempre piu' deteriorandosi dal di dentro. Troppe volte si assistono a fatti incresciosi come quelli sopra citati, spesso ce ne si dimentica troppo presto".
Le organizzazioni sindacali chiedono agli organi preposti "di mettere in atto delle norme concrete che neutralizzino e non che limitino marginalmente l'operato delle ndrangheta. Di certo -ribadiscono Morganti e Papasidero – non puo' essere un semplice sindacalista a consigliare quali norme attuare per prevenire tutto cio', ma siamo sicuri che se non verranno presi dei seri provvedimenti al piu' presto, la Salerno – Reggio Calabria, gia' dissestata da varie peripezie, nonche' la crisi economica e la richiesta di revisione dei prezzi proposta ad Anas, potrebbe restare l'ennesima opera incompleta in quanto le ditte affidatarie stanno gia' pensando seriamente di abbandonare i lavori di ammodernamento dell'autostrada.
Il campanello d'allarme suona nuovamente ma questa volta – concludono – piu' forte che mai". (AGI)