Processo Congiusta Su una “trance” di finanziamento la presunta estorsione al suocero

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Processo Congiusta La testimonianza in Corte d’Assise del vice sovrintendente Domenico Lupis

Su una “trance” di finanziamento la presunta estorsione al suocero

Ad Antonio Scarfò arrivarono 340 mila euro nel marzo 2005,due mesi prima dell’omicidio

 L'imprenditore Antonio Scarfò

Rocco Muscari per Gazzetta del Sud

Locri 18 luglio 2008

A marzo del 2005, due mesi prima dell’omicidio, Antonio Scarfò, futuro suocero di Gianluca Congiusta, aveva ricevuto la somma di 340 mila euro, quale terza trance del finanziamento per realizzare due aziende. E’ quanto emerso nel corso del processo per l’omicidio di Congiusta, per il quale è imputato Tommaso Costa, accusato anche  di essere il mandante di una richiesta estorsiva ai danni dello Scarfò, proprio in riferimento al denaro appena ricevuto. Nello stesso procedimento è chiamato a rispondere di associazione mafiosa Giuseppe Curciarello.

 

Nel corso dell’escussione il vice sovrintendente Domenico Lupis, rispondendo alle domande del pm Antonio De Bernardo, ha dichiarato di aver accertato che Scarfò, attraverso due distinte procedure di richiesta fondi sui Pit della Locride, tra il 1999 e il 2005 aveva ottenuto un finanziamento di oltre un milione e 300 mila euro. Il teste ha confermato che “da come risulta dalla documentazione fornita dall’ente gestore, Locride Sviluppo, nel marzo del 2005 a Scarfò giunse la terza trance di denaro, 340 mila euro, dovuti per l’avanzamento dei lavori; lo stesso aveva richiesto l’ultimo dieci per cento che sarebbe stato erogato solo dopo l’ispezione del personale di nomina del ministero competente”.

Lupis ha anche riferito di aver rilevato un’anomalia nello stato di avviamento alla produzione: “Per una delle due aziende, la “Ilas”, (l’altra era la “Aicer” ndc), si è riscontrato che vi era in fase la revoca del finanziamento, in quanto l’imprenditore non aveva provveduto a rispettare il parametro occupazionale previsto: in pratica non aveva assunto operai”. 

Sugli accertamenti compiuti da Lupis l’avvocato Leone Fonte, difensore di Curciarello, ha posto l’attenzione sull’attività del commissariato di Siderno su ulteriori indagini sul reale stato patrimoniale di Scarfò: “Visto che le due aziende in progetto sono state compiutamente realizzate, non si comprende perché gli organi inquirenti non abbiamo effettuato ricerche su come sono state spese le somme dell’imprenditore, ovvero per accertare la reale disponibilità di denaro liquido nella primavera del 2005”. 

Nel corso dell’udienza è stato sentito anche l’agente scelto Antonio Capuzzimati che ha riferito su una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali, captate dopo l’omicidio di Congiusta. In particolare il teste ha parlato del messaggio inviato da Girolama Raso, futura suocera di Congiusta, al cellulare del marito contenente l’invito a non parlare della lettera estorsiva inviata, secondo gli inquirenti, da Costa mentre era detenuto a Palmi. 

La difesa di Costa, avvocato Maria Tripodi, ha cercato di approfondire alcuni aspetti contenuti nei brogliacci delle intercettazioni, in particolare su quella raccolta nell’auto della madre della vittima dove si faceva riferimento ad un giovane dai capelli rossi. Il teste, sulle domande della difesa, ha affermato di non aver partecipato alle indagini investigative ma di aver solo trascritto le conversazioni. 

La Corte d’Assise non ha accolto la richiesta del pm di riunire al procedimento in corso quello che si sta celebrando davanti al Tribunale di Locri, con due imputati, Nicola Paciullo e Sergio Capogreco, che devono rispondere di traffico di sostanze stupefacenti nell’ambito di uno stralcio della stessa inchiesta “Lettera Morta”. 

La Corte ha acquisito le note informative a firma del tenente Spiller e del luogotenente Avena, anche sulle denunce di Scarfò per i danneggiamenti subiti prima dell’omicidio. Per Spiller la Corte ha disposto, su richiesta del pm, la revoca dalla lista dei testi, mentre Avena, su richiesta dell’avv. Tripodi, sarà sentito nella prossima udienza, il 28 luglio.