Alfano annuncia una stretta sul 41 bis

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 Giro di vite contro i boss in carcere

 

Alfano annuncia una stretta sul 41 bis
La Russa frena: "Col Csm caso chiuso"

TORINO
Giro di vite contro i mafiosi, nell’anniversario della strage Borsellino. Lo dice il ministro della Giustizia Angelino Alfano. «Proprio oggi, ho fatto diramare dai miei uffici una circolare molto restrittiva sul 41-bis». Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, l'ha annunciato arrivando in via d’Amelio, sul luogo della strage dove il 19 luglio del 1992 vennero uccisi il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e e gli agenti della scorta. Quella disposta da Alfano è «una stretta che impedirà qualsiasi comunicazione fra i boss in carcere».

Non si conoscono ancora i particolari della circolare, ma tra le altre cose trapela che sono previste «misure logistiche per evitare i contatti», come è accaduto invece in passato. non sono escluse quindi celle "blindate", che impediscono qualunque tipo di comunicazione.

Alla cerimonia era presente anche il ministro della Difesa La Russa che butta acqua sul fuoco dopo le polemiche sul «Csm cloaca». «Gasparri ha precisato, il problema è chiuso. Il rispetto per la magistratura e per il Presidente della Repubblica non sono mai stati messi in discussione, soprattutto dalla nostra forza politica» spiega il dirigente di An, che ragiona: -«Questo anniversario arriva in un momento in cui c’è una speranza di rasserenamento. Il lodo Alfano è una premessa che consentirà, almeno mi auguro, un attento esame di tutti i problemi della giustizia senza l’eterno ritornello dell’antiberlusconismo di maniera. Accantonato quel problema, ci si potrà confrontare su quello della giustizia ascoltando tutti e anche con il confronto con l’opposizione, ma alla fine toccherà alla maggioranza decidere».

«Tutto ciò che va nel senso di migliorare il 41 bis è positivo, anche se il problema è, soprattutto, mantenere il carcere duro per i boss e, quindi di una più puntuale interpretazione delle norme sul rinnovo» diceil procuratore di Palermo, Francesco Messineo. «Forse – spiega- non è sufficiente una circolare, ma è necessario un impegno diretto a modificare le disposizioni sul rinnovo del carcere duro o a interpretarle in modo più puntuale».