BUNKER SCOPERTO A STILO

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BUNKER SCOPERTO A STILO La scoperta è stata fatta dai carabinieri nel comune di Stilo. All’interno ritrovati articoli di giornale sul sequestro Casella


STILO. Un rifugio della ‘ndrangheta è stato scoperto dai carabinieri nel corso di una operazione nella Locride. Il rifugio si trovava in contrada Caldarella, nei pressi dei ruderi del convento di San Bruno, nel territorio del comune di Stilo, sul fondo di una stretta gola, profonda circa trenta metri e larga due, tempo addietro sede di un affluente della vicina fiumara Stilaro.

All’interno del manufatto, risalente verosimilmente agli anni ‘90, ma in perfetto stato d’uso e conservazione, si può accedere attraverso un camminamento in pietra di circa due metri di lunghezza, ricavato lungo la parete, che consente l’accesso ad una caverna artificiale, con volta a botte, all’interno della quale è perfettamente incastrato un casotto in legno di un vano (3 metri per 3), impermeabilizzato con del silicone, dotato di apertura basculante tinteggiata di nero e zanzariera, con anche degli spioncini che consentono la vista dall’esterno verso l’interno e viceversa. Il tutto è coperto da una fitta vegetazione in quella che è una vera e propria fenditura nella montagna, invisibile dall’alto perchè apparentemente una semplice striscia di alberi.

La zona dove è stato trovato il rifugio – secondo i carabinieri – era nota in passato come soggetta al controllo della cosca mafiosa Ruga – Metastasio di Monasterace e proprio i fratelli Giuseppe e Salvatore Metastasio, entrambi latitanti, negli anni ‘90, per associazione mafiosa, sono stati arrestati, nel ‘97, all’interno di un bunker ricavato questa volta sotto il piatto doccia di un bagno, a casa del padre che dista circa 700 metri dal luogo in cui oggi è stato rinvenuto il rifugio. All’interno del manufatto, ora posto sotto sequestro, sono state rinvenute posate, bombolette di gas da campeggio, letti in legno, silicone liquido, bidoni di plastica, necessario per la pulizia ed in ultimo, oltre a ad un’immaginetta sacra dei santi Cosimo e Damiano, anche degli articoli di stampa del 1995 del quotidiano “Gazzetta del Sud”, su Giuseppe Strangio e sul sequestro Casella, e su un rinvenimento di armi a Gioiosa Jonica, da parte dei carabinieri, a carico di un certo Iiratano. Il materiale verrà adesso inviato al Ris di Messina per ulteriori esami di carattere tecnico – scientifico.