Sfregiato murales con scritte contro mafie a Roccella Jonica

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Era stato realizzato dagli studenti del liceo artistico lo scorso 23 maggio

Sfregio al murales antimafia

Nella notte comparse svastiche e croci celtiche 


di FRANCESCO SORGIOVANNI

 

ROCCELLA JONICA – Ieri notte, mani ignote, hanno imbrattato il murales antimafia, simbolo della richiesta di legalità e giustizia, con scritte ingiuriose, svastiche e croci celtiche.

Una provocazione che avviene a circa una settimana dalla giornata dedicata all'impegno giovanile contro la criminalità organizzata e che ha visto, a Roccella Jonica, la partecipazione di tante ragazze e ragazzi di tutta la Locride.


Il murales, dai chiari messaggi di civiltà contro il cancro criminale che divora la Locride e la Calabria, è stato realizzato nel corso della manifestazione antimafia del 23 maggio scorso, sul lungomare di Roccella Jonica, dagli studenti del liceo artistico “Pitagora” di Siderno. Quella lunga strisciata di colori, che aveva contribuito ad impreziosire il lungomare della cittadina jonica, ora è stata rovinata da ignoti che l'hanno imbrattata con calce e coperta con messaggi offensivi e croci celtiche.

La giornata contro la malavita, organizzata dalle associazioni “Libera” e “da Sud”, dalla Consulta giovanile di Roccella Jonica, e patrocinata dal comune e dall'assessorato provinciale per la difesa della legalità, si era aperta con una estemporanea di pittura, presso la via marina di Roccella, che si è conclusa proprio con la realizzazione del murales, sulla scia del più noto “Quarto Stato dell'anti-' ndrangheta” di Gioiosa Jonica, “un modo per lasciare un segno colorato e tangibile, al fine di promuovere la memoria delle battaglie per i diritti civili e le lotte contro la 'ndrangheta”.Stefano, Serena, Manuela, Silvia e Michael, gli studenti del Liceo Artistico di Siderno che hanno realizzato il coloratissimo murales sul Lungomare di Roccella. I quattro giovani, accompagnati dalla professoressa Anna Ursino, sono stati i protagonisti indiscussi del blocco mattiniero della giornata arricchito ancor di più dalla presenza degli artisti di strada della Gurfata.

La manifestazione di Roccella aveva voluto introdurre un modo diverso di combattere la 'ndrangheta, cominciando “a costruire un'azione antimafiosa che parta dal basso, dai giovani impegnati in prima linea, con l'arma delle arti, della musica e della parola. Dalla necessità di riappropriarsi degli spazi comuni, di esprimere liberamente le proprie idee, la voglia di manifestare, senza gridare e senza tacere, che le cose così come stanno non vanno bene. Che c'è tutto un mondo pronto a vivere con responsabilità il proprio territorio e la vita della propria comunità. La lotta alle mafie non per operare una rivoluzione, ma per amore della normalità”. Ma a qualcuno tutto questo non è piaciuto. E dopo l'atto vandalico dell'altra notte, che ha tentato di oscurare il messaggio “positivo” lanciato dai giovani artisti con il murales sul lungomare di Roccella Jonica, l'indignazione è generale.

“Un gesto deprecabile – ripetono in coro Tiziana Barillà di Libera e Carlo Iannuzzi della Consulta giovanile comunale.Un atto di vandalismo che colpisce ed offende soprattutto i tanti giovani e studenti di Roccella che il 23 maggio con entusiasmo hanno collaborato alla realizzazione del murale. Continueremo sulla strada intrapresa – aggiungono i due – per vivere con responsabilità il nostro territorio e la nostra comunità. Il murale – concludono Barillà e Iannuzzi – è la testimonianza di un segno colorato e tangibile, al fine di promuovere la memoria delle battaglie per i diritti civili e le lotte contro la 'ndrangheta. E tale continuerà ad essere”.

Il danneggiamento del murales è stato scoperto dai due responsabili locali di Libera e della Consulta giovanile comunale, che hanno denunciato l'accaduto a polizia e carabinieri.

Una risposta forte arriva anche dai giovani comunisti calabresi che, attraverso il loro portavoce, Giovanni Maiolo, “esprimono indignazione per il gesto ignobile prodotto da anonimi vigliacchi” e sono “solidali con tutti coloro che si battono e si batteranno per sconfiggere la cultura dell'odio e della sopraffazione violenta.
Viviamo un periodo in cui, con le destre, queste destre autoritarie e razziste al governo del paese – aggiunge Maiolo -, tutte le peggiori pulsioni emergonosenza argini di civiltà a contenerli.
Nella Locride non si è mai rilevata la presenza dell'estremismo di destra e questo atto vandalico ci turba anche per questa ragione. Perché la storia della Calabria – conclude il portavoce dei giovani comunisti – ha conosciuto momenti terribili nei quali le destre sono andate a braccetto con la 'ndrangheta”.