IL CAPO DELLA POLIZIA-LA PENA E’ QHANTO DI PIU’ INCERTO ESISTE IN ITALIA

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 2008-05-29 17:21

Da Ansa.it

Manganelli: "E' un indulto quotidiano"

"La pena è quanto di più incerto esiste in italia"

ROMA  – Una situazione di "indulto quotidiano", in cui tutti parlano ma nessuno fa. Il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, non usa mezzi termini per definire lo stato della certezza della pena in Italia. "Viviamo una situazione di indulto quotidiano – dice alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato – di cui tutti parlano. Ma su cui non si è fatto nulla negli ultimi anni". La pena, aggiunge Manganelli, "oggi è quando di più incerto esiste in Italia"; un qualcosa che rende "assolutamente inutile" la risposta dello Stato e "vanifica" gli sforzi di polizia e magistratura. "Non gioco a fare il giurista – prosegue il capo della Polizia – né voglio entrare nelle prerogative del Parlamento, ma quella che abbiamo oggi è una situazione vergognosa".


La "madre di tutte le soluzioni" per contrastare il fenomeno clandestini in Italia è quella di stipulare accordi bilaterali con i Paesi dai quali provengono gli stranieri 'irregolari'. Manganelli, che sottolinea l'importanza di dotare le forze dell'ordine di risorse e strumenti adeguati "per contrastare l'immigrazione clandestina", fa riferimento ad un "modello di straordinaria valenza" che è quello dell'accordo internazionale ("che abbiamo ad esempio con gli Usa") secondo il quale il detenuto può scontare la sua pena nel paese di provenienza. "In Italia però – spiega Manganelli – abbiamo recepito questo trattato prevedendo che serva comunque pure l'assenso del detenuto". E questo, per il capo della Polizia, non facilita le cose visto che in molti paesi la situazione delle carceri è peggio che in Italia. "L'ultima volta che sono stato a Bucarest, ad esempio – ricorda – c'erano in una sola cella 43 letti per 23 detenuti…".

NON POSSIAMO CONTRASTARE CLANDESTINI – Di fatto, le forze dell'ordine non possono contrastare l'immigrazione clandestina. "Noi forze di polizia che diciamo che l'immigrazione clandestina va contrastata con un certo rigore – afferma Manganelli – rinunciamo già in partenza a qualsiasi possibilità di contrastare l'immigrazione clandestina".

Per spiegare le difficoltà del contrasto all'immigrazione clandestina il capo della polizia, Antonio Manganelli cita alcuni dati "inquietanti". "Dal 1 gennaio ad oggi, le forze dell'ordine hanno fermato oltre 10.500 clandestini per i quali hanno ritenuto di avviare le procedure di espulsione. Solo 2.400 di costoro hanno trovato posto nei centri di permanenza; gli altri 8mila hanno di fatto ottenuto un 'perdono sul campo' e gli è stato consegnato un foglio di via, che equivale a un niente". E nel 2007 non è andata diversamente: "abbiamo fermati 33.897 immigrati clandestini che dovevano essere avviati ai Cpt e per i quali dovevano essere avviate le procedure di espulsione. Abbiamo trovato posto solo per 6.366 persone. 27mila sono stati destinatari di un foglio di via, naturalmente non accolto nella stragrande maggioranza dei casi". E dunque, conclude Manganelli, "qualsiasi norma che possa rendere certa la pena, rendere effettiva l'espulsione attraverso l'adeguatezza dei centri e dei tempi di permanenza e qualsiasi cosa che vada in contro alla rapidità delle procedure è ben accetta".

Un adeguamento, anche numerico, dei Cpt è "assolutamente opportuno" per il contrasto all'immigrazione clandestina. "L'adeguamento dei Cpt è assolutamente opportuno se si vuole contrastare l'immigrazione clandestina e se non realizzato é inutile parlare di quello che stiamo parlando – ha sottolineato Manganelli – Il voler aprire una strada al vero contrasto dell'immigrazione clandestina, anche con l'adeguamento numerico dei Cpt, è per noi assolutamente indispensabile, anche se richiederà risorse e tempo"

CLANDESTINI AUTORI DI 30% REATI COMUNI – Il 30% dei reati di criminalità diffusa sono commessi da immigrati clandestini e un terzo della popolazione carceraria è composta da stranieri irregolari. Quanto al modo che i clandestini utilizzano per arrivare in Italia, Manganelli ha ribadito che gli sbarchi rappresentano solo il 10% del fenomeno, mentre il 60-70% della popolazione clandestina italiana è rappresentato da chi entra regolarmente con visti turistici e poi rimane sul territorio.