Ndrangheta operazione a Crotone 41 arresti

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'Ndrangheta: operazione a Crotone, 41 arresti

lunedì, 7 aprile 2008 1.02


 ROMA (Reuters) – Nel Crotonese è stata condotta oggi una vasta operazione antimafia che ha visto l'esecuzione di 41 provvedimenti restrittivi, numerose perquisizioni domiciliari e il sequestro di armi nei confronti di appartenenti alle famiglie mafiose più influenti della zona.


L'imponente operazione ha come obiettivo soggetti ritenuti responsabili di associazione mafiosa, omicidi, estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti ed altri gravi reati, colpendo i clan dominanti nella provincia di Crotone — precisamente quelli dei Vrenna, Corigliano e Bonaventura — e costituendo una prima fase di intervento a seguito dei recenti episodi riconducibili a contrasti sorti all'interno dei clan della 'ndrangheta, spiega una nota della polizia.
Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, e il viceministro Marco Minniti — che hanno definito l'operazione "un duro colpo alla 'ndrangheta" — hanno parlato di "una delle operazioni più importanti degli ultimi anni (…), (e di) un nuovo tassello verso la liberazione dell'economia calabrese dalla pressione della 'ndrangheta".
Il servizio centrale operativo della polizia e le squadre mobili di Crotone, che hanno condotto l'operazione, hanno individuato precise responsabilità in relazione ad alcuni omicidi avvenuti nella zona negli ultimi anni.
Le indagini, ha riferito la polizia, hanno consentito di delineare le strutture e le strategie dei gruppi criminali, portando all'arresto di numerosi esponenti di spicco delle cosche e determinando lo smantellamento delle loro strutture di vertice.
Secondo gli inquirenti, le organizzazioni mafiose locali esercitavano numerose estorsioni, anche in forma violenta, nei confronti di imprenditori del settore edile e di titolari di esercizi commerciali.
Sono stati individuati e sequestrati inoltre tre arsenali a disposizione dei clan, comprendenti da armi da guerra ed esplosivo.
L'inchiesta è coordinata dal procuratore vicario della procura distrettuale antimafia di Catanzaro, Salvatore Murone, dal procuratore aggiunto Mario Spagnuolo e dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni della stessa struttura inquirente, e vede impiegati 300 uomini delle forze di polizia.
L'operazione ha interessato anche l'Emilia Romagna e il Lazio, dove appartenenti ai clan si erano insediati con il compito di approvvigionare il mercato della droga in quelle province.