LI CHIAMANO UOMINI D’ONORE MA FANNO STRAGI D’INNOCENTI

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LI CHIAMANO UOMINI D’ONORE MA FANNO STRAGI D’INNOCENTI 

 Donne, preti e bambini.

Senza pietà.

I killer della ‘ndrangheta non si sono mai lasciati impietosire dagli sguardi innocenti dei bambini, dagli occhi atterriti di una mamma o dall’abito talare di un sacerdote.

La storia della ‘ndrangheta è lastricata di sangue degli innocenti.

Scorrendo l’elenco delle vittime degli ultimi quarant’anni si rimane senza fiato.


Cominciamo da Sant’eufemia d’Aspromonte.


E’ il 1965 quando un commando di sicari fa irruzione in casa di Concetta Iaria, 37 anni.La donna è insieme ai quattro figlioletti quando gli attentatori aprono il fuoco con fucili e pistole, fulminandola. Con Concetta viene assassinato il figlio Cosimo, di 12 anni. La scena è quella di una faida: il marito dell’uccisa, infatti, Giuseppe Gioffrè, era in carcere perché ritenuto responsabile di un duplice omicidio.

Passano otto anni e si replica, questa volta in piazza mercato, a Crotone. Salvatore feudale, 10 anni, viene ammazzato a luparate insieme al fratello più grande, Domenico di 19 anni. Anche in questo caso sullo sfondo aleggia lo spettro d’una vendetta.

Ventiquattro mesi dopo, nelle campagne di Cittanova cadono altri due bambini. Si chiamano Domenico e Francesco Facchineri, rispettivamente di 9 e 11 anni. Vengono falciati dai pallettoni, mentre sono in compagnia dello zio, Giuseppe, coinvolto nello scontro tra famiglie in atto nella cittadina preaspromontana.

In un analogo agghiacciante contesto, a pochi chilometri di distanza, a Taurianova, nel 1976, viene assassinato Rocco Corica, 7 anni, che ha il solo torto di trovarsi insieme al padre, Benito, vero obiettivo degli attentatori.

La sequenza degli orrori prosegue a Rosarno dove, all’interno di un’abitazione, nel 1977, viene massacrato a colpi di pistola e finito a pugnalate, con il padre Mario e la madre Maria Rosa, il piccolo Giampiero Conte, di 9 anni. Il quadro sembra essere quello di un triplice omicidio d’onore.

Nel 1978, a Rende, all’interno di un ristorante, viene ammazzato da una mitragliata Pasqualino Perri, 11 anni. Il piccolo è in compagnia del padre, Gildo e del boss della sibaritide, Giuseppe Cirillo, che i sicari avrebbero voluto uccidere.

Nella prima metà degli anni ’80, è San Ferdinando teatro di un terribile fatto di sangue. Davanti ad un bar, su corso Rosarno, vengono massacrati Serafino Trifarò, 14 anni, e Domenico Cannata,10. Sono insieme al padre di ques’ultimo, Vincenzo, che scampa alla morte.

Nello stesso periodo, a caraffa del Bianco, nell’ambito di una faida decennale, viene ucciso insieme con lo zio, Rosario Zerilli,da poco rientrato dall’Australia,Giovanni Canturi,di 12 anni.

Nel Febbraio 1989, a Laureana di Borrello, verrà assassinata, assieme al fratello Alfonso,Marcella Tassone di 11 anni. Il duplice delitto è ancora frutto di una vendetta.

Ma al peggio, tuttavia, non c’è mai fine.

Nel settembre ’90, a Palermiti, viene uccisa, con la madre Maria,Elisabetta Gagliardi,di 9 anni. Il vero obiettivo è il padre della bimba, Mario, che riesce a salvarsi.

L’otto maggio 1998, a Oppido Mamertina, tre killer impegnati a mandare al creatore due rivali,uccidono per sbaglio Mariangela Ansatone,di 8 anni,e il nonno,Giuseppe Bicchieri. L’anziano e la nipotina viaggiavano su un’auto che viene scambiata per quella in uso ai “nemici”.

Dicembre 2007. San Luca:un commando apre il fuoco per colpire Giovanni Nirta,ma uccide la moglie,Maria Strangio e ferisce il figlioletto. E’ il preludio alla strage di Duisburg dell’agosto successivo.

Due invece i preti ammazzati dalle cosche:don Antonio Esposito,nel 1966,parroco di Cirella di Platì;e don Peppino Giovinazzo,nel 1989,parroco di Polsi.

Esposito stava recandosi a celebrare la messa di trigesimo per un morto della faida di Ciminà.Giovinazzo pare si stesse interessando alla liberazione di Cesare Casella.

 

 

La domanda e la risposta di ucceo goretti.

 E noi che facciamo?

 Continuiamo a far battezzare i nostri figli dagli “UOMINI D’ONORE” che dopo ci chiameranno “COMPARE MIO CARISSIMO”.