tentacoli della ‘ndrangheta in Romagna

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tentacoli della 'ndrangheta in Romagna


Dopo l'arresto del boss Condello, indagini puntate sugli interessi al nord da parte della mafia calabrese. Il cesenate al centro di grosse attività di riciclaggio

REGGIO CALABRIA (23 feb. 2008) – Punta al nord Italia un troncone delle indagini condotte dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) reggina e dai carabinieri del Ros dopo l'arresto di Pasquale Condello, "il supremo" della 'ndrangheta, arrestato lunedi' scorso dopo 20 anni di latitanza e detenuto adesso nel carcere di Spoleto (Perugia).

Le indagini, in particolare, sarebbero orientate nel milanese e nel cesanate dove Condello, grazie a persone insospettabili, avrebbe riciclato immensi capitali frutto delle attività illecite della sua cosca. Tra le carte sequestrate nell'appartamento del rione Pellaro di Reggio Calabria, dove il boss si nascondeva, gli inquirenti, infatti, hanno scoperto, tra l'altro, una carta di servizi di un lussuoso albergo ubicato nella Repubblica di San Marino. Un elemento, questo, che secondo gli investigatori potrebbe confermare l'interesse della 'ndrangheta per il piccolo stato dei ''capitani reggenti" e per le sue innumerevoli attività finanziarie.

 

L'interesse di Condello per il centro-nord italiano era già emerso da inchieste condotte negli anni scorsi. Una di queste aveva messo in luce le articolazioni militari e finanziarie della cosca. Sul fronte economico, era emerso dall'inchiesta, la cosca poteva contare su Alfredo Ionetti, che era riuscito a mettere in campo un impero di circa 50 milioni di euro, tra immobili e beni mobili, attività commerciali, tra Roma e Cesena. Allo stesso Ionetti i carabinieri del Ros avevano sequestrato un conto corrente in una banca di Montecarlo intestato a suo nome, ma riconducibile sempre a Condello, sul quale era depositato un milione di euro.