VEDOVA FORTUGNO: SUA UCCISIONE NON SIA BUON AFFARE

Print Friendly


'NDRANGHETA/ VEDOVA FORTUGNO: SUA UCCISIONE NON SIA BUON AFFARE


"Nella società c'è una vera e propria borghesia mafiosa"

postato 1 giorno fa da APCOM

Roma, 29 gen. (Apcom) – "La mia lotta è per evitare che l'avere abbattuto fisicamente mio marito, possa essere stato un buon affare per chi lo ha fatto".

Lo si legge in una nota di Maria Grazia Lagana' Fortugno, componente della Commissione Parlamentare Antimafia, che in una nota commenta i risultati dell'operazione 'Onorata sanità' in Calabria. La Fortugno ribadisce che "bisogna prendere coscienza del fatto che nella società si è costituita una vera e propria borghesia mafiosa che tende ad appropriarsi anche del potere politico per rafforzare il suo potere economico e sociale".

L'inchiesta 'Onorata sanità' conferma "ciò che dissi subito dopo l'uccisione di mio marito: era considerato ostacolo agli interessi del sistema politico-mafioso nel mondo della sanità. Per questo è stato abbattuto". "Evitiamo adesso l'errore di seguire la politica del pendolo – aggiunge – passando da una situazione in cui nulla era mafia ad un'altra per cui tutto è mafia. Le cosche controllano centri decisionali importanti e strategici nel settore della sanità ma non è corretto dire che la sanità è tutta nelle mani delle cosche". Esistono certo operatori sanitari, funzionari, amministratori ed anche uomini politici "che non solo non rispondono a logiche mafiose ma fanno per intero il loro dovere e si oppongono al costume dell'illegalità. Ben per questo contiamo decine e decine di intimidazioni ed aggressioni ad operatori sanitari".

Bisogna dunque "bonificare bene un ambiente in cui alle cosche i referenti non sono mai mancati. Questo è un lavoro che non tocca solo ai magistrati, spetta anche e forse soprattutto alla politica ed in questa direzione l'arrivo del prefetto Serra, insieme con le determinazioni assunte dalla giunta regionale nella seduta straordinaria di lunedì, sono segnali incoraggianti", conclude