CALABRIA,IMPRENDITORE VOLEVANO BRUCIARCI VIVI

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CALABRIA,IMPRENDITORE: 'VOLEVANO BRUCIARCI VIVI TORNO IN CANADA'

Intervista ad Apcom:ha creato impero;ora vuole famiglia al sicuro

Bianco (RC), 10 gen. (Apcom) – Damiano Bonfà ha 62 anni è sposato con Angela e hanno cinque figli. Qui nella locride ha creato un impero. Un centro commerciale affiliato Expert. Damiano è un capo famiglia vecchio stampo, un padre di quelli a cui piace radunare la sera tutti i figli, anche se qualcuno di questi è sposato ed ha una famiglia a sé. Li guarda orgoglioso, questi ragazzi mentre all'interno di questo centro commerciale di cinque piani, costruito con sacrifici. Riservano ai clienti sorrisi e tanto garbo. Lui il papà è dietro il banco della cassa, ha le lacrime agli occhi quando racconta la sua odissea: "ho deciso vado via, questa vita non si può più fare". L'altra notte ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile la sua abitazione dall'esterno appiccando il fuoco. "Volevano bruciarci vivi", racconta tra la commozione. "Io non ho mai fatto male a nessuno. Non c'è la faccio più. Stanotte non abbiamo dormito, non sappiamo cosa fare siamo gente oneste. Abbiamo sempre aiutato questa zona. Abbiamo dato merce solo con una stretta di mano, senza assegni senza cambiali, la gente ci ha pagato quanto e come ha potuto, non abbiamo mai fatto del male a nessuno". È disperato il signor Damiano, ma di una cosa è convinto: "La mia tranquillità e quella della mia famiglia, la posso trovare solo in Canada. Solo lì posso dare un futuro certo ai miei figli". Poi, con gli occhi sempre più gonfi, inizia a raccontare la sua storia: " A diciannove anni – dice – sono partito da solo, venivo da questo piccolo paesino, non avevo idea di cosa volesse dire città. Cosi dall'oggi al domani mi sono ritrovato a Toronto, la capitale del Canada. Qui ho fatto tanti lavori: Saldatore, spazzino, cameriere,tassista, impiegato in una impresa di telefonia, dove facevo allacci per le abitazioni. In Canada sono cresciuto è sono stato fino all'età di 28 anni, poi sono tornato in ferie per venti giorni, ma il Signore mi ha messo davanti mia moglie, cosi ho abbandonato il Canada e mi sono trasferito di nuovo a Bianco, dove con i soldi guadagnati in Canada, ho aperto un piccolo esercizio commerciale". Ecco come Damiano ha cresciuto un intera famiglia. Cinque figli, Pietro il più grande di 32 anni è sposato ed è papà da appena un mese; Colomba di anni né ha 31, di figli 3; poi c'è Beatrice 21 anni e Francesca di 20, l'ultimo è Emanuele di 13. Lo stringe papà Damiano, lo guarda, l'ho accarezza ed esclama: " lo devo fare per lui per loro, come posso pensare di lasciarli in questa terra abbandonata da tutti? Io, racconta, avevo fiducia nelle istituzioni, ora non ho fiducia più di nessuno. Da stamattina sono venuti in tanti per esprimermi la loro solidarietà, serve a poco, però almeno senti che la gente di è vicina, le istituzioni non le ho viste". Quindi Damiano è deciso ad andare via dalla Calabria per sempre: " Io amo la Calabria, amo la locride, ho fatto l'emigrante è so cosa significa la terra natia. So cosa significa stare lontano dagli affetti. Qui sono tornato, con la passione per dare un impulso forte a questa terra, sapendo che qui i problemi ci sono, che c'è una piccola percentuale di delinquenti. Perché tra i calabresi il 99% è gente onesta, però adesso sono stanco e amareggiato". Di cosa ha paura il signor Damiano lo dice anche: "Sono credente è temo solo Dio non l'uomo. Però i miei figli hanno paura qui loro non ci vogliono più stare, vogliono andare via. Io devo costruire il loro futuro, non quello mio. Non posso lasciare che i miei figli i miei nipoti crescano con il terrore addosso". Il terrore. La famiglia Bonfà cresce e vive con il terrore come quindici anni fa quando qui nella locride, è non solo, imperversavano i sequestri di persona. Damiano ci racconta anche uno degli episodi più preoccupanti. Quando due giovani il 2 novembre del 1992, intorno alle 14 bussano alla sua porta e chiedono di lui alla figlia Colomba che era andata ad aprire. Ma Damiano è in bagno cosi alla porta ci va la moglie che dice ai due giovani di temporeggiare che il marito stava arrivando. La figlia, la moglie, troppo persone li hanno visti in faccia, cosi i due decidono che è meglio scappare e far perdere le l oro tracce. Damiano denuncia tutto ai carabinieri che ritrovano l'auto segnalata dalla vittima. Una fiat uno rubata a Reggio Calabria pochi giorni prima. Damiano viene messo sotto scorta, vive nel terrore come tutta la sua famiglia. Dopo due anni la scorta gli viene revocata. I Bonfà credono che la loro vita possa tornare alla tranquillità, ma cosi non è: In sequenza gli incendiano, due negozi a Siderno, uno a Bianco, gli sparano dentro l'abitazione ed infine tentano di bruciarli vivi. Serve altro per dire basta? I Bonfà hanno ormai deciso il loro futuro è in Canada.