ASSASSINI DI STATO

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ASSASSINI DI STATO

Finalmente un pò di giornalismo d'inchiesta in tv – mi sono detto martedì sera davanti alla tv sintonizzata su raitre, un'inchiesta scomoda e pericolosa quella di cui si è occupato Riccardo Iacona nel suo "w l'italia diretta".

Due anni fa veniva ammazzato, tra la gente, Francesco Fortugno; quattro mesi prima di lui veniva ammazzato un ragazzo trentenne, Gianluca Congiusta, si sospetta per aver cercato una via diretta di comunicazioni verso coloro che tentavano di estorcere il pizzo alla sua famiglia.
Il programma in onda ogni martedì alle 21, questa settimana si occupava di giustizia e aveva allestito a locri 2 maxi schermi in una piazza, una postazione per le interviste e organizzato un servizio di sicurezza di carabinieri e polizia come si usa nei casi in cui si prevede un'affluenza consistente di persone. La piazza è rimasta vuota per tutta la durata del programma.
Emblematiche le interviste a Nicola Gratteri, sostituto procuratore di reggio calabria; al giudice De Magistris di catanzaro; infine a Maria Grazie Laganà moglie di Francesco Fortugno. I due dirigenti della giustizia denunciavano una mancanza di risorse tale da non poter neanche lontanamente pensare di poter indebolire il sistema che attanaglia l'economia calabrese, denunciavano un giro d'affari di oltre 30 miliardi di euro che tra il traffico di droga e i finanziamenti pubblici la 'ndrangheta fa sparire ogni anno, denunciavano un atteggiamento sempre più omertoso e rassegnato della popolazione tutta e non perchè conviene così, badate bene, ma perchè ormai i cittadini si sentono abbandonati dallo stato che è divenuto nella maggior parte dei luoghi, inesistente. Un impiegato di un tribunale si chiedeva perchè a torino si fa la fila per assistere al processo di cogne, con una montatura mediatica senza precedenti, mentre quando si tengono processi ben più importanti dal punto di vista etico-sociale le aule rimangono vuote. Si sono viste immagini dei tribunali e delle magistrature che devono rispondere a omicidi e traffici illeciti con strumenti dell'800; impiegati che rimasti soli negli uffici si fanno aiutare dai propri figli, studenti delle scuole medie per riuscire a trascrivere gli atti sui registri; investigatori e magistrati che per poter portare avanti un indagine lo fanno a loro spese comprandosi l'attrezzatura informatica necessaria, provvedendo alle spese di acquisto, mantenimento e di manutenzione delle auto che servono loro negli spostamenti necessari perchè quelle messe a disposizione delle procure sono sempre rotte. Gratteri parlava di migliaia di miliardi arrivati in calabria con finanziamenti provenienti dall'unione europea e spariti in un batter d'occhio, parlava di consigli comunali sciolti per mafia che ormai non si contano più , parlava seduto davanti ad un maxi schermo in una piazza, vuota.
In conclusione di puntata, molto toccante lo sfogo di Mario Congiusta padre di Gianluca, che riferendosi con voce ferma e decisa ai parlamentari che hanno permesso l'approvazione di provvedimenti quali l'indulto e il patteggiamento li apostrofava, a ragione, alla stregua dei delinquenti. Continuava a chiedere perchè, battendo una mano sul tavolo per accentuare la sua rabbia, con a fianco la moglie e le figlie in lacrime davanti a un Iacona tremendamente commosso, impacciato e senza parole. Chiedeva perchè un imprenditore calabro dovrebbe pagare due volte le tasse, facendo riferimento al pizzo, chiedeva perchè a parole i politici sono tremendamente interessati dal meridione mentre in realtà concorrono sempre più alla sua implosione, chiedeva perchè sono stati introdotti gli sconti di pena come il patteggiamento, perchè l'indulto, perchè una giustizia così flebile e facilmente scavalcabile e perchè ormai lo stato in meridione fa quasi più paura del "sistema".
La risposta è da cercare sicuramente in quella piazza, vuota. E nei tribunali, ormai ridotti all'osso.

Raf