Spettacolo osceno

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Viviamo in una società ormai

sventrata dal malaffare, dalla violenza e annientata

dall’oblio del dovere.

Nelle considerazioni del giornalista

Francesco D.Caridi sulla triste situazione che stiamo subendo nei paesi della Locride, si riflette il tormento di

tutti i galantuomini.

 


 
"Né arti, né lettere, né società; e ciò che è peggio una continua paura e ilpericolo di morte violenta; e l’esistenza dell’uomo solitaria, misera, ripugnante,brutale e breve."

Thomas Hobbes

"La parola di vita è perduta. Durante i secoli lo spirito è stato ucciso evoi sapete bene che i suoi assassini vivono ancora. Il lutto che qui ciavvolge ve lo indica.
"
Dal Rituale per la Loggia di Perfezione dei Maestri segreti (4° Grado)

 "Ma per i vili e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri,gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente difuoco e di zolfo. È questa la seconda morte."

Dall’Apocalisse di Giovanni

 

 

L’effetto sconvolgente della violenza, anche compiuta su unasola persona, è la diffusione della paura nell’intera comunità digente onesta. Incontri una persona che ritieni, se non esemplare,normale per rispetto dei doveri civici, e ti ammonisce: "Megliofarsi i fatti propri, non fare domande". Gli rispondo parafrasandole parole di Paulo Coelho: non c’è bisogno di sfoggiare il coraggio,basta l’intelligenza. L’intelligenza esige risposte a quesiti, le cerca,le pretende. L’intelligenza è forza positiva, che continuamente si

oppone alla menzogna, al mascheramento, alla viltà.

 

 Mi accorgo (in realtà, lo so da molto tempo) che non tutti siamonati liberi, che non tutti siamo uguali, che l’antica distinzione tracivis e rusticus ha ancora un senso nella società dove lo scannamentopare essere una primaria occupazione, come nelle porcilaie.E forse dovrei estremizzare classicamente il concetto diseparatezza (contrapposizione) usando per i cives il termineesaustivo e ineguagliabile di galantuomini (in questo c’è un rapportoinscindibile tra etica e politica, tra religione del dovere epatriottismo, tra educazione e formazione, tra genetica e comportamento).La stadera manteneva l’equilibrio con il "romano".Serve misura nelle cose, serve misura tra gli uomini. Bisogna

imporla, per civiltà (che non è tolleranza verso il male).

Guardo le lussuose fuoriserie e i poderosi fuoristrada dei pervenutid’improvviso allo scialo economico (senza passaggi graduali,senza limpidezza di fonti: arricchiti di botto, con i proventi dell’usurae della droga riversati nel circuito legale). Ripenso allasobrietà della vecchia borghesia: impegno, decoro, lavoro; ricchezzacome mezzo, non come fine. Oggi s’impone, sfrontata edottusa, gente rustica di portafogli, che ha occupato gli spazi dellelibertà borghesi, i commerci, i municipi, con l’istinto dei cani chepisciano per delimitare il territorio. Nessun rispetto per le consuetudini,le tradizioni, i costumi, le regole di una società preesistentealle loro accumulazioni, ai loro profitti, ai loro abusi. L’invadenza è

oscena, come la morte per strazio di carne.

*** Il "sovrapposto" (l’arma micidiale) è il segnacolo della condizioneumana nei nostri paesi, dove esiste una frangia di empi, verso iquali i riti della misericordia sono inutili. Caro Vescovo, laredenzione è a loro improponibile (impossibile): essi alla finedei tempi non si risveglieranno nella luce, ma continueranno apatire le tenebre e scontare le pene, e si spera che i diavolicustodi laggiù sappiano fare ancora il loro mestiere. Se la salvezzaè eterna, la dannazione non può essere a tempo (come

nelle sentenze dei tribunali terreni).

***

Su di un muro, già gli scorticamenti circolari dei pallettoni diun fucile generano sgomento, che rimandano l’immagine di uncorpo abbattuto che si contorce nell’agonia come un gatto acui un’automobile abbia spezzato le vertebre. A pochi metri, unprete è chiuso nella canonica. Un altro, più tardi, devierà laprocessione della Madonnina per invocare la presenza purificatricedi Dio nel luogo del sangue assorbito dalla sabbia, stesacome un tempo si passava la polverina sull’inchiostro. Guardosull’intonaco i segni dell’impatto di sparo, e cerco di scacciareogni curiosità e ogni tensione pensando disordinatamente aGiotto, a Leonardo; alla perfezione del cerchio; alla idea moraleche regge ogni costruzione artistica e l’anatomia delle creature;alla balistica che serviva a realizzare effetti di difesa dei fortilizie delle cittadelle dalle invasioni e dai saccheggi e macchine diguerra, ed oggi nei nostri paesi è pure utilizzata da alcuni rusticia mozzare le canne, a mischiare le polveri con piombi misurati,ed ai periti di giustizia a stilare i referti post-autoptici daallegare ai fascicoli contro ignoti. Un ragazzino già rassegnato, dall’udito fine nella frazione incui vive, ripete una descrizione di sussidiario d’ambiente; mispiega così una dinamica di sparo: "i piombi piccoli apronosquarci nella pelle dove penetrano le palle più grandi che sfondanoe la polvere che avvelena". Sequenza rapida, implacabile,per una società ormai sventrata dal malaffare, dalla malavita,annientata dall’oblio del dovere. Ma perché, negli ambientidove si allevano gli omicidi, si autodefiniscono "cristiani"? Gianluca, sfortunato amico nostro, chiediamo per te l’estremodono della dimenticanza nella Grazia, alla Tenerezza Assolutache adesso ti carezza per sanare l’offesa. Qui sulla Terra, lanostra memoria invece è tormento, e non sappiamo come lenirel’intimo dolore, se non sforzandoci di capire. Saremo costretti,anche noi come gli ebrei in segno di lutto sotto la dominazionebabilonese, ad appendere le nostre cetre alle fronde dei salici?Dovremo farci aridi, per non soffrire più del giusto, come suggerivaGianni Brera alla notizia della scomparsa di un amico? "Oprender le armi contro un mare di guai, e contrastandoli porfine ad essi?"
 (Shakespeare: Amleto).
Francesco D. Caridi3 giugno