Don Ciotti: “E’ giunto il momento di passare dal dire al fare, dalle parole ai fatti”

Print Friendly

 


Don Ciotti

 

"E' giunto il momento di passare dal dire al fare, dalle parole ai fatti"

POLISTENA (Reggio Calabria) – In 30 mila per dire 'No' alla mafia. In tanti hanno partecipato alla Giornata della memoria a Polistena. La cittadina della provincia di Reggio Calabria, situata nella Piana di Gioia Tauro, per due giorni è stata la "capitale dell'antimafia civile e sociale", ospitando la dodicesima giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, organizzata dall'associazione 'Libera', presieduta da don Luigi Ciotti.

La Giornata della memoria è iniziata alle 9.30 con la partenza di due cortei che ha raggiunto Villa Italia. Lungo il percorso, nei pressi del Parco della Liberazione è stata inaugurata una lapide in ricordo di tutte le vittime delle mafie. Alle 12.30 sul palco i rappresentati delle istituzioni, i sindacati delle associazioni e semplici cittadini. Ma anche esponenti politici come il ministro Giovanna Melandri, il vice ministro all'Interno Marco Minniti, Francesco Forgione e Mario Tassone, presidente e vice presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Piero Grasso Procuratore Nazionale Antimafia, Giancarlo Caselli.

Il 21 marzo di ogni anno, primo giorno di primavera, 'Libera' ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime il suo impegno di contrasto alla criminalità organizzata. Il 20 marzo si è svolto, per la seconda volta dalla nascita di Libera, un incontro tra i familiari delle vittime delle mafie. Circa 700 persone, fra questi anche Rita Borsellino, hanno preso parte all'iniziativa, mentre nel Duomo, si è tenuta una veglia ecumenica di preghiera per le vittime delle mafie, presieduta dal vescovo monsignor Luciano Biux.

 Negli ultimi dieci anni sono state 2.500 le vittime di mafia, tutte persone per bene uccise perché si erano opposte ai progetti malavitosi. Tra questi morti, 155 "casuali", persone che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato, oppure "colpevoli" soltanto di avere visto o sentito cose che non dovevano vedere o sentire. E tra loro 37 tra bambini ed adolescenti, vittime innocenti inconsapevolmente in mezzo tra killer ed obiettivo da eliminare. Terrificanti numeri, dietro ai quali ci sono i volti ed il dolore di tanti familiari ed amici, che hanno lanciato un appello a fermare quella che don Ciotti definisce "la carneficina della mafia".

Libera è stata fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti. Fra associazioni varie, cooperative ed enti locali, scuole e gruppi, Libera conta 1200 adesioni. Ha promosso concretamente sui terreni sequestrati e confiscati ai clan mafiosi la nascita di cooperative per la produzione di prodotti biologici e varie produzioni agroalimentari, favorendo l'occupazione in zone del Paese con un numero molto elevato di senza lavoro.

"Siamo a Polistena – ha spiegato don Ciotti – perché qui anni fa è nata la prima cooperativa su terreni confiscati alla criminalità organizzata, una cooperativa che da occupazione a molti giovani e che rappresenta una speranza concreta: è giunto il momento di passare dal dire al fare, dalle parole ai fatti. Oggi è la giornata dello stop: del dire basta alla carneficina, alle vittime di mafia".

"E' una giornata importante per l'Italia": queste le parole di Fausto Bertinotti, nel messaggio inviato al don Ciotti. Il presidente della Camera avrebbe dovuto prender parte alle manifestazioni in programma oggi, ma è stato trattenuto a Roma da una serie di improvvisi impegni legati all'attività parlamentare.

"E' una giornata che ha un valore fondamentale – ha scritto Bertinotti – innanzitutto per chi l'ha promossa e per chi la anima. E' soprattutto l'entusiasmo del popolo dei giovani che rappresenta il dato di maggiore forza che segna la manifestazione odierna: quei giovani che in questi anni, in più riprese ed in forme diverse, hanno capito in tanta parte del Mezzogiorno che conquistare il proprio futuro significa soprattutto liberarsi dal gioco di sopraffazione e di intimidazione".

E anche il premier ha inviato un messaggio. ''Cari amici – scrive Romano Prodi – la giornata che oggi, idealmente insieme, celebriamo, ci riporta alla mente, prima di ogni altra cosa, il nome e il volto delle tante vittime innocenti delle mafie e della criminalità organizzata. Tante storie di uomini, di donne e persino di bambini, diventano così memoria di comunità. E' con rispetto e con gratitudine che al loro sacrificio ci inchiniamo promettendoci reciprocamente di non dimenticarli mai''.

(21 marzo 2007)