‘Ndrangheta all’attacco. Democrazia in cenere

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Devastata la sala del consiglio comunale

Non si era mai visto nulla di così grave, mai si era registrato un attacco criminale così diretto e pesante al cuore di un’istituzione in provincia di Catanzaro. Notte di fuoco e di fiamme a Chiaravalle Centrale, il più importante comune delle Serre catanzaresi.

Notte di paura e di terrore. Completamente devastata la sala consiliare del Comune, distrutta da un incendio che avrebbe potuto provocare un disastro ancora più enorme se non ci fosse stato il tempestivo intervento dei vigili del fuoco.
Una notte di fuoco e di fiamme, un raid dalle evidenti connotazioni mafiose senza precedenti da queste parti. La criminalità organizzata ieri notte ha alzato il tiro prendendo di mira la massima istituzione democratica di Chiaravalle. Una dinamica la cui ricostruzione fa accapponare la pelle, perché l’intenzione degli – al momento ignoti – attentatori era probabilmente quella di distruggere l’intero edificio che ospita il Comune chiaravallese.
Gli attentatori hanno divelto un'inferriata da una finestra al piano terra del palazzo municipale. Quindi sono entrati nell'aula consiliare, l’hanno cosparsa benzina e hanno dato fuoco. Il raid doveva portare anche alla distruzione dei locali dell'ufficio tecnico comunale, al piano superiore, nel quale gli investigatori hanno scoperto tre taniche di benzina: non si esclude che l’incendio era mirato anche a distruggere la documentazione contenuta nell’ufficio tecnico. L'arrivo dei vigili del fuoco, però, ha evitato che il liquido prendesse fuoco e danneggiasse ulteriormente la struttura.
Nella tragedia anche un pizzico di fortuna: secondo quanto si è appreso in ambienti investigativi, le fiamme sarebbero state avvistate da un cittadino ancora sveglio, che avrebbe immediatamente dato l’allarme. Sul posto si è immediatamente recato anche il sindaco di Chiaravalle Nino Bruno, ai cui occhi si è presentata una scena impressionante. Fuoco e fiamme e già macerie, la sala del Consiglio, recentemente ristrutturata, distrutta. Danni quantificabili – a una prima sommaria stima – intorno al milione di euro. Indagini già vive. Sul posto i carabinieri ma anche gli uomini della Digos di Catanzaro, in stretto contatto con la procura del capoluogo: probabile che già nelle prossime ore il fascicolo passi alla Direzione distrettuale antimafia. Gli investigatori avrebbero già iniziato a spulciare nelle carte del Comune per verificare se tra queste vi possa essere una delibera, l'assegnazione di un appalto o qualsiasi altro atto che possa avere scontentato gli appetiti della ’ndrangheta al punto da determinare una reazione così violenta.
Nella tragedia anche un pizzico di fortuna: secondo quanto si è appreso in ambienti investigativi, le fiamme sarebbero state avvistate da un cittadino ancora sveglio, che avrebbe immediatamente dato l’allarme. Sul posto si è immediatamente recato anche il sindaco di Chiaravalle Nino Bruno, ai cui occhi si è presentata una scena impressionante. Fuoco e fiamme e già macerie, la sala del Consiglio, recentemente ristrutturata, distrutta. Danni quantificabili – a una prima sommaria stima – intorno al milione di euro. Indagini già vive. Sul posto i carabinieri ma anche gli uomini della Digos di Catanzaro, in stretto contatto con la procura del capoluogo: probabile che già nelle prossime ore il fascicolo passi alla Direzione distrettuale antimafia. Gli investigatori avrebbero già iniziato a spulciare nelle carte del Comune per verificare se tra queste vi possa essere una delibera, l'assegnazione di un appalto o qualsiasi altro atto che possa avere scontentato gli appetiti della ’ndrangheta al punto da determinare una reazione così violenta.
Ieri, intanto, per gli amministratori e la comunità di Chiaravalle una giornata di sgomento e di shock. Il sindaco Bruno, scosso per quanto accaduto, ha indicato nel tentativo «di fermare il lento e faticoso impegno a fare crescere la comunità che stiamo portando avanti» un possibile movente dell’attentato «che – ha detto –  colpisce il Consiglio ma soprattutto l’intera comunità». Immediata convocazione di un Consiglio comunale “aperto” nel tardo pomeriggio, mentre il presidente della Comunità “Fossa del lupo” Enzo Bruno ha messo a disposizione dell’amministrazione chiaravallese i locali dell’ente montano.

Antonio Cantisani