GUERRA IN CALABRIA ? Cronaca dal fronte

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La ‘ndrangheta continua  le sue azioni di guerra  in Calabria. 
Il controllo del territorio nelle mani delle 'ndrine. 

14 dicembre
Siderno Bomba all’ospedale
Siamo ormai a livelli di violenza incredibili e inaccettabili.

Ieri, per molti versi s’è toccato il fondo: in un cestino portarifiuti dell’Ospedale di Siderno è stata piazzata una bomba. Una bomba a basso potenziale puntualmente deflagrata a pochi metri dalla Direzione sanitaria del nosocomio . Direzione sanitaria guidata da Domenico Fortugno, fratello del compianto Franco (assassinato dalla ‘ndrangheta a Palazzo Nieddu del Rio, Locri, il 16 ottobre 2005). E non a caso, nei pressi dell’ordigno c’era un biglietto di rivendicazione contenente minacce allo stesso direttore sanitario e anche alla vedova Fortugno, la parlamentare della Margherita Maria Grazia Laganà.

Solo nei giorni scorsi, s’è registrato un altro episodio passato decisamente in sordina rispetto a quest’eclatante “avvertimento”: in un locale di Reggio Calabria, il centralissimo Showroom, alcuni giovinastri erano stati allontanati dai proprietari perché pretendevano d’entrare a tutti i costi infiltrandosi lì, dove si stava svolgendo un party riservato. La risposta ai titolari del locale non s’è fatta attendere: afferrata una mitraglietta, ottenuta chissà da chi, i tizi cacciati via hanno risposto simpaticamente con una sventagliata di mitra contro le vetrate del locale, non infrante solo per fatalità (immaginatevi la potenza letale delle schegge infrante a colpi di mitra), non ferendo nessuno esclusivamente per caso. 

 

19 Dicembre

Gioia Tauro

Oppido Mamertina Furti e sabotaggi sui terreni di Gioia e su quelli di Oppido
Duplice intimidazione
contro la "Valle del Marro"                                  
di FRANCESCO PAPASIDERO 
Ennesimo atto intimidatorio ai danni della cooperativa "Valle del Marro". Furto con scasso e sabotaggio dei mezzi usati per lavorare i terreni confiscati alla 'ndrangheta; sono questi i risultati dell'intimidazione avvenuta la notte dello scorso 19 dicembre. L'azione di furto e sabotaggio è avvenuta contemporaneamente sia sui terreni ricadenti nel comune di Gioia Tauro, che in quelli in località Castellace, nel territorio di Oppido Mamertina.
Ad accorgersene sono stati i soci della cooperativa, che il mattino seguente hanno purtroppo scoperto quanto era accaduto: ignoti hanno forzato la porta del capannone di Gioia Tauro; e una volta penetrati all'interno hanno trafugato una motosega ed un motocoltivatore. Nei terreni di Castellace, invece, non è stato rubato nulla, ma alcuni malviventi hanno pensato di immettere nel serbatoio del carburante dello scuotitore e nei motori del trattore e della macchina raccoglitrice, delle sostanze zuccherine che hanno reso inutilizzabili i mezzi usati per raccogliere le olive grippandone i motori. Forte lo sdegno manifestato dalla stessa cooperativa "Valle del Marro" e dal coordinamento per la Piana di Gioia Tauro di "Libera" che in una nota congiunta hanno definito le intimidazioni come «un segnale inquietante, che arriva, non casualmente, dopo i risultati importanti raggiunti dai giovani della cooperativa con il sostegno della Prefettura, della rete di Libera e del Progetto Policoro della Chiesa Italiana. In due anni di vita la cooperativa ha realizzato quattro prodotti (le melanzane sott'olio, il pesto di peperoncini piccanti, il miele e l'olio extra vergine d'oliva), coinvolgendo in questo progetto di diffusione della legalità e di sviluppo locale dal forte contenuto etico, circa un migliaio di giovani che hanno partecipato ai campi di lavoro antimafia e ai progetti di educazione alla cittadinanza attiva nelle scuole del territorio». Amareggiato ma allo stesso tempo determinato ad andare avanti si è dimostrato il presidente della "Valle del Marro" Giacomo Zappia. «La celebrazione della Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie – ha dichiarato Zappia – che si svolgerà a Polistena il prossimo 21 marzo, sarà l'occasione per ribadire la forza di questo percorso e la necessità, da parte di tutti, di seguirlo senza esitazione». « Episodi del genere – ha aggiunto il vicepresidente Domenico Fazzari – confermano da un lato la prevedibile resistenza mafiosa e dall'altro rafforzano la nostra convinzione di essere parte integrante di un mondo organizzato, che comprende le istituzioni e la società civile tutta, capace di costruire quotidianamente una comunità solidale, giusta e libera e di reagire con fermezza a tentativi di intimidazione». Per don Pino Demasi, referente di Libera per la Piana, «questi episodi sono segno di debolezza della 'ndrangheta, rappresentano l'ultimo grido di disperazione di chi pensava che questi territori potessero appartenere ancora a "cosa nostra", alla ndrangheta. Questi personaggi non vogliono capire che l'impegno di questi nostri ragazzi, di tantissimi giovani di tutta Italia, delle Istituzioni – un grazie particolarissimo va al Prefetto De Sena – e della società civile ha fatto sì che questi territori ormai fossero nuovamente "casa nostra" e la gente comune li percepisce e li vive come tali. La cooperativa e Libera lanciano un appello a tutte le istituzioni, a cominciare da quelle già attivamente coinvolte nel progetto di valorizzazione dei beni confiscati, affinché si moltiplichi l'impegno per garantire il massimo di attenzione e di sostegno intorno a questa esperienza».
 

20 dicembre
Locri
 21/12/2006 (8:11) – TELEFONATA ANONIMA EVITA UNA STRAGE
Bomba a Locri, fermato poliziotto

Nei bagni dell'ospedale è stato ritrovato tritolo

Nell'ospedale dove lavorava
la vedova di Fortugno,
"vogliono depistare le indagini"
ROCCO VALENTILOCRI
Questa volta poteva essere una strage. L’ordigno trovato ieri – e disinnescato – nell’ospedale di Locri (confezionato con un chilo e duecento grammi di tritolo) è cosa ben diversa da quello, sempre rudimentale ma realizzato con polvere nera, fatto scoppiare una settimana fa nell’ospedale di Siderno, ad una manciata di chilometri da Locri. E questa volta, al posto dell’anonimo interlocutore che aveva avvisato i carabinieri, c’è un indagato, sottoposto a fermo per ordine della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria: è un ex poliziotto della Locride, Francesco Chiefari, di 36 anni (destituito un paio di anni addietro per essere stato coinvolto in inchieste penali), indagato per strage, porto illegale di materiale esplodente e tentata estorsione.

E’ una storia molto ingarbugliata quella che sta dietro alla bomba di Siderno e a quella che ieri ha fatto scattare l’allarme nell’ospedale di Locri. Tra i due episodi, a quanto pare, c’è un legame molto stretto e se l’ex poliziotto è finito in manette per il primo episodio (fermato poche ore prima del ritrovamento del secondo ordigno), gli investigatori starebbero vagliando la posizione di un’altra persona e hanno parlato anche di un tentativo di depistaggio nelle indagini sull’omicidio di Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso in un agguato a Locri il 16 ottobre del 2005.

Cosa abbiano a che fare i due ordigni con il caso Fortugno è spiegato dal tentativo fatto, dalla persona fermata, di estorcere danaro agli investigatori in cambio di informazioni sull’esplosivo e sugli attentati paventati in una lettera fatta trovare dove scoppiò l’ordigno nell’ospedale di Siderno. Minacce chiare erano infatti rivolte alla vedova e al fratello di Francesco Fortugno, la prima, Maria Grazia Laganà, oggi parlamentare dell’Ulivo e componente la Commissione antimafia; il secondo, Domenico, direttore sanitario dell’ospedale di Siderno. La stessa Laganà è stata vicedirettore sanitario dell’ospedale di Locri.

Insomma, se da una parte i due ordigni rudimentali sarebbero uno strumento utilizzato dall’indagato per estorcere «semplicemente» del danaro, dall’altra qualcuno potrebbe aver voluto questi gesti eclatanti (compreso quello che c’era scritto nel biglietto di «accompagnamento » del primo ordigno) per distogliere l’attenzione degli inquirenti della Procura antimafia di Reggio dalla pista che stanno seguendo per chiudere il cerchio su tutti i livelli che starebbero dietro l’uccisione di Francesco Fortugno, dopo l’arresto, nei mesi scorsi, dei presunti esecutori e organizzatori. Un tentativo, insomma, per avvalorare la tesi che dietro l’omicidio eccellente dell’anno scorso vi fosse solo il malaffare nella sanità locale che lo stesso Fortugno aveva denunciato.

23 Dicembre

Tentato omicidio a Siderno di ansa web 24-12-2006
SIDERNO

A Siderno è ormai guerra aperta tra i clan. Un ennesimo tentativo di assassinio, per fortuna fallito, si è registrato venerdì scorso a Siderno Superiore. Obiettivo della fallita missione di morte del killer, un individuo a piedi e col volto travisato da un passamontagna, il 36enne Vincenzo Pacicca, personaggio già noto alle forze dell'ordine fin dalla giovinezza quando rubava un'autovettura dei vigili urbani di Siderno e che lo vedevano poi incriminato per vari reati mafiosi che vanno dal furto alla ricettazione, dalla rapina a quelli inerenti le armi.
 

24 Dicembre

Locri

Locri. Bruciato un mezzo della società di cui è vicepresidente Arone
Intimidazione ai danni
della coop "Jonica Verde"                                         
di PINO LOMBARDO 
LOCRI – Azione, chiaramente intimidatoria, compiuta nel tardo pomeriggio della Vigilia di Natale, ai danni della cooperativa "Jonica Verde" che opera nel settore della raccolta, trasformazione e commercializzazione degli agrumi e dei prodotti agricoli.
Domenica pomeriggio, ignoti incendiari, dopo aver cosparso di un liquido infiammabile, presumibilmente benzina, un autocarro della cooperativa che si trovava parcheggiato in contrada "Mandorleto" di Locri, nello spazio antistante la sede, vi davano fuoco. L'autocarro andava completamente distrutto. A dare l'allarme era il vicepresidente della cooperativa, il consigliere di maggioranza, con delega alle Contrade, Giuseppe Arone. Intorno alle 18,30, mentre ritrovava ad Ardore, l'esponente della maggioranza consiliare riceveva una telefonata anonima che lo avvertiva di quanto stava accadendo. Una breve corsa verso la sede della cooperativa, non senza aver avvertito i Vigili del fuoco del distaccamento di Siderno ed i Carabinieri della Compagnia di Locri, per fare la preoccupante sorpresa. L'indomani un'ulteriore sgradita sorpresa che toglieva ogni possibile dubbio circa l'origine dell'incendio. Nei pressi della carcassa dell'autocarro, infatti, veniva rinvenuto ciò che era rimasto della tanica utilizzata dagli incendiari per trasportare il liquido incendiario. L'azione intimidatoria è particolarmente preoccupante non solo perchè rivolta ad una delle poche strutture cooperativistiche che operano nel settore della commercializzazione e trasformazione degli agrumi e dei prodotti ortofrutticoli del territorio, ma anche perché essa fa parte di una filiera di cooperative, consociate con la cooperativa-casa madre "Fruit", messa in piedi dal primo cittadino di Locri, Francesco Macrì. Anche di questa cooperativa, Giuseppe Arone, ricopre la carica di vicepresidente. Nel breve commento "a caldo" Giuseppe Arone, si limita sia a sottolineare di non aver mai avuto percezione che la cooperativa possa essere finita nelle "attenzioni" della criminalità organizzata. Ma anche a sottolineare che diventa sempre più urgente che tutte le istituzioni, ognuno per le proprie competenze, si diano una mossa per porre un serio argine alla "strafottenza criminale", altrimenti "nessuno serio progetto di sviluppo per il territorio potrà avviarsi concretamente e con grandi prospettive". Per quanto concerne le ricadute negative che l'azione intimidatoria potrebbe avere nelle attività della cooperativa, Arone afferma che le cooperative di cui è vicepresidente continueranno ad operare anche per evitare che, nel debole territorio della Locride, si possano perdere quelle poche occasioni di lavoro e sviluppo che faticosamente vengono messe in piedi da giovani imprenditori coraggiosi. E mentre gli investigatori dell'Arma hanno dato il via alle indagini per individuare i responsabili, sono diverse le associazioni ed i consiglieri comunali locresi che, oltre a condannare il vile gesto, hanno espresso solidarietà ad Arone auspicando che la cooperativa continui ad espletare la propria attività "senza subire ulteriori condizionamenti o angherie da parte dei gruppi 'ndranghetistici della Locride".
 

24 Dicembre

Melicucco “Q8” rapinato

Un  “incasso” di mille euro il bottino della rapina a mano armata avvenuta ai danni del gestore della stazione di rifornimento Q8 a Melicucco.

 

24 Dicembre

VIBO VALENTIA – Un nuovo attentato incendiario è stato compiuto ai danni dell’azienda per la vendita di oggetti in vimini Varì di Soriano, nel Vibonese, già presa di mira numerose volte, ma in questa circostanza i carabinieri hanno arrestato il presunto autore, Domenico Grillo, di 25 anni. Grillo è stato arrestato dai militari di Soriano e della Compagnia di Serra San Bruno per incendio doloso e danneggiamento. L’incendio è stato appiccato nella notte tra il 24 ed il 25 dicembre ed ha provocato un danno di almeno 50 mila euro. Sono stati i carabinieri, nel corso di un servizio di pattugliamento, a notare le fiamme ed a fare intervenire i vigili del fuoco avvisando, al contempo, Pasquale Varì ed i suoi familiari che stavano festeggiando il Natale

    

25 Dicembre

NATALE di sangue

(-SAN LUCA (REGGIO CALABRIA) (ANSA) , quattro persone, tra cui un bambino di 5 anni, sono rimaste ferite in un agguato nel centro di San Luca, nella Locride.Le vittime erano nei pressi della loro abitazione quando si sono avvicinate due persone che hanno sparato diversi colpi di pistola e fucile. I tre adulti sono stati raggiunti in diverse parti del corpo mentre il bimbo e' stato ferito lievemente ad un piede. I quattro sono stati ricoverati nell'ospedale di Locri. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. 

 

25 Dicembre
Catanzaro

Tre bossoli di fucile da caccia rinvenuti a distanza di tre giorni
Proiettili davanti al Comune
Esclusa la pista della criminalità organizzata
DUE cartucce di fucile poggiate nei pressi del portone di ingresso di Palazzo de Nobili ed un proiettile da caccia legato con lo scotch.
è stato questo quello che si sono trovati davanti i due custodi del Comune di Catanzaro a distanza di tre giorni.
Giorno 21 dicembre il primo rinvenimento dei due proiettili poggiati per terra in prossimità dell'ingresso, la mattina della vigilia di Natale, la seconda scoperta, il bossolo attaccato artigianalmente con dello scotch.
Sui due episodi non c'è stato nessun commento ufficiale da parte di Palazzo De Nobili, così come non è stata ancora assegnata nessuna matrice ai gesti.
Secondo gli inquirenti della digos, che stanno procedendo con le indagini, i due episodi potrebbero essere ricondotti ad un segnale voluto lanciare da qualcuno all'indirizzo delle istituzioni e senza un destinatario preciso, ma non è esclusa l'ipotesi che possa trattarsi dell'azione dimostrativa di un mitomane o più semplicemente di una bravata.
Un anno fa più o meno nello stesso periodo, fu compiuta un'azione simile, episodio che poi fu ricondotto a qualcuno che aveva avuto dei problemi nell'assegnazione delle cappelle cimiteriali.
Senza gravi conseguenze invece l'incedio di un cassonetto accaduto ieri nei pressi del complesso monumentale del San Giovanni. Sul posto sono intervenuti subito i vigili del fuoco, secondo i quali si sarebbe trattato della solita bombetta lanciata dentro il cassonetto.
 

 26 Dicembre
SAN LUCA (REGGIO CALABRIA) ANSA) -,26 DIC – E' morta durante la notte nell'ospedale di Locri Maria Strangio, 33 anni, rimasta ferita ieri in un agguato a San Luca.La donna era rimasta ferita insieme ad altre tre persone, tra cui un bimbo di 5 anni. Sono gravi le condizioni di Francesco Colorisi, 23 anni, che e' ricoverato nel reparto di rianimazione. Nel reparto di ortopedia, si trovano Francesco Nirta, 32 anni, e D.S, 5 anni. Sconosciuti avevano sparato ieri sera contro i quattro diversi colpi di pistola e fucile.
 
 27 Dicembre
Rizziconi
Sparano ad un garage .La polizia ha denunciato due minori di Rizziconi.  

 28 dicembre
San Luca,
sparatoria ai funerali un uomo ferito e arrestato
SAN LUCA – Sparatoria dopo i funerali di Maria Strangio, la donna uccisa a San Luca, nella Locride, la sera di Natale. Giovanni Strangio, 29 anni, è rimasto ferito a un polpaccio. Ora si trova rinchiuso nella cella di sicurezza del commissariato di Bovalino, mentre gli altri due che erano con lui sono stati identificati.

Lo scontro a fuoco è avvenuto subito dopo i funerali che si sono svolti in forma strettamente privata nella chiesa di S. Nicola a Bovalino, sulla jonica. Strangio era stato notato insieme ad altre due persone mentre si stava allontanando in auto dopo aver assistito alla cerimonia. Era stata proprio la presenza in chiesa dei tre uomini, considerati esponenti della cosca avversa pur avendo lo stesso cognome, a destare i sospetti degli agenti.

Il dirigente li ha seguiti, Strangio è scappato e poi ha mostrato un'arma. E' stato ferito e bloccato.

Ai funerali di Maria Strangio non ha preso parte il marito della donna, Giovanni Luca Nirta, scarcerato lo scorso 21 dicembre e rimasto illeso nella sparatoria nella quale sono invece rimasti feriti il figlioletto di cinque anni e il fratello Francesco. E' possibile che i tre uomini cercassero proprio lui, che da quella sera è irreperibile.


28 Dicembre
Gallico
Punto vendita di Gallico
Una bomba
piazzata
al Doc Market


Una bomba artigianale inesplosa è stata rinvenuta, ieri mattina, davanti alle saracinesce di un esercizio commerciale di Gallico. La criminalità a Reggio Calabria non rispetta nemmeno le festività natalizie, non sono previste tregue.
L'esplicito messaggio di minaccia è stato rinvenuto dall'amministratrice del supermercato, il Doc market di Gallico, solo ieri mattina, nel momento stesso in cui si apprestava ad avviare la nuova giornata lavorativa.
La donna, impaurita dallo strano involucro che era stato abbandonato davanti all'ingresso del negozio, ha avvisato dell'accaduto la centrale operativa dei carabinieri del comando provinciale reggino.
Gli operatori del numero di emergenza "112", hanno avviato il protocollo di sicurezza, allertando i militari del Nucleo operativo e radiomobile in servizio di controllo del territorio e i carabinieri della stazione di Gallico.
Giunto sul posto l'equipaggio del Norm dell'Arma, diretto dal tenente Francesco Rampielli, ha verificato la pericolosità della situazione ed ha provveduto a richiedere l'intervento dei carabinieri del Nucleo artificieri.
Gli specialisti dell'antisabotaggio, con i propri particolari strumenti di lavoro, hanno prelevato l'ordigno e l'hanno messo in sicurezza. Si trattava di una bomba, costruita artigianalmente, contenente circa un chilogrammo di polvere pirica. L'involucro, di forma cilindrica, era custodito all'interno di una busta di plastica di colore nero. All'ordigno era stata attaccata una miccia, a lenta combustione, lunga circa due metri.
Secondo quando verificato dai carabinieri del Nucleo artificieri, la miccia è stata prima accesa e, successivamente, spenta da coloro i quali hanno depositato la bomba artigianale nei pressi del supermercato "Doc market".
Le indagini, sull'intimidazione portata a compimento a Gallico, saranno portate a compimento dai carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Reggio Calabria e dai colleghi della locale stazione, coordinati dal colonnello Antonio Fiano.

Giovanni Verduci


28 Dicembre

Locri

Ancora un ordigno,sindaco nel mirino?

Il sindaco di Locri nel mirino della ‘ndrangheta?Questo farebbe ritenere il ritrovamento , da parte dei Carabinieri della Compagnia di Locri ,di un’ordigno esplosivo all’ingresso di una vecchia casa colonica ubicata tra lo storico corso Garibaldi e via Tevere di proprietà di Francesco Macrì.

Non è la prima volta che il primo cittadino riceve “attenzioni” criminali.

La prima volta successe in primavera quando Macrì aveva esternato le intenzioni di scendere in campo nelle elezioni: diversi colpi di pistola furono esplosi contro il portone della sua abitazione.

Alla vigilia di Natale un altro segnale intimidatorio,anche se per via indiretta: venne incendiato un’autocarro della cooperativa “ jonica Verdure” associata alla cooperativa madre “ fruit” fondata da Macrì.

 Locri-Delitto Fortugno


2006-12-28 18:49
Fortugno: Mastella dispone inchiesta amministrativa a Locri
Per chiarire i motivi dei ritardi nelle indagini

(ANSA) – ROMA, 28 DIC – Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha disposto un'inchiesta amministrativa presso gli uffici giudiziari di Locri. Al capo degli ispettori, gia' incaricato di effettuare accertamenti preliminari, il Guardasigilli ha ora chiesto di verificare quali siano le ragioni dei ritardi nello svolgimento dell'indagine sulle denunce presentate nel 2002 dall'ex vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ucciso il 16 ottobre 2005.

 

29 Dicembre 2006
 
Catanzaro

Calabria: gravi minacce morte a presidente Regione Loiero
Una voce al telefono della presidenza: 'oggi lo uccidiamo'

(ANSA) – CATANZARO, 29 DIC – Gravi minacce di morte sono arrivate al presidente della Regione Calabria Agazio Loiero attraverso telefonate definite 'raggelanti'. Il portavoce del governatore parla infatti di telefonate giunte oggi alla presidenza in cui un uomo con una voce contraffatta e cavernosa, dopo una sequela di parolacce ha detto: 'comunichiamo che oggi uccidiamo Loiero'. E' quindi scattato l'allarme attorno al presidente, poco prima che lasciasse la Calabria per qualche giorno di vacanza all'estero.

30 Dicembre 2006

Cosenza

Carpentiere trovato morto: forse una messinscena

Secondo i parenti e' suicidio, ma Cc non escludono omicidio

(ANSA) – COSENZA, 30 DIC – Un carpentiere, Giuseppe Rimola, di 44 anni, e' stato trovato morto in un fienile a Laino Castello, Cosenza. Rimola apparentemente si sarebbe ucciso ma i Cc non escludono che quella del suicidio potrebbe essere una messinscena. I familiari parlano di suicidio e dicono di averlo trovato impiccato, ma il cadavere presentava una ferita d'arma da fuoco all'addome. Disposta l'autopsia. Rimola, sposato e padre di una figlia, viveva a lavorava a Firenze.

ANSA) – COSENZA, 30 DIC – Minacce di morte sono state rivolte nei confronti del magistrato della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto. Sono state trovate alcune scritte tracciate nel garage dell'abitazione del magistrato, nel centro di Cosenza. Luberto e' uno dei magistrati di punta della Dda di Catanzaro, titolare della pubblica accusa in numerosi processi contro la 'ndrangheta e, in particolare, contro le
cosche della provincia di Cosenza.
  

Anno 2007

2 Gennaio 2007

  1. Rosarno,colpi di pistola contro un’autovettura
    Nel corso della scorsa notte a Rosario ignoti hanno espolso dei colpi di pistola cal. 7,65 contro un’autovettura parcheggiata in via roma.
  2. Rosarno,Spari all’indirizzo di un’esercizio commerciale
    Nella nottata di ieri,durante i festeggiamenti,ignoti hanno esploso aalcuni colpi di fucile cal. 12 danneggiando la vetrina di un negozio di abbigliamento in via Provinciale.

   3.    Pellaro,trovata una bomba nell’ingresso di un negozio
      
Un ordigno rudimentale ma ad alto potenziale e con un innescoelettronico,ha rischiato di trasformare l’ultimo dell’anno in una strage.Il grave episodio è avvenuto a Pellaio,in via Augusta. L’allarme è stato lanciato Domenica mattina da una commessa del negozio di abbigliamento “Milano vende moda”.Sono state necessarie oltre tre ore per disinnescare la bomba che secondo gli inquirenti,è da interpretare in diretta correlazione a richieste di natura estorsiva.

   4.  Sinopoli,scendono in piazza con un’arsenale
Capodanno in piazza tra fucili e pistole Con tanto di conclusione da film.Un San Silvestro all’insegna dell’euforia per i sei giovani di Sinopoli i quali avevano deciso di festeggiare l’ultimo dell’anno sparando all’ ”impazzata” nella piazza del paese.Sono stati arrestati dalla compagnia di Villa San Giovanni

 

 5.   Scilla, fatta saltare una Bmv
Ancora intimidazioni a Scilla. E’ stata fatta esplodere nella notte scorsa nel rione di Chianalea un’autovettura Bmv station-Wagon appartenente a G.P. dipendente comunale.Non sembra dunque aver tregua la striscia di atti intimidatori che da oltre quattro mesi interessano la cittadina della costa viola,nonostante le denunce pubbliche espresse dalla società civile ,nonché dalle istituzioni locali,in occasione di un consiglio comunale aperto alla cittadinanza tenutosi un mese addietro

6. Il 3 gennaio Montepaone Lido si è svegliata con un’altra attività andata in fumo, una pescheria, aperta da poco e subito bruciata.

 04 Gennaio 2007 
 7.(1) San Luca    Nuova vittima faida S. Luca, forse risposta agguato di Natale
(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 4 GEN – Un pastore 59enne con precedenti penali e' stato ucciso in un agguato compiuto da sconosciuti a San Luca, nel Reggino. Bruno Pizzata sarebbe l'ennesima vittima della faida che da anni e' in corso nel comune della Locride e che vede fronteggiarsi le famiglie dei Nirta-Strangio con i Pelle-Vottari. L'omicidio potrebbe essere la reazione all'agguato compiuto nel giorno di Natale nel quale fu uccisa la 33enne Maria Strangio   
  

 

CROTONE/CRIMINALITA': COMMERCIANTI CONSEGNANO CHIAVI A SINDACO

 

 

  (ASCA) – Crotone, 4 gen – Il disagio dei commercianti per i
sempre piu' numerosi episodi di microcriminalita', che si
verificano in citta', e' stato manifestato al Sindaco di
Crotone, Peppino Vallone, da una delegazione degli esercenti,
che,ieri, si e' recata al palazzo comunale consegnando, in
segno di protesta simbolica, le chiavi dei propri negozi.
All'incontro hanno preso parte anche il presidente della
Camera di Commercio, Franco Barretta, e il presidente di
Confcommercio Crotone, Roberto Salerno.
''La scintilla che ha scatenato la protesta – si legge in
una nota dell'ufficio stampa del Comune – e' stata la rapina
compiuta l'altro ieri ai danni di un negozio della
centralissima via 25 aprile''. A conclusione dell'incontro e'
stato stilato un documento, indirizzato alla Prefettura e
firmato dal sindaco Vallone e dai presidenti di Camera di
Commercio e Confcommercio, in cui si chiede la convocazione
di un comitato per l'ordine e la sicurezza per discutere
delle iniziative volte alla tutela dei commercianti.
red/fgl/alf
(Asca)

8.» 2007-01-05 13:06
Scontro a fuoco nel cosentino, feriti due carabinieri
Un maresciallo e un appuntato, non gravi le loro condizioni

(ANSA) – AMANTEA (COSENZA), 5 GEN – Un maresciallo ed un appuntato dei carabinieri sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco avvenuto ad Amantea. Le condizioni dei due carabinieri non sono gravi. La persona che ha sparato contro i due militari e' fuggita e viene ricercata. Sono in corso le indagini per chiarire le modalita' del ferimento dei due carabinieri.


9 . »
2007-01-05 15:55
'Ndrangheta: infiltrazioni in appalti pubblici, tre arresti
In un'inchiesta della Dda in provincia di Reggio Calabria

(ANSA) -,REGGIO CALABRIA 5 GEN- Tre arresti in un'inchiesta della Dda reggina sulle infiltrazioni della cosca Iamonte di Melito Porto Salvo in alcuni lavori pubblici. La Dia ha arrestato in provincia di Reggio Calabria: Domenico Sapone, 41 anni, imprenditore edile, Giuseppe Toscano, 39 anni, commerciante, e Giuseppe Morena, 61 anni, pregiudicato. Sapone e Toscano sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, mentre a Giuseppe Morena viene contestata l'estorsione aggravata dalle modalita' mafiose.


10. Badolato 04 Gennaio 2007
 
Incendiato il capannone di un dirigente comunale
Mentre cinquecento fiaccole sfilavano silenziosamente per le vie di Noverato per dire NO alla violenza della mafia a pochi chilometri di distanza negli stessi istanti,il fuoco distruggeva un’intero capannone.
11. Bagnara,06 Gennaio 2007, colpi di fucile contro autoBagnara Calabra – Intimidazione a colpi d'arma da fuoco ai danni di un operaio. Il gesto criminale si è registrato a Bagnara.
A denunciare il fatto è stata la persona "colpita" dall'intimidazione. Ieri mattina, presso locale stazione carabinieri, S.D., 19 anni, operaio, ha denunciato, che ignoti decorsa notte hanno esploso due colpi arma da fuoco, verosimilmente fucile da caccia, indirizzo propria autovettura Smart city coupè.
L'autovettura presa di mira era stata lasciata in sosta lungo la via Provinciale. 
 

 12.Agguato nel Vibonese: uccise ferocemente due persone mentre raccoglievano ortaggi. I due finiti con un colpo alla testa.

07/01 Due persone, Bonaventura Bagnato, 54 anni, con precedenti penali e un cittadino straniero di nazionalita' bulgara che non e' stato ancora identificato., sono state uccise in un agguato compiuto da sconosciuti a Drapia, nel vibonese. Il duplice omicidio e' avvenuto nei pressi di un casolare nelle campagne della frazione Caria. I due erano nei pressi dell'azienda agricola di Bagnato quando sono stati avvicinati da alcune persone che hanno sparato diversi colpi di pistola. Bagnato e' stato raggiunto in diverse parti del corpo mentre il cittadino straniero e' stato colpito da un solo proiettile. Il cittadino bulgaro lavorava come operaio nell'azienda agricola. Secondo gli investigatori l'obiettivo dei killer era Bonaventura mentre lo straniero e' stato ucciso perche' avrebbe assistito all'omicidio del suo datore di lavoro. Sul luogo del delitto e' giunto anche il procuratore della repubblica di Vibo Valentia. Sul luogo del duplice omicidio sono intervenuti gli agenti della squadra mobile di Vibo Valentia che hanno avviato le indagini.

 

 

 


 13.  09 Gennaio Siderno Colpi di pistola contro il centro radiologico
di Uff. Stampa della città di Siderno

Le serrande del Centro radiologico di Siderno sono state perforate durante la notte da colpi di pistola.

Sull’episodio criminale c’è stata la ferma condanna dell’Attentato da parte del sindaco, degli assessori, dei consiglieri e il presidente del Consiglio comunale, unitamente al vicepresidente del Consiglio provinciale Riccardo Ritorto, i quali si sono riuniti d’urgenza per condannare il turpe atto intimidatorio a colpi di pistola contro la struttura lo Studio di Radiologia di Siderno e per esaminare la situazione di disturbo criminale della operosa vita dalla città negli ultimi tempi. Gli amministratori di Siderno hanno manifestato la propria solidarietà ai titolari e al personale della importante struttura sanitaria privata che rappresenta un centro di eccellenza per l’alta qualità delle prestazioni erogate e per la costante disponibilità dei responsabili dello Studio a venire incontro alle esigenze del territorio.
L’attentato allo Studio di Radiologia risulta offensivo e devastante per la comunità che ad esso guarda con gratitudine. L’Amministrazione comunale giudica necessaria una ferma risposta politica ed istituzionale ai “soliti ignoti” che insidiano la sicurezza collettiva. Per questo il sindaco ha chiesto al presidente Antonio Macrì di convocare d’urgenza una riunione del Consiglio. Nel contempo, gli amministratori hanno rivolto un appello alle forze dell’Ordine ed alla magistratura perché sia proseguita e rafforzata l’azione di contrasto alla criminalità che negli ultimi tempi ha dato risultati confortanti per la comunità.