Calabria: PdCI presenta PDL contro voto della ‘ndrangheta

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(ASCA) – Cosenza, 4 ago – ''Il Gruppo parlamentare della Camera dei Deputati del Partito dei Comunisti Italiani, il 2 Agosto scorso, ha presentato la Proposta di Legge ''Modifiche alla legge 27 dicembre 1956 n.1423, e altre disposizioni in materia di divieto di svolgere propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione''.
La proposta vede quale primo firmatario il deputato calabrese Fernando Pignataro, seguito dal Segretario del Pdci Oliviero Diliberto, dal Capogruppo Sgobio e da tutti e 16 i deputati comunisti''. L'annuncio viene dato, con una nota, dallo stesso On. Pignataro.
''Lo scopo dell'iniziativa – spiega Pignataro – e' quella di rendere ancora piu' incisiva la lotta contro le mafie, contro la criminalita' organizzata, recuperando un vuoto normativo nella direzione di vietare alle persone, che si trovano in regime di sorveglianza speciale, di svolgere propaganda elettorale in favore di ''candidati o simboli''.
''E' evidente – dice il parlamentare del Pdci – che una tale disposizione di legge vuole colpire uno dei nodi cruciali del rapporto tra politica e malaffare, dell'infiltrazione della ''ndrangheta e delle altre mafie nel sistema politico e dei partiti, nelle istituzioni democratiche, determinandone la degenerazione. Insomma, si tende con questa proposta a diminuire, o eliminare del tutto, la capacita' degli affiliati alle ''ndrine o alle cosche di continuare ad esercitare la loro influenza sul terreno politico, a condizionare i candidati e gli eletti, a determinare situazione di favore per i portatori di interessi illeciti, a sottomettere e ricattare le istituzioni e i suoi rappresentanti. L'iniziativa, inoltre ha inteso raccogliere le forti istanze del ''Centro Studi Lazzati'' e del giudice Romano De Grazia e le sollecitazioni appassionate del Movimento dei Ragazzi di Locri''.

Pignataro (PdCI) “Vietare la propaganda elettorale ai sorvegliati speciali”

04/08 "Rendere ancora più incisiva la lotta contro le mafie, contro la criminalità organizzata, recuperando un vuoto normativo nella direzione di vietare alle persone che si trovano in regime di sorveglianza speciale di svolgere propaganda elettorale in favore di 'candidati o simboli'". E' questo l'obiettivo della proposta di legge "Modifiche alla legge 27 dicembre 1956 n.1423, e altre disposizioni in materia di divieto di svolgere propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione" presentata dal gruppo parlamentare della Camera del Pdci, primo firmatario il deputato calabrese Fernando Pignataro, seguito dal segretario del partito Oliviero Diliberto, dal capogruppo Sgobio e da tutti e 16 i deputati comunisti. "E' evidente – ha sostenuto Pignataro in un comunicato – che una tale disposizione di legge vuole colpire uno dei nodi cruciali del rapporto tra politica e malaffare, dell'infiltrazione della 'ndrangheta e delle altre mafie nel sistema politico e dei partiti, nelle istituzioni democratiche, determinandone la degenerazione. Insomma, si tende con questa proposta a diminuire, o eliminare del tutto, la capacita' degli affiliati alle 'ndrine o alle cosche di continuare ad esercitare la loro influenza sul terreno politico, a condizionare i candidati e gli eletti, a determinare situazione di favore per i portatori di interessi illeciti, a sottomettere e ricattare le istituzioni e i suoi rappresentanti''. "L'iniziativa, inoltre – ha aggiunto Pignataro – ha inteso raccogliere le forti istanze del Centro Studi Lazzati e del giudice Romano De Grazia e le sollecitazioni appassionate del Movimento dei Ragazzi di Locri. La battaglia dei Comunisti italiani contro le mafie, con la proposta, si arricchisce di un altro importante tassello. Purtroppo, il Pdci, nella discussione parlamentare dei giorni scorsi sull'istituzione della Commissione antimafia, è stato isolato su un emendamento che voleva impedire l'elezione a componenti della stessa Commissione ai parlamentari inquisiti per mafia e agli avvocati parlamentari difensori delle cosche nei processi di mafia. Alla Camera i voti a favore dell'emendamento sono stati solo 22, tutto il gruppo dei Comunisti Italiani e alcuni deputati che hanno assunto posizioni personali. Per tanti, come si evince, la coerenza è un optional e la battaglia contro la criminalità organizzata si svolge a fasi alterne". "Il Pdci – ha concluso Pignataro – è impegnato a determinare un successo dell'iniziativa parlamentare per consegnare un altro strumento alla magistratura e alle forze dell'ordine per una lotta incisiva alle mafie, nella quale hanno ottenuto in questi anni importanti successi".