Fotografo vibonese a Parigi vicino alla strage «Abbiamo visto il terrore per le strade»

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Raffaele Montepaone racconta in esclusiva al Quotidiano le ore drammatiche che hanno sconvolto il mondo: «Clima surreale, militari in tenuta d’assalto dappertutto, è stato difficile tornare in albergo»

di GIANLUCA PRESTIA

Fotografo vibonese a Parigi vicino alla strage«Abbiamo visto il terrore per le strade»

Il fotografo Raffaele Montepaone ieri a Louvre

VIBO VALENTIA – A Parigi era giunto da poco più di 24 ore. Doveva partecipare ad un concorso di fotografia, la sua grande passione che lo accompagna sin dai primi click. Aveva con sé alcuni dei suoi magnifici scatti, volti di persone segnate dal tempo e dalla fatica. Volti di paura, invece, quelli che ha scorto ieri sera quando nella capitale francese, nella città dell’amore, si è verificato l’attacco terroristico.


Lui, Raffaele Montepaone, noto fotoreporter vibonese, ne parla in esclusiva al Quotidiano del Sud. Racconta che nel momento un cui è avvenuto l’inferno si trovava insieme alla sua compagna Roberta a visitare la maestosa Torre Eiffel, non molto distante dal Bataclan, dov’è avvenuta la strage più grave, e dagli altri obiettivi colpiti dai militanti dell’Isis.

«Ci trovavamo di fronte la Torre – ha detto – e ad un certo punto abbiamo visto transitare numerose auto della polizia a sirene spiegate. Abbiamo capito immediatamente che fosse successo qualcosa, qualcosa di molto grave. Col passare dei minuti ci siamo accorti dell’attacco e che c’erano morti. In città si iniziava a vivere in un clima surreale. Gente che correva tra i lampeggianti della polizia e dei vigili del fuoco. Si leggeva, visibile, nei loro volti la paura, il terrore».

Raffaele, la ragazza ed un gruppo di amici decidono di far rientro in hotel, la Pavillon du Louvre, sulla Rue Moliere, a pochi passi dal famoso museo e, cosa ancor più inquietante, dagli attentati. Devono farlo e in fretta, anche perché è in atto un vero e proprio coprifuoco a seguito dello stato di emergenza emanato dal presidente francese François Hollande. «Ci siamo messi subito in cammino, ma abbiamo capito che sarebbe stato difficile raggiungere l’albergo perché le strade erano bloccate. Non si poteva passare. C’erano sirene ovunque, uomini in tenuta d’assalto che correvano a destra e a manca».

Per ore hanno atteso in strada, scorgendo la paura negli occhi dei francesi. Soltanto all’1 di notte, sono riusciti a tornare in camera. La prima cosa che Raffaele ha fatto è stata quella di tranquillizzare parenti e amici. Poche parole via Facebook: «Stiamo bene non preoccupatevi! Non riuscivamo a tornare in hotel, ma adesso siamo dentro. Fuori c’è un clima surreale».

Oggi era in programma una visita al Louvre. Ma è tutto saltato. I luoghi pubblici sono infatti off limits. La Farnesina italiana invita i connazionali ad evitare gli spostamenti. Anzi, sembra che il ritorno in Italia sia stato anticipato ad oggi, massimo domani. Raffaele e Roberta rientreranno presto, dunque. Doveva essere un fine settimana di festa, di allegria, per loro, si è invece trasformato in weekend di terrore, per tutti.

fonte:Quotidiano