In questo mondo di ladri

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di Barbara Fois – Liberacittadinanza

Dopo Tangentopoli siamo di nuovo davanti a un saccheggio del pubblico denaro senza più freni

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E va bene, lo sapevamo. Da sempre lo sapevamo che i nostri governanti ci derubavano. E che lo facevano ormai senza nemmeno nascondersi, senza uno straccio di residua dignità, di decoro, di senso della misura. Ma la melma che sta uscendo in questi giorni dall’Expo di Milano e dal Mose di Venezia è un fiume in piena senza più argini.

L’altro giorno ho seguito uno special sulla costruzione della autostrada del Sole : in poco più di 7 anni coprirono un percorso enorme: da Milano a Napoli. Un lavoro splendido, fatto in tempi giusti e con risultati che ci portarono come esempio davanti a tutti, in Europa.

Voi pensate che non ci furono bustarelle? Ma sì, è molto probabile che ce ne siano state, ma questo non si ripercosse nei tempi e nei modi e nella qualità dei lavori. In questi 50 anni guardate cosa è successo! Il margine di guadagno per politici e imprese è passato da una piccola percentuale, al costo centrale. Un costo che non lascia margini per coprire le spese dell’opera finanziata.

Voglio dire che se prima chi lucrava sulle opere pubbliche si intascava un 5 o 10% della somma stanziata, adesso la quota “rubata” è arrivata al 90%. E si capisce bene come non restino poi altri soldi per finire l’opera pubblica per cui il denaro è stato stanziato. E’ così che si spiega come mai in 7 anni si fa l’autostrada del sole (circa 760 km) e in circa 40 anni non si riesce a finire l’ampliamento del tratto Salerno-Reggio Calabria (494 km). Infatti quel tratto dell’autostrada, iniziato nel 1966 fu terminato nel 1972. Ma da subito apparve chiaro che non c’entrava niente con una autostrada: si trattava di sole due corsie per senso di marcia. I numerosi incidenti spesso mortali che ne costellavano il percorso, indussero – alla fine degli anni ’80 – il governo a predisporre un adeguamento. Dieci anni dopo nulla era stato fatto: l’Unione Europea nel 1997 ci obbligò a predisporre i lavori, la cui ultimazione era prevista per il 2003, poi rinviata al 2008 e ancora posticipata al 2013. Alla fine del 2013 il governo ha previsto stanziamenti di fondi fino all’anno 2016 e oltre. Si sono già spesi oltre 7 miliardi di euro e se ne prevedono altri 3 per terminare i lavori. Stiamo parlando di MILIARDI di euro, non di lire. E chi pagherà per tutti questi ritardi, chi dovrà tirar fuori altri soldi, per l’ennesima volta e per fare le stesse cose che nessuno ha fatto? Ma soprattutto: nelle tasche di chi sono finiti??

Perché ho voluto parlare specificamente di questa strada? Perché è proprio il simbolo di come vanno le cose in questo paese.

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Duemiladuecento anni fa Catone il censore scriveva “ I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori” . Viene da piangere a pensarci, viene da disperarsi e da perdere ogni speranza che le cose possano cambiare, visto che sono più di duemila anni che si perpetuano nel tempo, al di là dei secoli, degli eventi, dei governi.

Ma noi invece dobbiamo crederci, con tutte le nostre forze e con tutta la nostra determinazione. Dietro all’ANAS, dietro all’EXPO, dietro al MOSE ci sono persone fisiche, non entità astratte. Persone che hanno nomi e cognomi, legami con politici più o meno importanti, con partiti o con lobbies finanziarie, gruppi di poteri occulti o criminalità organizzata. Le persone colpevoli vanno individuate, messe in galera ( e non agli arresti domiciliari , anche perché questi ladri hanno case nelle quali certamente non starebbero male! ) e costrette a restituire il maltolto, con gli interessi. E noi cittadini ci dobbiamo organizzare in class action mirate ad ognuna di queste ruberie. Perché questi schifosi non ci hanno solo derubato, hanno dissestato il paese e rubato il futuro ai nostri figli. Vogliamo ancora restare seduti a piangere in un angolo, o raddrizzare la schiena e riprendere nelle nostre mani i fili del nostro destino? Sta a tutti noi decidere cosa fare e chi essere.

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