«Spese folli» coi rimborsi, 13 politici calabresi indagati dalla procura

Print Friendly

AVVISO DI GARANZIA per sette del centrodestra e sei del centrosinistra

«Spese folli» coi rimborsi, 13 politici
calabresi indagati dalla procura

C’è chi ha comprato i tergicristalli per la propria auto e chi tagliandi del «Gratta e Vinci»

L'assessore ai Trasporti della regione Calabria, Luigi Fedele (Pdl)










L’assessore ai Trasporti della regione Calabria, Luigi Fedele (Pdl)

REGGIO CALABRIA– Ci sono tutti. Rappresentanti del centrodestra (sette) e del centrosinistra (sei). I tredici politici calabresi indagati dalla procura della Repubblica per peculato, falso e truffa, sono stati raggiunti mercoledì da avviso di garanzia e dovranno dimostrare come hanno speso i soldi pubblici forniti ai gruppi sotto forma di rimborsi. L’inchiesta della Guardia di Finanza avrebbe infatti accertato che gran parte dei finanziamenti sarebbero stati utilizzati dai politici regionali per «spese folli».

I VIAGGI – C’è chi con i soldi del gruppo di appartenenza avrebbe acquistato detersivo, cambiato l’olio e sostituito i tergicristalli della propria auto. Altri avrebbero speso il danaro comprando tagliandi del «Gratta e Vinci». Altra ancora hanno utilizzato le somme per far fronte alle tasse personali all’Ufficio delle Entrate o per pagare la spazzatura nel proprio Comune di residenza. Le «spese folli» accertate dalle Fiamme Gialle riguarderebbero comunque anche viaggi nel mondo, mega cene con vini pregiati, ingressi nei Casinò, rilassanti soggiorni in città termali. Qualcuno poi si è arredato il laboratorio di casa con strumenti di falegnameria, altri ancora hanno acquistato materiale elettrico per un rinnovo della propria linea dentro casa.

GLI INDAGATI – Nel mirino della magistratura sono finiti: il neo senatore Giovanni Bilardi, ex capogruppo della «Lista Scopelliti», l’attuale sottosegretario della giunta Alberto Sarra (An), l’assessore regionale ai Lavori pubblici Giuseppe Gentile, quello ai Trasporti Luigi Fedele, entrambi del Pdl, e all’Urbanistica Alfonso Dattolo (Udc). Ma ci sono anche l’ex governatore della Calabria Agazio Loiero (centrosinistra), Giulio Serra, capogruppo di «Insieme per la Calabria», Enzo Ciconte(Autonomia e Diritti), Emilio De Masi(Idv),Giuseppe Bova, ex presidente Pd del Consiglio Regionale(Gruppo Misto),Sandro Principe, attuale capogruppo del Pd, Giampaolo Chiappetta, capogruppo Pdl, e Nino De Gaetano (Pd), ex capogruppo del Prc-Fds. L’inchiesta abbraccia il periodo che va dal 2010 al 2012. In questo arco di tempo ogni gruppo ha gestito 4.462.000 euro ogni anno, sino a dicembre 2012.

IL BUCO DI BILANCIO – La Guardia di Finanza però starebbe anche verificando un buco di bilancio che si aggira attorno ai cinquecentomila euro. L’indagine potrebbe però allargarsi anche ai periodi antecedenti relativi agli anni 2007-2009 e coinvolgere politici non più eletti in Consiglio regionale. La magistratura nei prossimi giorni avvierà gli interrogatori. Davanti al procuratore aggiunto Sferlazza e al sostituto procuratore Matteo Centini, i consiglieri dovranno dimostrare, esibendo scontrini e «pezze d’appoggio» tutte le spese sostenute e magari «giustificare» quelle che nulla a che vedere con l’attività politica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA