Carceri, messaggio alle Camere di Napolitano

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Carceri, messaggio alle Camere di Napolitano

Messaggio del Capo dello Stato alle camere sul sovraffollamento delle carceri. Il Movimento 5 Stelle lo accusa di volere un’amnistia pro-Berlusconi e lui ribatte: “Hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle delle carceri”


 

Il Presidente della Repubblica ha inviato un messaggio a deputati e senatori. L’oggetto del messaggio è la (grave) situazione carceraria italiana. I presidenti dei due rami del Parlamento, Laura Boldrini e Pietro Grasso, si sono accordati per leggere in contemporanea alle 16 nelle aule della Camera e del Senato, il messaggio di Giorgio Napolitano, giù controfirmato dal presidente del Consiglio Enrico Letta.

E’ la prima volta che Napolitano si avvale di questo strumento. Il messaggio alle Camere riveste una rilevanza costituzionale di grande peso: è uno degli atti formali che la Carta consente al Capo dello Stato per esercitare formalmente il proprio potere. Napolitano aveva preannunciato la decisione la scorsa settimana, visitando il carcere diPoggioreale a Napoli.

In quell’occasione aveva puntato il dito sul sovraffollamento degli istituti di pena, tracciando una netta separazione fra questa e le normali condizioni di detenzione, che devono essere rispettose della dignità umana. Napolitano aveva anche preannunciato la richiesta al parlamento di un provvedimento di clemenza.

Napoli cita i freddi numeri, sottolineando che nel 2013 nelle carceri c’erano 64.758 detenuti con una capienza che invece arrivava solo a 47.615 posti. Numeri che parlano da soli. “La drammatica situazione carceraria – scrive il Capo dello Stato – è una questione scottante da affrontare in tempi stretti nella sua più complessiva valenza, a partire dal pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo che con la sentenza dell’8 gennaio 2013 (sentenza pilota Torregiani e altri; Ndr) ha accertato la violazione, da parte dell’Italia, dell’articolo 3 della Convenzione europea che sotto la rubrica ‘proibizione della tortura’ pone il divieto di pene disumane per colpa del sovraffollamento nelle carceri. L’Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti – si legge nel messaggio -. La stringente necessità di cambiare la condizione delle carceri è un imperativo giuridico, politico e morale. Le istituzioni non devono scivolare nell’indifferenza convivendo con una realtà di degrado civile e sofferenza umana”. E prosegue: “Alle violazioni dei diritti umani nelle carceri si aggiungono quelle sulla durata non ragionevole dei processi”.

“Il governo e il Parlamento – prosegue Napolitano – devono fare riforme strutturali al fine di evitare che si rinnovi il fenomeno del sovraffollamento” e questo si traduce “con il mettere mano ad un opera i cui tempi sono maturi, e cioè il rinnovamento
dell’amministrazione della giustizia”.

“Ci sono tante misure che si possono adottare per adempiere alle richieste della Corte di Strasburgo in materia di carceri – prosegue il Capo dello Stato – ma tutte richiedono tempo e poiché l’Italia deve intervenire entro il 28 maggio prossimo è bene valutare rimedi straordinari, come amnistia e indulto. Ritengo perciò necessario intervenire nell’imediato con il ricorso a rimedi straordinario: la prima misura è l’indulto; la seconda è l’amnistia. Fermo restando l’esclusione dall’amnistia dei reati di particolare allarme sociale come la violenza contro donne, non ritengo che il capo dello Stato debba indicare le singole fattispecie da escludere: la perimetrazione dell’amnistia rientra nelle competenze esclusive Parlamento”.

Sono pochi i precedenti di messaggi alle Camere da parte del Quirinale. L’ultimo in ordine di tempo risale al 2001, dodici anni fa. Fu firmato da Carlo Azeglio Ciampi, e aveva come argomento la necessità di garantire maggior equilibrio nel sistema dell’informazione e della comunicazione in Italia.

Cancellieri: un alleggerimento è fondamentale

“C’è ampia condivisione del messaggio del Presidente Napolitano che ha toccato temi molto, molto seri che hanno bisogno di una risposta”. Così il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, dopo la lettura del messaggio del capo dello Stato alle Camere. “Stiamo lavorando a una vera riforma carceraria, questo alleggerimento è quello che manca”.

Letta: il governo farà di tutto per recepire le indicazioni del Colle

“Per quanto di sua competenza, nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento come richiamate dallo stesso presidente della Repubblica, il governo continuerà a fare di tutto per recepire indicazioni e sollecitazioni giunte dal capo dello Stato”. È l’impegno preso rispetto all’emergenza carceri dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, alla luce del messaggio alle Camere di Napolitano.

 “Il messaggio alle Camere del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano sulla questione carceraria è
ineccepibile. Il capo dello Stato centra una delle vere emergenze del nostro Paese. Se è vero che il grado di civiltà di una nazione si misura dal livello delle proprie prigioni, l’attuale situazione mortifica la dignità dei detenuti e, con loro, dell’Italia intera. Le parole di Napolitano, che interpretano al meglio il dettato e lo spirito della Costituzione, indicano la strada per riscattarci”.

Botta e risposta Napolitano-M5S. Il Colle: “Se ne fregano dei problemi della gente”

Quelli che, come i grillini, mi accusano di volere un’amnistia pro-Berlusconi sono persone “che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quella delle carceri. Non ho altro da aggiungere”. Napolitano lo ha detto, alzando il tono della voce, rispondendo da Cracovia a una domanda sulle perplessità sollevate dal Movimento 5 Stelle dopo la lettura del suo messaggio alle Camere. A stretto giro di posta arriva la replica dei grillini: “È lui che se ne frega delle opposizioni”, tuona il deputato M5S e vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. “Da arbitro è sceso in campo ed oggi ha finalmente indossato la fascia di capitano delle larghe intese. Quando mi spiegherete a cosa è servito l’indulto di Prodi nel 2006, allora potremo parlarne”.

fonte: il Giornale.it