Operazione contro la ‘ndrangheta 37 arresti tra Locride e Como

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Operazione contro la ‘ndrangheta 37 arresti tra Locride e Como

Nel mirino delle cosche gli appalti sul Lario

La lista dei reati contestati è lunghissima e va dall’estorsione all’illecita concorrenza negli appalti pubblici, dalla truffa all’esercizio abusivo del credito, fino all’intestazione fittizia di beni, il tutto con l’aggravante delle modalita’ mafiose e della transnazionalita’

Operazione "Saggezza" contro la 'ndrangheta

Operazione “Saggezza” contro la ‘ndrangheta

Como, 13 novembre  2012 – Maxi operazione contro la ‘ndragheta. Sono scattati 39 arresti tra la Locride e Como. La lista dei reati contestati è lunghissima e va dall’estorsione all’illecita concorrenza negli appalti pubblici, dalla truffa all’esercizio abusivo del credito, fino all’intestazione fittizia di beni, il tutto con l’aggravante delle modalita’ mafiose e della transnazionalita’.

“L’operazione che ha sgominato una organizzazione della ‘ndrangheta a Como rileva il pernicioso addentellato che questa organizzazione criminale aveva attuato nel Lario’’. Lo afferma il senatore della Lega Nord, Armando Valli componente della Commissione Antimafia circa l’operazione dei carabinieri di Reggio Calabria.
‘’La ‘ndrangheta – aggiunge – era da un po’ di tempo che aveva messo gli occhi su varie realta’ economiche lariane e su alcuni appalti – ribadisce il senatore comasco della Lega – e molti erano gli imprenditori e amministratori preoccupati. Ora speriamo si vada fino in fondo ad estirpare questo cancro che distrugge il tessuto economico e sociale. Un plauso dunque all’ Arma dei Carabinieri e alla Dda di Reggio Calabria’’

L’inchiesta della Dda di Reggio Calabria conferma l’organizzazione unitaria e verticistica della ‘ndrangheta e i suoi interessi anche in Australia, Canada e Sudamerica. Ma fa emergere anche una novita’: per difendersi dagli attacchi della giustizia le cosche avevano creato un direttorio con il compito di preservare e trasmettere i valori della criminalita’ reggina.

Nei 5 anni di indagine è emerso che è stato condizionato il voto per l’elezione del presidente della comunita’ montana “Aspromonte orientale” e praticato il controllo, diretto o indiretto, di imprese edili e movimento terra oltre al controllo del taglio boschivo tanto che in questo settore sono state sequestrate 4 imprese che valgono 1 milione di euro. L’operazione, denominata “Saggezza”, ha consentito di documentare gli organigrammi e le attivita’ illecite oltre all’esistenza e l’operativita’ di cinque “locali”.

I Carabinieri hanno individuato il circuito di interessi economici e societari riferibili agli indagati, le attività economiche attraverso le quali conseguivano profitti illeciti, acclarando ipotesi di condizionamento degli appalti pubblici mediante atti di concorrenza sleale oltre che la diffusa pratica dell’usura e l’esercizio abusivo dell’attivita’ di credito.