Infiltrazioni ‘ndrangheta in Piemonte, 22 arresti

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Infiltrazioni ‘ndrangheta in Piemonte, 22 arresti

Operazione scattata dopo ferimento di 4 pregiudicati

 Il Procuratore Giancarlo Caselli

Una maxi-operazione dei carabinieri contro la ‘Ndrangheta è in corso tra il Piemonte e la Calabria: 22 le ordinanze di custodia cautelare eseguite, su ordine del gip di Torino. I carabinieri stanno anche facendo 40 perquisizioni e sequestri di beni. Le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri di Torino riguardano affiliati alla ‘ndrangheta ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, estorsione, ricettazione e altro. Ad alcuni degli arrestati sono stati sequestrati beni mobili e immobili del valore stimato di diversi milioni di euro.


L’operazione condotta dai carabinieri, denominata ‘Colpo di coda’, riguarda le presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nella zona di Chivasso (Torino), dove di recente quattro pregiudicati sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco. In alcuni passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare – spiccata dal gip Giuseppe Salerno su richiesta del procuratore aggiunto Sandro Ausiello e dei suoi sostituti Roberto Sparagna e Monica Abbatecola – sono riportati rapporti tra una locale cellula della ‘ndrangheta e il mondo politico della zona. L’anno scorso in Provincia di Torino furono arrestate 146 persone per concorso in associazione mafiosa nella cosiddetta operazione ‘Minotauro’. Successivamente furono sciolte per infiltrazioni mafiose le amministrazioni comunali di Leini, il cui ex sindaco Nevio Coral era tra gli arrestati, e Rivarolo Canavese. Il processo di primo grado, avvenuto con rito abbreviato, si è concluso con 58 condanne e 14 assoluzioni. Per altre 75 persone è in corso il dibattimento con rito ordinario.

GIP, CONDIZIONATE ELEZIONI COMUNALI CHIVASSO  – “La ‘ndrangheta ha determinato l’esito delle elezioni comunali di Chivasso nel 2011”: lo scrive il gip Giuseppe Salerno, del tribunale di Torino, nell’ordinanza di custodia cautelare che oggi ha portato all’arresto di 22 persone. Secondo le indagini dei carabinieri, l’organizzazione criminale ha contribuito alla elezione del sindaco, Gianni De Mori, del Pd, dimissionario lo scorso gennaio, il quale comunque non figura tra gli indagati. Secondo il gip, l’organizzazione ha consentito “l’elezione di un sindaco – si legge nell’ordinanza – che assicurasse al sodalizio criminale non solo appalti e commesse pubbliche, ma anche di entrare ‘fisicamente’ nella giunta e di ampliare il proprio giro di affari e di influenze nelle attività economiche direttamente (o indirettamente) gestite e ciò con l’avallo delle istituzione anche sopracomunali o con il connivente silenzio di non penale rilevanza ma di certa censura”. Alle comunali di Chivasso (Torino) la ‘ndrangheta avrebbe appoggiato la candidatura di Massimo Striglia (Udc) al primo turno. Al ballottaggio si affrontarono Gianni De Mori (Pd) e Bruno Matola (Pdl). La proposta di sostegno venne fatta a entrambi, ma il Pdl, tramite il senatore Andrea Fluttero, rifiuto’ per ragioni di opportunità politica, mentre De Mori accettò e vinse. L’Udc però non ottenne l’assessore che era stato promesso e, sempre secondo le indagini, la ragione fu la prudenza: proprio in quel periodo, infatti, era scattata l’operazione “Minotauro”, un’operazione contro la ‘ndrangheta che aveva portato a 146 arresti.

CASELLI, NON E’ ANCORA FINITA… – “L’operazione si chiama ‘colpo di coda’, ma questo non significa che tutto sia finito …”. Così oggi Gian Carlo Caselli, procuratore a Torino, ha commentato il blitz dei Carabinieri contro la ‘ndrangheta in Piemonte che ha portato a 22 arresti. “Il nostro percorso – ha aggiunto il colonnello Roberto Massi, comandante provinciale dell’Arma – continua ancora. In termini di controllo del territorio, di attività di prevenzione e, come la notte scorsa, di intervento. Non è finita qui”. “Colpo di coda” è uno sviluppo dell’operazione Minotauro dell’estate del 2011 che, ha sottolineato il colonnello, “hà evidenziato la capacità dello Stato di rispondere alla silente infiltrazione della ‘ndrangheta”.