‘Ndrangheta. ‘Stangata’ alla Cosca Commisso di Siderno. Sequestrati dalla Polizia di Stato beni per 150 milioni di Euro.

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‘Ndrangheta. ‘Stangata’ alla Cosca Commisso di Siderno. Sequestrati dalla Polizia di Stato beni per 150 milioni di Euro.

Due aziende operanti nel settore edile attive in tutta Italia, 21 societa’ e un centinaio tra terreni, immobili e ville: e’ il patrimonio sequestrato dalla polizia a otto persone ritenute legate alla cosca Commisso di Siderno. Coinvolto anche  imputato del processo “Crimine”.




 

Nella foto da sx: Il Vice Questore Aggiunto Dott. Stefano Dodaro Dirigente il Commissariato di P.S di Siderno, il Questore di Reggio Calabria, Dott. Carmelo Casabona, il Dirigente della Divisione Anticrimine, Dott. Gennaro Semeraro e il suo Vice Dott. Enrico Palermo.

 

Reggio Calabria 25 ottobre 2011. I personaggi di maggior rilievo tra coloro ai quali e’ stato notificato il provvedimento, secondo gli investigatori, sono Riccardo Rumbo e Antonio Galea, entrambi di 49 anni. I due, secondo l’accusa, sarebbero a capo di una cosca satellite di quella dei Commisso, la Rumbo-Galea-Figliomeni, alla quale la ‘ndrina madre concede una certa autonomia, pur rimanendo uno stretto legame. Galea, in particolare, e’ stato arrestato dalla polizia nel marzo scorso dopo alcuni mesi di latitanza essendo sfuggito all’operazione Crimine, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e da quella di Milano nel luglio 2010 con l’arresto di oltre 300 persone, e successivamente all’operazione ‘Bene comune’, portata a termine nel dicembre scorso contro i presunti affiliati alla cosca Commisso.

Proprio ieri, il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, nella sua requisitoria nel processo abbreviato per l’inchiesta Crimine, ha chiesto la condanna di Galea a 16 anni di reclusione. Le due aziende edili sequestrate da personale del Commissariato della Polizia di Siderno e della Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria, la Kollmax e la Meridionale Intonaci, pur non avendo cambiato proprieta’, secondo gli investigatori avrebbero fatto capo alla cosca Commisso. Gia’ nel novembre scorso, i Commisso erano stati colpiti da un sequestro da 200 milioni di euro.

Antonio Galea

In quella occasione fu sequestrato il centro commerciale ”I Portici” all’interno del quale c’e’ una lavanderia, di proprieta’ di Giuseppe Commisso, soprannominato ”u mastro”, indicato come il capo della cosca, dove si svolgevano le riunioni in cui si decidevano le strategie del gruppo criminale.

Al tavolo della Conferenza Stampa, presso la Questura, per illustrare nei dettagli l’operazione, il Questore di Reggio Calabria, Dott. Carmelo Casabona, il Dirigente della Divisione Anticrimine, Dott. Gennaro Semeraro, il suo Vice Dott. Enrico Palermo e il Vice Questore Aggiunto Stefano Dodaro Dirigente il Commissariato di P.S di Siderno.

Nel corso della stessa, il Questore Casabona, ha più volte sottolineato, l’importanza che assume, nel combattere attivamente e in modo costante,la criminalità organizzata, la possibilità di ‘toccare’ il cuore della ‘Ndrangheta, attraverso l’efficace strumento del sequestro dei loro beni, derivanti da azioni criminose.

Riccardo Rumbo

Nella mattinata di oggi, 25 ottobre 2011,  personale del Commissariato P.S. di Siderno, unitamente a quello della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, ha eseguito il decreto di sequestro 241/2011 R.G.M.P. e 35/11 Provv. Seq., emesso, in data 18.10. 2011, dal Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, Dr. Vincenzo GIGLIO, nei confronti dei sottonotati soggetti :

RUMBO Riccardo, nato a Siderno (RC) nel 1962, ivi residente;
GATTUSO Riccardo
, nato a Reggio Calabria nel 1970, residente Siderno;
PELLEGRINO Massimo
, nato a Siderno (RC) nel 1973,   ivi residente;
GALEA Antonio
, nato a Siderno (RC) nel 1962, ivi residente;
NAPOLI Giuseppe
, nato a Siderno (RC) nel 1969, ivi residente;
PROCHILO Domenico
, nato a Locri (RC) nel 1969, ivi residente;
COMMISSO Vincenzo
, nato a Siderno (RC) nel 1936, ivi residente;
DE LEO Cosimo
, nato a Siderno nel 1962, ivi residente.

Il provvedimento in argomento trae origine da una proposta  patrimoniale presentata, in data 4 ottobre u.s.,  dal Questore di Reggio Calabria, Dr. Carmelo CASABONA, a conclusione di un’intensa indagine patrimoniale, esperita dalla Divisione Anticrimine di Reggio Calabria e dal Commissariato di P.S. di Siderno.

I predetti, arrestati nell’ambito dell’ operazione di polizia  denominata  “Bene Comune-Recupero”,  avevano costituito, in Siderno,  la ndrina  “RUMBO- GALEA – FIGLIOMENI, strettamente collegata al potente sodalizio mafioso dei “COMMISSO”, dedita prevalentemente alla perpetrazione di estorsioni, al traffico di sostanze stupefacenti ed  al riciclaggio di denaro provento di attività illecite.

L’operazione in argomento, eseguita dalla locale Squadra Mobile, in data 14 dicembre 2010, e coordinata dal Procuratore della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria Dr. Giuseppe PIGNATONE , aveva consentito di trarre in arresto 53 soggetti appartenenti alla cosca Commisso di Siderno.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili di appartenere ad una associazione a delinquere di tipo mafioso, operante nel territorio ricadente nel comune di Siderno e zone limitrofe, nonché oltre i confini nazionali, specificatamente in Canada nella città di Toronto, organizzata in diversi gruppi criminali tra loro collegati e finalizzata al controllo mafioso del territorio ed alla commissione di una serie di delitti tra cui estorsioni, delitti contro la persona, intestazione fittizia di attività economiche a prestanome, riciclaggio, traffico di sostanze stupefacenti.

L’indagine ha permesso di accertare l’esistenza a Siderno di una società di ‘ndrangheta composta da diverse ‘ndrine tra loro collegate, dipendenti, comunque, sempre dalla famiglia Commisso.

In particolare la suddetta attività investigativa aveva evidenziato che i proposti, in virtù della loro appartenenza al sodalizio mafioso, erano riusciti, con il profitto derivante dalla gestione delle numerose attività illecite del clan ed avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo, ad accumulare  un ingente capitale che reinvestivano nell’acquisto di società, aziende, beni immobili ed altro,  intestati,  al fine di eludere la normativa antimafia, ai propri familiari o a soggetti terzi.

Il Tribunale – Sez. Mis. Prev. di Reggio Calabria – accogliendo le risultanze investigative, ha emesso il provvedimento di sequestro beni nei confronti di numerose società, aziende, immobili ( appartamenti e terreni), conti correnti ed altro  rientranti nella disponibilità dei proposti.

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