Operazione ”Cinque stelle”: sequestrato il lussuoso ”Parco dei Principi” di Roccella Ionica

Print Friendly

Operazione ”Cinque stelle”: sequestrato il lussuoso

”Parco dei Principi” di Roccella Ionica


Riciclaggio e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, con l’aggravante mafiosa prevista dalla legge 203/1991.

Questi i reati contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Cinque stelle”, condotta da Guardia di Finanza e Carabinieri: Fiamme Gialle e militari dell’Arma hanno infatti posto sotto sequestro il lussuoso hotel “Parco dei Principi”, ubicato a Roccella Ionica, nonché l’intero patrimonio aziendale della “Coninvest S.r.l.”, società proprietaria della struttura.

Tutto per un totale di undici milioni di euro. Il “Parco dei Principi”, infatti, è valutato ben dieci milioni di euro: “Possiamo parlare di una sottovalutazione” dicono gli investigatori. Il restante milione è rappresentato dalle quote sociali della Coninvest, che sarebbe stata lo strumento della truffa in danno del “Patto territoriale della Locride”, che ha concesso un contributo pubblico di quasi quattro milioni di euro per la realizzazione del progetto. Dei dieci miliardi di vecchie lire, necessarie per la costruzione della struttura, infatti, ben sette furono concessi da contributi pubblici: i resti tre, che sarebbero dovuti essere impiegati dai privati, peraltro, non sono mai arrivati.

L’hotel “di grande impatto visivo”, dicono gli investigatori, sarebbe dunque nella disponibilità delle cosche Aquino e Coluccio. Il provvedimento di sequestro, disposto dal Gip di Reggio Calabria, Kate Tassone, arriverebbe, dunque, ad arginare le attività delle due ‘ndrine della Locride. Secondo le indagini, svolte dai sostituti della Dda Antonio De Bernardo e Sara Ombra, con il coordinamento del procuratore aggiunto Nicola Gratteri, la famiglia Condino, i cui membri sono indagati nel procedimento, sarebbe legata agli Aquino e ai Coluccio. I Condino, peraltro, risultano imparentati con i Coluccio e i loro rapporti intensi con i membri della cosca emergerebbero anche da un’altra indagine, denominata “Solare”.

Gli indagati sono i fratelli Francesco, Vincenzo, Antonio e Domenico Condino, e Bruno Verdiglione.

Nel corso dell’operazione “Cinque stelle”, i militari dell’Arma hanno anche rinvenuto, perquisendo l’abitazione di Bruno Verdiglione, amministratore della Coninvest, un’autovettura di prestigio.


{youtube}idzOOxQSZ8Y&feature=player_embedded{/youtube}