Cronache da Siderno: imbarazzante coincidenza

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Cronache da Siderno: imbarazzante coincidenza

pubblicata da Paola Bottero il giorno mercoledì 15 dicembre 2010 alle ore 18.25

Imbarazzante. Ha ragione l’ex sindaco di Siderno, piccolo centro della Locride che oggi torna agli onori della cronaca, cinque anni dopo l’incomprensibile assassinio “a freddo” di un giovane imprenditore locale, perché l’ex primo cittadino sarebbe un “Santista”, un primo “fiore” della Società Maggiore, vertice della ‘ndrangheta locale.

 

Imbarazzante. Ha ragione Alessandro Figliomeni, uomo azzurro, nato e cresciuto in Forza Italia, che l’ha portato sul massimo scranno sidernese, transitato in corsa con l’Mpa e candidato trombato alle ultime regionali, al fianco dell’uscente e sconfitto Agazio Loiero.

Imbarazzante la sua spiegazione circa la scelta che ha indotto il Comune di Siderno, poco più di tre anni fa, a non costituirsi parte civile nel processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta, “sparato” con la lupara la notte del 24 maggio 2005. “Perché siamo sul territorio e conosciamo bene il territorio e siamo sicuri che porteremo l’amministrazione dentro una situazione estremamente imbarazzante”.

Imbarazzante.

Imbarazzante come le sue intercettazioni. Imbarazzante come le sue “esternazioni” con le migliori declinazioni del noi: “noi siamo un’amministrazione che non si fattura la giacca da questa antimafia da strapazzo, parolaia e inconcludente, che ci ha riempito le scatole e che non risolve niente, questo voglio che voi sappiate, siamo gente che ragiona”.

Imbarazzante come la coincidenza che nello stesso giorno in cui l’ex sindaco Figliomeni viene arrestato con altri 52 imputati, nell’ambito di un’operazione congiunta dal nome simbolico “Recupero”, il lungo processo Congiusta registra la fine del dibattito e la comunicazione di Tommaso Costa, presunto organizzatore ed esecutore materiale dell’omicidio, di voler rinunciare alla lettura della sentenza.

«Le coincidenze sono le cicatrici del destino» scrive Carlos Ruiz Zafón. Cicatrici oggi chiuse in camera di consiglio, in attesa delle prossime ore o dei prossimi giorni per diventare condanna. O assoluzione. Cicatrici che continuano e continueranno a sanguinare indipendentemente da chi sta al di qua o al di là delle sbarre.

Alcune cose le sappiamo da sempre. Le ripetiamo da sempre. In nome di quello ius sanguinis che dovremmo smettere di accettare.

Altre le scopriamo poco per volta, inorridendo perché la fantasia è sempre più arida della realtà.

Ma attendere la lettura del Presidente Bruno Muscolo alla luce delle coincidenze di ieri non è più imbarazzante. Fa sperare che le cose possano cambiare davvero.

Fa sperare che ‘ndranghetown, la criminalità organizzata spalmata su ogni città, su ogni potere, possa essere solo una paura, un racconto fantastico e improbabile. Purché il destino decida di smetterla di sanguinare.