LEGATA ED IMBAVAGLIATA MUORE -REAZIONI OLIVO E TASSONE- ESTERNAZIONI UCCEO GORETTI

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CATANZARO: LEGATA E IMBAVAGLIATA DAI LADRI. ANTONIA CRITELLI MUORE IN CASA DOPO RAPINA


RAPINA MORTALE NELLA CITTA’ DEI TRE COLLI



Antonia Critelli, 80 anni, è deceduti in seguito a una rapina compiuta nella sua abitazione a Catanzaro.

La donna è stata trovata esanime lunedì mattina dal figlio: era distesa sul letto, imbavagliata e con le mani e le gambe legate..

CATANZAROAntonia Critelli, 80 anni, è deceduti in seguito a una rapina compiuta nella sua abitazione in viale Pio X a Catanzaro. Sul letto la scientifica ha rilevato la presenza di tracce ematiche.
Al momento non è stato ancora accertato se la donna sia morta soffocata o per un malore.

I banditi sono probabilmente entrati nell’appartamento sfondando il vetro della finestra di un balcone, dopo essere stati ‘traghettati’ sino al sesto piano grazie a un’impalcatura per lavori di ristrutturazione in corso alla facciata. Secondo una prima ricostruzione della polizia, i banditi hanno prima aggredito e immobilizzato l’anziana e poi rubato del denaro.
Nessuno degli inquilini del palazzo si è accorto di niente.
Al momento non è stato possibile stabilire quando l’irruzione è avvenuta.

by CalabriaIndipendente

 

Le reazioni

Il grido del sindaco Olivo:«Adesso vogliamo risposte»

«Adesso dal ministero dell’Interno vogliamo risposte: in altre realtà c’è un intervento significativo, qui invece non si vede mai nulla».
È scosso, ma non scoraggiato, il sindaco Rosario Olivo. Ha appena finito di abbracciare Pietro Tassone, il presidente della Confcommercio figlio di Antonia Critelli, la signora rimasta uccisa nella sua casa durante un tentativo di rapina.Amici, e amici di quartiere, perché Olivo abita da queste parti e infatti si è immediatamente fiondato sul posto con gli assessori Granato e Marcucci. «È un episodio – afferma ancora il sindaco di Catanzaro – che desta allarme sociale.Ne avevamo discusso in Consiglio in un’apposita seduta. Poi io conoscevo la signora anche perché abito a due passi dal luogo della tragedia.Una donna stupenda, dedita al lavoro e alla famiglia da una vita e la cosa ci colpisce profondamente. Siamo vicini alla famiglia in modo totale ».

L’ora del dolore, infinito, ma anche dell’amarezza.Perché l’amministrazione da lui guidata ha messo in campo una serie di iniziative sulla sicurezza nel capoluogo ma ancora non è arrivata nessuna risposta da parte del Viminale.Quella risposta che Olivo adesso pretende: «Farò immediatamente ulteriori passi con il ministero dell’Interno, perché il ministero dell’Interno deve essere coerente con quanto annuncia:parla di poliziotto di prossimità ma non ci mette in condizione di avere un più ferreo controllo del territorio. Sono certo che si farà luce immediatamente su un episodio – quello che ha coinvolto la signora Critelli – i cui contorni sono abbastanza delineati.

Si tratta di una rapina, un delitto efferato.

Il quadro è quello di un clima che è generale. Tutte le città presentano episodi spesso di inaudita violenza. Le forze dell’ordine sono vigili; noi abbiamo richiesto interventi urgenti e faremo la nostra parte. In settimana insedieremo la commissione per l’assunzione dei vigili urbani, riconosciuti dopo anni di difficoltà:abbiamo richiesto insieme alla polizia alcuni nuclei del distaccamento del reparto mobile di Reggio Calabria.

Poi stiamo facendo pressione– ricorda ancora il sindaco di Catanzaro – affinché il Pon sicurezza predisposto dal Comune d’intesa con la Prefettura sia velocizzato nellasua approvazione. A questo punto da Roma pretendiamo per Catanzaro la stessa attenzione di altre città».

Il sindaco intende «rassicurare la cittadinanza che nulla sarà trascurato per rafforzare le condizioni di sicurezza in una città che ha una grande tradizione di civiltà e di convivenza civile». Ieri mattina il primo cittadino aveva un appuntamento con il figlio della signora Antonia, Pietro Tassone: dovevano firmare un protocollo d’intesa per la Galleria Mancuso, acquisita da poco al patrimonio comunale, che è ovviamenteslittato. E nel pomeriggio una seduta di Consiglio comunale: l’idea di rinviarlo è durata un attimo, poi la decisione di tenere ugualmente la seduta, perché – conclude Olivo – «riteniamo sia giusto dare il segnale che non ci pieghiamo, che andiamo avanti con la determinazione che ci ha finora caratterizzato».

Antonio Cantisani

Tassone interpella il ministro Maroni

 Interpellanza a Maroni, e interpellanza urgente, per sapere «quali iniziative il governo e il ministero dell’Interno intendono intraprendere per affrontare l’emergenza sicurezza a Catanzaro». L’interpellanza l’ha presentata il componente della commissione parlamentare antimafia e vicesegretario nazionale dell’Udc Mario Tassone ed è stata calendarizzata per la seduta della Camera in programma giovedì. Nella sua interpellanza, che parte dal delitto della signora Critelli per tornare ad altri gravi fatti che hanno funestato di recente il capoluogo di regione,Tassone denuncia in particolare «i sintomi di decadenza e lacerazione sociale che la città sente in misura maggiore vista anche la preoccupante situazione economica del territorio. Non lasciamo che la storia e la cultura della nostra terra vengano affidate all’oblio. Occorrono più risorse per garantire la sicurezza e per potenziare il commissariato di Catanzaro Lido, il servizio mobile e una presenza adeguata delle forze dell’ordine, che stanno facendo – scrive il componente dellacommissione parlamentare antimafia – alla Camera il componente dell’Antimafia – tutto il possibile, sebbene in alcuni settori si avverte la necessità di un maggiore coordinamento e di una migliore razionalizzazione e ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane». Sulla base di queste considerazioni, Tassone nell’interpellanza chiederà al ministro Maroni e al governo «quali iniziative si intendono assumere per fronteggiare l’emergenza criminale nella città capoluogo». (ant. cant.) 

Il questore di Catanzaro:

"E' stata una rapina, non un omicidio volontario. Questo è indubbio anche dai primi sopralluoghi della scientifica".

 

Esternazioni di ucceo goretti

(nel massimo rispetto del pensiero altrui). 

Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole parole tra noi… cantava Mina in una famosa canzone.
E’ certamente vero quanto affermato dal Questore di Catanzaro: è stata una rapina non un omicidio volontario.
Si è stata una rapina, ma un essere umano ha perso la vita, e se la rapina non ci fosse stata, la povera Antonia sarebbe ancora tra i suoi cari.

Mi voglio porre un interrogativo, non dal punto di vista giuridico ma di quello etico:
Esiste realmente una differenza tra chi uccide provocando una morte e chi nel compiere un reato, sempre una morte procura?
Secondo me, non vi è alcuna differenza, e la pena, dovrebbe essere uguale oltre che certa. 

Il Sindaco Olivo e l’on.Tassone si appellano al Ministro Maroni affinché …bla…bla…bla ci faccia sapere con un altro bla…bla…bla…quali iniziative intende assumere per fronteggiare l’emergenza criminale nel capoluogo.
Devo ammettere che, non essendo un politico, e tantomeno attento, mi ero sbagliato nel pensare che il problema della criminalità, fosse dell’intera Regione se non addirittura della nazione e se non addirittura dell’Europa.
Nel passato, un altro politico ci disse, che non si trattava di “problema emergenziale” ma di un “problema strutturale” e come tale andava affrontato.
Insomma, emergenziale o strutturale il problema è uno, che non si vuole risolvere e ci si gira intorno da decenni. 

Proviamo a vedere cosa succederebbe se il ministro Maroni decidesse di prendere dei provvedimenti (facile a dire) ed inviare più uomini per potenziare il Commissariato di Catanzaro (difficile a fare). Gli uomini inviati si metterebbero al lavoro, prenderebbero rapinatori, assassini, stupratori, ladri, clandestini ecc.ecc., li sbatterebbero in galera, seguirebbe un processo che li condanna ad un certo numero di anni (virtuali).
Ma tutto questo, ha un costo per mezzi ed uomini da impiegare ed il Ministro non ha né i mezzi né gli uomini, salvo spostarne qualcuno da una caserma all’altra.
E’ come una coperta piccola che deve coprire più persone, ognuno la tira scoprendo l’altro.  Sarebbe poi un costo altissimo se rapportato ai dubbi benefici che dall’operazione ne potrebbe derivare, se alla base, non si pone un qualcosa che funga da deterrente.

Domanda?

Ma gli anni virtuali sono un deterrente?

Un ergastolo corrispondente a 17 anni per chi uccide è un deterrente?

Sono poco erudito per rispondere però, forse, saprei cosa potrebbe essere un forte deterrente e per giunta a costo zero.

Per chiederlo dobbiamo però cambiare Ministro, non abbiamo bisogno di Maroni, per ora, ma di Alfano.

Cosa chiedere?

Un semplice Decreto Legge che preveda la”certezza dell’espiazione della pena” come mezzo di educazione sociale.

Senza di questo, tutto il resto è …bla…bla…bla.

 

ucceo goretti

 

La certezza della pena, che chiedono anche i signori della foto,  è un’operazione a costo zero.