LA ‘NDRANGHETA E’ PIU’ VIVA CHE MAI-LEGGI LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA

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'Ndrangheta, l'Antimafia: «È più viva che mai»

 articolo tratto da l'unità.it

Massimo Solani

"Il contagio delle ‘ndrine da Limbadi e Rosarno all´Australia. Da San Luca a Duisburg. Molecole criminali che schizzano, si diffondono e si riproducono nel mondo. Una mafia liquida, che si infiltra dappertutto, riproducendo, in luoghi lontanissimi da quelli in cui è nata, il medesimo antico, elementare ed efficace modello organizzativo". E´ una fotografia viva e spietata la relazione della Commissione parlamentare Antimafia approvata martedì e trasmessa alle Camere: un affresco dettagliato di quello che è la ‘Ndrangheta, con la sua tradizione di riti arcaici e brutali abbinata alla modernità globalizzata delle holding economiche.

Un´azienda moderna e strutturata, capace di infiltrarsi in ogni aspetto della vita pubblica: dagli appalti alla sanità, dal traffico internazionale degli stupefacenti (le cosche calabresi siedono fianco a fianco coi grandi cartelli sudamericani e "muovono" tonnellate di roba in giro per l´Europa) al riciclaggio del denaro sporco dietro le facciate pulite di ristoranti e imprese edili. «Alla maniera di Al Qaida – si legge nella relazione – con un´analoga struttura tentacolare priva di una direzione strategica, ma caratterizzata da una sorta di intelligenza organica, di una vitalità che è quella delle neoplasie, e munita di una ragione sociale di enorme, temibile affidabilità». E per questo oggi la ‘ndrangheta è diventata «l´organizzazione più moderna, la più potente sul piano del traffico di cocaina, la più stabilmente radicata nelle regioni del centro e del nord Italia oltre che in numerosi paesi stranieri».

Un´organizzazione capace di fare affari con la politica e col mondo dell´imprenditoria. Di dettare leggi, condizionare elezioni e stabilire i prezzi degli appalti. Dai lavori per la realizzazione della "Salerno-Reggio Calabria" agli appalti delle Asl Calabresi. Perché è la Sanità il nuovo grande affare, insieme alla spartizione dei finanziamenti europei. «La sanità – è scritto nella relazione – è il buco nero della Calabria, il segno più evidente del degrado, la metafora dello scambio politico-mafioso e del disprezzo delle persone e del valore della vita». «La forza della ‘Ndrangheta – si legge nel documento della Commissione di palazzo San Macuto – è l´altra faccia della debolezza della politica. Ma le ragioni di questa non possono essere cercate fuori da sé. La debolezza è l´elemento centrale di un sistema clientelare di potere che per riprodurre consenso e voti non può essere messo in discussione, pena la crisi della sua presa sociale. È così che questo meccanismo produce anche la passivizzazione dei cittadini, pronti ad accettare corruzione e mediazione mafiosa in assenza di diritti esigibili, opportunità garantite dai concorsi pubblici agli appalti e trasparenza delle scelte politiche e della pubblica amministrazione».

Per questo ha sottolineato in una conferenza stampa il presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione, in una Calabria in cui le inchieste giudiziarie e i blitz della polizia hanno alzato il velo su quella zona grigia di commistione fra criminalità e poltica, «la questione morale riguarda tutti e tutti gli schieramenti politici. Se i partiti non hanno la forza di eliminare ogni zona d´ombra noi non ce la faremo – ha proseguito -. Per questo serve una opera di pulizia, a partire dalle candidature per le prossime elezioni». Un tema che la commissione aveva già sottolineato in passato approvando nei mesi scorsi un codice di autoregolamentazione, approvato da tutti i partiti, con l'impegno di non presentare chi sia rinviato a giudizio per tutti i reati di mafia, di racket e usura, di traffico di droga o di rifiuti e di riciclaggio. «Ma i partiti – ha concluso il presidente – riescono autonomamente a farla questa scelta, questa opera di moralizzazione e trasparenza?».

 Il Relatore Francesco Forgione

Leggi la relazione della commissione Parlamentare antimafia