‘Ndrangheta, 12 arresti a Lamezia. Presi anche gli autori dell’attentato ai Godino

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'Ndrangheta, 12 arresti a Lamezia. Presi anche gli autori dell'attentato ai Godino

E' stata compiuta a Lamezia Terme un'operazione della Polizia di Stato per l'esecuzione di 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip distrettuale di Catanzaro, su richiesta della Dda, contro altrettanti presunti affiliati alla cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri. Tra le persone arrestate ci sarebbero anche gli autori dell'attentato alla famiglia Godino.

C'é anche un ex calciatore della Vigor Lamezia, squadra del campionato C/2, Pasquale Gullo, di 36 anni, tra gli 11 arrestati dell'operazione Spes fatta la scorsa notte dalla Polizia a Lamezia Terme. Gullo ha giocato come difensore nella Vigor Lamezia negli anni '90. Le altre persone coinvolte nell' operazione sono Antonio Gualtieri (28), indicato dagli investigatori come uno dei capi  dell' omonima cosca; Roberto Calidonna (22); Michele Caruso (32); Luciano Cimino (20); Massimo Crapella (34); due persone omonime, Cesare Gualtieri, di 38 anni, già detenuto, e di 28 anni; altri due omonimi, Pasquale Torcasio, di 38 e 27 anni, e Giuseppe Rainieri (24), già detenuto. La persona destinataria di uno dei provvedimenti restrittivi che è sfuggita all'arresto, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, si trova da tempo all'estero. Nei suoi confronti sono state diramate le ricerche a livello internazionale.

Doveva essere solo un "avvertimento", trasformatosi però imprevedibilmente in un fatto dalle conseguenze devastanti, l'attentato compiuto il 24 ottobre dello scorso anno contro l'edificio, con annessa officina per la vendita e la riparazione di pneumatici, di proprietà della famiglia Godino. Secondo quanto è emerso dalle indagini, infatti, l'attentato, secondo le intenzioni di chi l'aveva organizzato e messo in atto, doveva avere una finalità preventiva per costringere la famiglia Godino a soddisfare una richiesta estorsiva che i responsabili dell'intimidazione avrebbero dovuto rivolgere loro successivamente. I responsabili dell'attentato non hanno però previsto gli effetti delle fiamme appiccate ai pneumatici che erano depositati nello spazio antistante l'edificio di proprietà della famiglia Godino. Effetti tanto consistenti da estendersi allo stesso palazzo poco distante, provocandone la distruzione, con danni per centinaia di migliaia di euro.

 Alla Polizia di Stato