Tabularasa, a Gerace riflettori puntati su informazione e legalità

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Al capolinea anche la quinta edizione estiva di Tabularasa. Un’altra grande carrellata di dibattiti, incontri, spettacoli, opportunità per pensare, attraverso un’innovativa proposta di “entertainment culturale”, come l’hanno definita gli ideatori Raffaele Mortelliti e Giusva Branca. La kermesse presenta un bilancio di alto livello. A parlare sono gli eloquenti numeri: 23 serate, 16 appuntamenti “Tabularasa Kids” (dedicati ai più piccoli), 11 incontri per le performance artistiche di “Tabularasa alone”, 6 concerti per “Tabularasa Carnefresca”, 132 ospiti sul palco. E ancora: il premio internazionale “Strillaerischia” e, infine, 5 suggestive location: Reggio, Gambarie, Gerace, Lamezia Terme e Lipari.

La serata finale di Tabularasa, svoltasi a Gerace in contemporanea con quella reggina che ha ospitato Corrado Passera, ha analizzato il mondo dell’informazione in senso lato evidenziandone pregi e difetti. Gli organizzatori Branca e Mortelliti hanno lasciato il palco della cittadina jonica a Marisa Larosa che ha preso il timone dell’incontro allestito in collaborazione con il Parco nazionale d’Aspromonte.

Il potere della parola scritta, dei mass media e la deontologia professionale sono stati alcuni dei temi trattati dagli ospiti presenti. Mario Congiusta, presidente della fondazione Gianluca Congiusta, parlando della vicenda drammatica che ha colpito la sua famiglia ha evidenziato come a fare la differenza non sia solo e tanto la qualità professionale, quanto la capacità di rispondere a principi e valori umani che vanno oltre gli aspetti dell’etica professionale. “Dopo la morte di mio figlio ho incontrato giornalisti senza i quali non avrei potuto fare nulla, ma purtroppo ne ho incontrati degli altri che fin dall’inizio hanno informato in maniera totalmente sbagliata”.

La serata ha altresì approfondito gli aspetti che legano legalità e informazione e, nello specifico, Mario Congiusta ha rimarcato la fondamentale importanza, in positivo come in negativo, delle fonti giornalistiche nello specifico settore della giudiziaria.

E proprio sull’essenza del giornalismo, “che si è persa per strada”, è tornato il vaticanista del TG2 Enzo Romeo, il quale ha sottolineato come “internet da risorsa rischi di diventare un problema, perché spesso porta a una conoscenza superficiale dei fatti, mancando l’approfondimento e la verifica delle fonti. Troppo spesso le informazioni sul web – ha aggiunto -ò vengono prese per oro colato. Il limite dell’informazione locale – ha proseguito Romeo – è quello di essere troppo legata alla realtà in cui è opera al punto da esserne anche involontariamente condizionata”.

Ma la parte certamente più significativa della serata è giunta attraverso la proposta di una delle più presenti “animatrici” di Tabularasa 2014, Paola Bottero. La giornalista ha chiesto al sindaco di Gerace, Pino Varacalli, che proprio nella splendida cittadina jonica venga creata “una vera e propria scuola di giornalismo, che dalla Calabria rimetta al centro dell’attenzione quei valori etici troppo spesso lasciati in secondo piano”.