Siderno-L’oca che volò sul nido del cuculo e la diga di Siderno

Print Friendly

diga-oggi-617x440

Aristide Bava
SIDERNO – Il presidente dell’ Osservatorio ambientale per il Diritto alla vita Arturo Rocca torna sulla delicata vicenda della Diga sul Torrente Lordo e sceglie il titolo di un famoso film di tanti anni or sono ” Qualcuno volo’ sul nido del Cuculo” per ironizzare sulla problematica questione legata alla precaria situazione dell’importante invaso di contrada Pantaleo, che da possibile volano per lo sviluppo turistico della Locride è divenuto il classico esempio dell’abbandono in cui si trova il territorio della Locride.


E, Rocca, in una nota diffusa per parlare anche della situazione delle altre due dighe del territorio provinciale, e dei pesanti costi sostenuti , proprio riferendosi al celebre film che aveva come protagonista un superbo Jack Nicholson scrive che ” L’oca che volò sul nido del cuculo, nel 1983, a Siderno in località Pantaleo depose quella che è un vero e proprio capolavoro di sintesi tra intelligenza ed istinto, la diga sul torrente Lordo. E’ qui che si deve spiegare esattamente cosa c’ entra il cuculo e cosa c’entra il film con Nicholson. Il termine inglese “cuckoo” si traduce letteralmente “cuculo” ma in senso traslato significa “pazzo”. Purtroppo la spiegazione, in questo caso, calza sia che si usi il senso letterale che quello traslato. Ergo. Com’è noto il cuculo non depone le uova in un nido proprio ma lo fa in quelli altrui. Gli implumi cuculi appena nati buttano fuori dal nido i piccoli della specie ospitante che per istinto di maternità nutre i piccoli del cuculo come fossero suoi. La diga viene dunque costruita in un posto non suo, sulle argille di un torrente quasi asciutto e l’acqua del Torbido, portata con 8 km di condotta sotterranea, l’ha nutrita come fosse figlia sua. Ma una volta cresciuto il volume a regime degli 8 milioni di mc. ha scalzato il Lordo e si è sostituita nella condotta bypassando la diga-nido ha irrorato i coltivi di Siderno. Applicando la seconda traduzione vuol dire che “qualcuno diventò pazzo” a sperperare 50 milioni di euro per poi realizzare una condotta di 8 km. per innaffiare le rose ed i gigli dei giardini di Siderno. Perché di questo si tratta! Il ministero delle infrastrutture ha cibato come fossero figli suoi tutta la catena di S. Antonio che va dall’ideatore, al progettista, al realizzatore, all’ente gestore che si è gonfiato da scoppiare. Amen! “. A parte l’ironia ( giustificata) di Arturo Rocca c’è da aggiungere che man mano che il tempo passa la situazione della Diga di Siderno diventa sempre piu’ critica tant’è che anche, adesso, in pieno inverno l’invaso ha le sembianze di un deserto. Un vero peccato o se vogliamo una grande occasione di possibile sviluppo socio economico che non solo non si è sfruttata ma sta diventando fortemente penalizzante per l’intero territorio comunale. La diga sul torrente Lordo è stata realizzata dopo una grande battaglia degli amministratori susseguitisi alla guida della città per avere una struttura di questo tipo che, secondo le intenzioni di un tempo, doveva risolvere molti problemi della zona legati in particolare alla irrigazione con successive ricadute sul turismo per il possibile sfruttamento del lungo diga. Un discorso vecchio di circa 35 anni addietro anche se , di fatto, i lavori iniziarono nel 1984. Fu realizzata per contenere circa otto milioni di metri cubi di acqua su una superfice di circa settanta ettari e uno sbarramento lungo settecento metri, corredato da una strada di sette metri. La stessa struttura, prima che venisse svuotata già da sola costituiva una attrazione naturale. Adesso è struttura che deturpa il paesaggio, penalizza la città e rimane emblema indiscutibile dell’inefficienza e della incapacità che la Locride da anni si porta appresso.

fonte:promovideo tv